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In digiuno con i cittadini di Vicenza “No Dal Molin”
COMUNICATO
In conclusione del digiuno svoltosi a Borgone, presso il presidio No Tav, dal 10 al 14 febbraio 2007, a fianco dei cittadini di Vicenza che digiunano contro lo scempio della costruzione di una nuova base militare, vogliamo fare un bilancio di quanto abbiamo ricevuto in adesioni, solidarietà, incoraggiamento da parte di tantissime persone, di ogni provenienza e appartenenza.
Innanzi tutto grazie alle persone del presidio di Borgone, che ci hanno accolto con simpatia in un ambiente piacevole, caldo e dotato di ogni comfort. Grazie poi a tutti coloro che sono venuti a sostenerci durante la nostra permanenza in digiuno al presidio e a coloro che hanno contribuito, partecipandovi in vario modo, alla riuscita delle serate che abbiamo organizzato a margine del digiuno. Si è parlato di “ grandi opere e industria delle armi”, di quanto accade a Vicenza, della “forza della nonviolenza”, e si è meditato con esponenti di varie fedi religiose.
Infine, grazie a tutti coloro che hanno digiunato: in tutto, 21 persone, di cui una per quattro giorni, 5 per due giorni, le altre per un giorno ciascuna. Tutte queste persone sono state sostenute dal pensiero che, nonostante i tentativi di criminalizzazione e intimidazione, non bisogna rassegnarsi, che è non solo giusto lottare in modo nonviolento per valori come la pace e il territorio, ma doveroso, nei confronti delle attuali e prossime generazioni.
Il futuro è nelle nostre mani. Difendiamo la terra per un futuro senza basi di guerra
Gruppo Pace Valsusa
Carissima/o Collega,
la notte fra il 5 ed il 6 dicembre dello scorso anno, resterà scolpita indelebilmente nel mio cuore come un evento tragico per la Democrazia del mio Paese.
Gli avvenimenti dell’autunno-inverno 2005 nel bene e nel male, sono entrati nella storia della Valle di Susa e dell’Italia, ma soprattutto sono oramai parte del DNA dei Valsusini.
Quanto avvenuto in quella notte è figlio di errori e gravi responsabilità da parte di molti, nessuno escluso, ritengo inoltre che più alto è il livello Istituzionale, più elevato sia il grado di responsabilità. Per questo è importante non dimenticare e lavorare tutti insieme per far si che non si ripetano più in futuro gli stessi errori.
In quella notte ho toccato con mano quanto sia delicato, anche nella nostra società, l’equilibrio della convivenza civile, quanto il bene della Democrazia debba essere coltivato anche nei cosiddetti paesi evoluti.
La pace, la libertà, la convivenza civile e la democrazia sono un bene che deve essere coltivato ogni giorno da tutti i cittadini, e Noi quali Amministratori responsabili, dobbiamo esserne consapevoli predicatori ma soprattutto i primi attuatori.
I Nostri Cittadini, il Movimento, i Comitati ripongono in noi la loro fiducia e le loro speranze, sono certo che ognuno in questa vicenda stia dando il meglio di sé.
La via d’uscita possibile resta il dialogo, senza pregiudiziali fra le parti, proseguiamo il confronto democratico fra i vari livelli Istituzionali garantendo e pretendendo il reciproco rispetto delle idee e della dignità di tutti, …. senza dimenticare.
Come certamente saprai i Comitati NO TAV stanno organizzando una fiaccolata ,dibattiti ed altri momenti di incontro e di festa al Presidio di Venaus nei giorni 8/9 e 10 dicembre.
Con la presente sono ad invitarTi a ricordare, in quanto non c’è nulla da festeggiare, la notte del 5/6 dicembre, ti invito pertanto: Dalle 18.00 in poi del 5/12/06 ad accendere dei lumini sulle finestre del Tuo Municipio e per quanto possibile invita i tuoi concittadini a fare altrettanto sulle finestre delle proprie abitazioni.
Quello che propongo è un gesto semplice, fatto in modo riservato,senza rumore, per invitare tutti a riflettere e ricordare.
La luce del lumicino della Democrazia è flebile ma molto visibile contro la notte buia della violenza, tante piccole luci insieme costruiranno un falò la cui luce spero giunga sino a Roma.
Il Cittadino “distratto” o che ancora vuol essere ignaro, forse mediterà e comprenderà i nostri perché.
Certo del Tuo sostegno, con l’occasione Ti invio i miei più Cordiali Saluti.
Il Sindaco
Nilo Durbiano
La lettera di un francescano della Val di Susa, Beppe Giunti, frate Guardiano del convento di San Francesco di Susa è lunga, ma vale la pena di leggerla tutta.
"Molti amici...10/12/2005 - 10:18 - Continua a leggere
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MA QUI L'URANIO HA GIA' UCCISO
Non era la silicosi a decimare i giovani minatori di Oulx: "Trent'anni dopo tornarono a scavare uranio nucleare"
di Giuliano Dolfini

"LA montagna è come il corpo umano: le sue sorgenti e le falde acquifere sono come le vene e le arterie. Quando si blocca una di queste, gli arti ed il corpo ne patiscono e possono anche morire". Parola di saggio, ma - come si sa - sovente i saggi sono ignorati. Specialmente di fronte ai grandi interessi. E’ Edoardo Rey, 87 anni, via Roma 10, Salbertrand, una vita trascorsa a scarpinare sui monti e nelle miniere del Piemonte e della valle d’Aosta, a lanciare questo monito appena sente parlare di scavi, di gallerie, di tunnel per l’alta velocità ferroviaria. Oppure di rocce di uranio, come in questi giorni. Seduto su di una sedia a rotelle per un ictus, Rey ha davanti a sé libri, riviste e giornali, che legge ogni giorno. La sua memoria è di una lucidità eccezionale, precisa nei fatti e dei dettagli tecnici. Parla con pause, lasciando al cronista il tempo per gli appunti. Racconta, Rey. Ed è bello stare ad ascoltarlo.
"Erano gli anni del fascismo e delle sanzioni della Società delle Nazioni per le conquiste africane d’Etiopia. C’era quindi l’autarchia ed anche l’Italia voleva avere le sue miniere di ferro. La Fiat ebbe una concessione di ricerca di solfuri di ferro ad Oulx sul monte Seguret a 2000 metri, in località Rio Secco, dove vi era un antico affioramento di ferro olegisto e sesquiossido di ferro. Una miniera scavata a braccia, dalla fatica dei montanari valsusini e bergamaschi. Una teleferica portava il materiale fino alla strada del Pramand e poi con dei camion giù a valle. Il materiale veniva trasportato a Torino alle Ferriere Piemontesi di corso Mortara".
Continua Rey: "Mio fratello Mario aveva l’ufficio qui a Salbertrand e teneva i contatti con la squadra lavori. Ma successe un fatto. Quasi tutti gli operai che lavorarono in quella miniera morirono. Si disse allora che era la silicosi. Li vedevamo giovani e forti, ma sempre più traballanti e inebetiti per le strade del paese. Mio fratello era allarmato da quanto succedeva. Non credeva alla silicosi e diceva sempre: "Non è possibile: in quelle rocce c’è qualcosa che ammazza la gente". Caposquadra agli ordini di suo fratello Mario, fra l'altro "inventore" del parco regionale del Gran Bosco di Salbertrand, "era il bergamasco Giovanni Zuliani, sotto cui hanno lavorato Guido Zeron, Severino Jayme, Carlo Jannon, poi Paris, Langhi e tanti altri. Tutti morti giovani".
Mentre racconta, le mani del saggio delle montagne sembrano disegnare mappe di cantieri, di tramogge, nastri, frantoi, descrivere le antiche fatiche dei "mineur".
"Cessati i contributi dello Stato, la Fiat sospese le ricerche e poi chiuse il cantiere. Negli anni ’60 - nel periodo del boom dell’energia atomica - arrivarono degli specialisti e interpellarono mio fratello. Erano del Centro ricerche termonucleari, avevano contatori Geiger, macchinari moderni, perforatori. E cominciarono i sondaggi. A cento metri dalla ex miniera di ferro della Fiat individuarono un filone di pechlenda, la roccia d’uranio. Furono installati dei dormitori ed aprirono due gallerie. Poi improvvisamente se ne andarono, con la scusa che un dirigente del gruppo aveva commesso delle irregolarità. In verità fu che il boom atomico era in mano alle grandi potenze e noi fummo messi da parte".
Edoardo Rey ha una pausa, riflette. E precisa: "Ecco perchè quei minatori della miniera di ferro non erano morti di silicosi: furono le radiazioni dell’uranio a minarli lentamente. E senza scampo". Prosegue: "Forse fecero anche degli scavi, ma segreti, in quel di S. Romano, che è proprio sotto la direttrice verticale della vena uranifera del Seguret, che è posta ai piedi delle rocce scistose e su quelle poggiano le pareti dolomitiche. E in questo tratto ci sono diverse sorgenti. Altre ricerche di rocce uranifere - continua Rey - furono fatte da un certo Nurisso di Gravere alla frazione Beaume di Oulx, poi in un vallone sotto la via Rossa che porta alla strada dei Duemila, dove ho lavorato per estrarre pirite, solfuri e calcio- pirite. Allora di uranio non se ne parlava proprio". Le zone geologiche con l’uranio? "Eccole. E’ una linea unica da sud verso nord. Dalle rocce del Peyron ai piedi del Galambra, fino alle Grange della Valle, al colle Clopaca, al Vaccarone e al Col Clapier, in direzione del piccolo Moncenisio. Ricordo di ricerche, che io guidavo come capocantiere, per conto di un geologo di Torino, che recuperava campioni di rocce e minerali per un ignoto committente".
Rey ha una pausa. Poi dice: "Le faccio vedere una cosa". Apre una bacheca, ricchissima di minerali, tale da far invidia ad un museo. "Sì, ho studiato, ma è stata quella la mia università". Assieme ai chilometri percorsi sulle montagne seguendo le tracce delle rocce che affiorano. E per lui la val Susa geologica e mineraria non ha segreti. Poi racconta di quando era capocantiere alle miniere di Traversella, già note ai tempi dell’imperatore romano Tito Livio, della sua vita con i geologi, i tecnici, gli operai che scavavano ogni giorno. E ricorda ogni dettaglio.
Il vecchio delle montagne (anche la Sitaf lo ha consultato per le sue gallerie) si addentra in una riflessione: "Qui si scava dappertutto e sovente senza criterio. Un esempio: a Cels scomparve l’acqua poichè bucando i tunnel furono tagliate le sorgenti. E’così che la montagna muore. Adesso si realizzeranno altre gallerie dalla val Clarea a Pont Ventoux: c’è il rischio di tagliare altre sorgenti e falde d’acqua. Due gallerie per l’alta velocità sotto l’Ambin, ma sono sicuri di quello che fanno? In alta montagna scompaiono i laghetti, poichè li si dissangua dal basso, ora si svuotano anche le riserve sotterranee. Nulla sarà più come prima".
Sospira. "Vuole saperne una? Qui, nella zona di Salbertrand la piccola selvaggina è scomparsa. Perchè? E’ l’autostrada che ha tagliato in due la valle ed ora impedisce agli animali di muoversi da un versante all’altro". Parola di saggio. Ma c’è qualcuno disposto ad ascoltarlo?
luna nuova 1998
Oggi sono molto triste, l’ultimo frammento di fiducia nelle istituzioni di questo stato maledetto, è stato spazzato via, come una forza devastatrice spazza via speranze, progetti e idee costruite con sentimenti e operosità.
Lo so, non serve a nulla scrivere, protestare pacificamente, o cercare di far capire le nostre ragioni no tav, ma è l’unico sistema lecito che io conosco.
Stanno violentando con la militarizzazione e l’invasione la nostra valle, e con essa stanno violentando tutti noi popolazioni del luogo.
Questa mattina Novalesa, Venaus e territori limitrofi erano completamente militarizzati e isolati. Al grido disperato della valle, e di noi valligiani, si è così unito un immenso grido di dolore profondo di una democrazia ormai perduta per sempre, in favore degli interessi di regime.
Non avrei mai creduto di dover scrivere parole così dure, e non avrei mai creduto di vedere questo scempio, da parte delle istituzioni, verso le popolazioni che invece dovrebbe salvaguardare.
La democrazia è di fatto morta, morta e sepolta, oppure dispersa senza possibilità di ritorno, in un limbo sconosciuto.
Ora, oggi, so per certo cosa dirò ai ragazzi giovani che conosco, e a tutte le persone che mi chiederanno info sul tav. Dirò che un insieme di poche persone, hanno utilizzato mezzi dello stato per piegare al loro volere popolazioni non allineate con i loro progetti, e con i loro personali tornaconti ricchi di interessi. Dirò anche che, possono cercare la parola esatta, che definisce questo atteggiamento, su qualsiasi dizionario, rimanendone sorpresi. Cambia il nome in ogni regione d’italia (i minuscola) ma oggi ho visto che lo stato, ha fatto sue con molta efficienza le parti migliori di queste associazioni.
Cosa vogliamo insegnare alle popolazioni irachene, la democrazia?? Ma non fatemi ridere, il nostro personale Saddam, è ancora ben incollato alla sua sedia, e sembra molto intenzionato a rimanerci a lungo. Resta il fatto che, comunque le olimpiadi 2006 sono vicine, e questi governanti arroganti non credano che il principio della psicanalisi “causa effetto” per loro non sia valido. Non mi stupirei che il prossimo ordine del giorno fosse “boicottare”.
Con orgoglio firmo questa lettera con entrambi i miei nomi, nomi dei miei nonni che hanno vissuto la guerra sulla propria pelle, opponendosi agli invasori. Oggi gli invasori sono in casa nostra e parlano il nostro stesso idioma, VERGOGNATEVI.
Alberto Domenico DOSIO
Napoli 16-novembre 05
Carissimi, dai bassi di Napoli, dal profondo Sud, giunga a voi nel profondo Nord, un grazie sentito per la vostra resistenza ad un sistema la cui unica logica è il profitto, è il denaro.
Ho seguito con molta attenzione la vostra lotta contro la Tav in valle di Susa. Per voi è il treno ad alta velocità, per gli amici di Messina è il ponte, per la gente di Acerra è l'inceneritore, per noi a Napoli ora è l'acqua, ma è la stessa lotta per un unico obiettivo.
Grazie perchè ci avete insegnato a far rete, a mettervi insieme trasversalmente al di là di ideologie, fedi, classi...è una Lezione importante, mi auguro ora che tutte queste resistenze dal basso riescano a mettersi insieme per creare dal basso quella società civile organizzata che sappia opporsi alle logiche di morte in favore di logiche di vita.
Ormai si tratta di vita o di morte, per tutti a sud come a nord.
Diamoci da fare perchè vinca la vita.
Alex Zanotelli
Alcuni scatti della manifestazione di ieri.
Una pseudo cronaca potete trovarla sul mio blog.
Un saluto.





No Tav : le foto dell'amianto in Val di Susa
I seguenti fotogrammi, inviatici dal dottor Topino - medico del lavoro -, sono tratti da un servizio di Telecity
girato nella zona del Monpantero, dove sono previsti alcuni lavori per l'alta velocita' in Val di Susa.
Le immagini del minerale sono andate in onda sul circuito Telecity 7 Gold, Italia 8 e Telestar.

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NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org
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Lettera aperta a Mercedes Bresso
Presidente della Regione Piemonte
Cara Mercedes,
ho letto le Tue dichiarazioni e la Tua l'intervista pubblicata su L'Unita' e devo dire che sono rimasta di stucco nel leggere alcune di queste: "Entro il 31 dicembre deve essere presentata la relazione sullo stato di avanzamento del progetto. Sulla base di tale relazione l'Unione europea decidera' se la Torino-Lione potra' rimanere nell'elenco delle infrastrutture prioritarie da finanziare nell'ambito del bilancio europeo 2007-2013. Prima dell'approvazione di quel bilancio, quindi entro il 2006, deve essere pronto il progetto definitivo dell'opera. Ma per metterlo a punto a necessario avere realizzato i sondaggi." oppure " prima di novembre deve partire lo scavo di Venaus altrimenti salta tutto e la Torino-Lione sara' declassata, lo hanno detto chiaro i tecnici europei".
Al di la' del fatto che la scadenza per la presentazione sullo stato di avanzamento del progetto e' in realta' il 31 gennaio 2006, e che questa scadenza e' un obbligo annuale che serve alla Commissione per capire come e se sono stati utilizzati i fondi stanziati, non e' corretto sostenere che sulla base di tale relazione si decidera' se la Torino-Lione restera' o meno nell'elenco delle opere prioritarie per il semplice motivo che tutti e 30 i progetti contenuti nell'allegato II della decisione 884/2004/CE (del Parlamento europeo e del Consiglio) hanno allo stato lo stesso livello di priorita', essendo peraltro stata bocciata la lista "quick start", proposta da Romano Prodi e che attribuiva ad alcuni progetti una priorita' superiore a quella degli altri. La Torino-Lione dovra' vedersela con gli altri 29 progetti, a prescindere dalla relazione che verra' eventualmente consegnata nel gennaio 2006.
Quindi parlare di declassamento e' del tutto fuorviante e francamente sarei sorpresa che alcun tecnico europeo possa aver sostenuto una tale tesi. Ho chiesto al Commissario Barrot di incontrarlo a questo proposito perche' credo che le forzature della Signora De Palacio non vadano nell'interesse di nessuno.
E non e' neanche vero che tutto deve per forza essere fatto entro il 2006. Come sai, per adesso non c'e' accordo sulle prospettive finanziarie 2007/2013. Se l'accordo finale si fara' entro l'anno prossimo, e' verosimile che il denaro disponibile per le TEN-trasporti sara' circa 20 miliardi di euro. Parlamento, Consiglio e Commissione dovranno poi decidere a quale progetto conferire il denaro e quanto. Ma questa decisione non c'entra nulla con la Relazione annuale che Tu citi. Infatti, il denaro ad essa collegato si riferisce solo a dei fondi del 2003 18 milioni di euro- che effettivamente parrebbero in scadenza anche perche' il governo italiano non ha chiesto alla Commissione una deroga entro il 31 ottobre 2005. Insomma, non c'e' nessun rapporto diretto tra questa Relazione e la decisione se concedere o no i fondi per l'opera in se'.
In sostanza, l'accelerazione nelle cose da fare che anche Tu sembri sostenere, non trova riscontro alcuno nella realta', tranne nelle parole e negli atti di un governo che, pur avendo avuto tutto il tempo - fino al 31 ottobre u.s. - di chiedere legittimamente una proroga del finanziamento destinato agli studi di fattibilita' , ha preferito la strada dello scontro con una popolazione che oramai si sente presa in giro e che la militarizzazione della Val di Susa contribuira' a radicalizzare. Un governo che naturalmente si guarda bene dall'assumere la responsabilita' delle proprie scelte, preferendo mascherarsi dietro inesistenti "ordini da Bruxelles". Mi sembra francamente molto triste che anche Tu segua l'onda di questa che non posso che definire una manipolazione della realta' . A riprova di quanto poco credibile sia questa affermazione, basti pensare che la Commissione ha stanziato lo scorso settembre altri 48 milioni di euro (tra Italia e Francia) per ulteriori studi. Quindi, ripeto, non c'era nessuna ragione europea per drammatizzare la situazione con i valsusini.
Ma c'e' un altro elemento sul quale vorrei invitarti tranquillamente a riflettere. Secondo Te, quante chances ha di essere finanziata un'opera cosi complessa, costosa, controversa, che ha bisogno di centinaia di poliziotti e carabinieri (sottratti a incarichi piu' utili) per partire e di dubbia priorita' per il partner diretto cioe' la Francia? Infatti, mi permetto di segnalarTi che sul versante francese nulla e' partito davvero, a parte le discenderie di cui tanto si parla. Il Ministro dei trasporti ha fatto la lista delle priorita' per i prossimi anni il 13 ottobre scorso.
Non c'e' traccia della Lyon-Turin (ho i documenti se vuoi), ma solo del riaggiustamento della linea attuale tra Dijon e Modane, nonche' un vago accenno su una cartina colorata ma senza stanziamenti, ne' date, ne' percorso preciso ad un grande progetto di trasporto merci che arriva fino a Torino e che non viene comunque ripreso in nessun documento ufficiale.
Cara Mercedes io credo che tutta la nostra coalizione debba approfittare di questa occasione non solo per rilanciare il dibattito su quali sono le grandi opere davvero utili per il nostro paese, ma anche per confrontarsi su quale infrastrutture possa e debba contribuire a finanziare Bruxelles tra Lione e Torino. Sono convinta che ne' la TAV ne' il tunnel siano l'unica possibile.
Con i saluti più cordiali.
Monica Frassoni
Presidente dei Verdi al Parlamento europeo
Bruxelles 4 novembre 2005
Vi segnalo la fonte da cui ho attinto la lettera di Monica Frasoni, su http://www.notavtorino.org/ potrete trovare molto materiale in merito.
Un caro saluto a tutti.

Luca Mercalli, il meteorologo
"IL progetto della Torino-Lione è un atto di grande arroganza contro
la Val di Susa" Repubblica 8/11/05
Montezemolo, la Tav va fatta
07/11/2005 13:06
(ANSA) - MILANO, 7 NOV - La linea d' Alta Velocita' che ha dato vita a forti proteste in Val di Susa e' un' opera che 'va assolutamente fatta', dice Montezemolo. 'E non puo' essere messa in discussione da localismi' sostiene il presidente di Confindustria durante l' incontro
Lunardi ai ribelli: " Nullafacenti"
Casini: la Tav non si puo' fermare
Bruno Manghi, ex sindacalista Cisl, consigliere di Prodi:
Non esistono previsoni attendibili per il 2016-18, quando la linea dovrebbe essere completata.
Nessuno sa dirmi come si riuscirà a mettere sui treni 10 .000 Tir al giorno.
E i capitali per farla, che non potranno che essere pubblici, dove sono?
Mauro Carena, leghista, avvocato di Bossi
" E' un intervento faraonico e inutile sia per la valle che per il resto d'Italia
Val di Susa : No Tav e disinformazione
lettera firmata
Scrivo queste poche (spero) righe con l'unica intenzione di portare a conoscenza una situazione che la maggior parte dei media cerca di tener nascosta. Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa". Nella manifestazione di giugno c'erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti). Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:
1.. La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.
2.. La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.
3.. Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la rende possibile.
4.. L'amianto sotto al Musinè c'e' veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della ValSusa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi. (*)
5.. Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.
6.. Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei.
7.. Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52 Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subbappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie. Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.
Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.
Lunedì 1 novembre ho partecipato al blocco dei lavori a Mompantero: in 500 persone (saremmo stati molti di più, ma alla maggior parte delle persone è stato impedito di raggiungere i luoghi della protesta, militarizzando Susa) abbiamo bloccato senza alcuna violenza per un giorno intero 1200 demotivati esponenti delle forze dell'ordine. La notizia che i siti siano poi stati presi in possesso dalle forze dell'ordine in nottata (quando non c'era più nessuno ad opporsi e verificare) sembrerebbe falsa, alcune persone hanno verificato il giorno successivo che i siti erano ancora sgombri.
La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra: l'opposizione è trasversale, ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà a capire le nostre ragioni. Il problema è che la voce dei NoTav viene puntualmente soffocata dai media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco. Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo, e dell'opera non gli importi proprio nulla. L'unica loro preoccupazione è farsi rigirare nelle loro casse i soldoni europei.
Non chiedo a chi legge questo messaggio di crederci ciecamente, ovviamente può essere inteso come propaganda di parte, ma di informarsi anche dal altre fonti indipendenti. Purtroppo il quotidiano La Stampa ed il telegiornale regionale di Rai 3 sono le fonti di informazione che si sono rivelati più di parte, non solo nei commenti alle notizie ma anche nel continuo riportare notizie false.
Qualche anno fa è venuta una troupe di Report diversi giorni in valle a fare un servizio sul problema. Risultato: il servizio non è mai andato in onda ed il giornalista è stato quasi licenziato. Il mio intento non è solo di convincervi sulle nostre ragioni, ma prevalentemente di informarvi.
Se credete che le informazioni di questo messaggio siano false, vi invito a verificarle. Penso che poi la convinzione venga da sola.
(*) Nota della redazione: in questi giorni un'inviata di Telecity è salita sopra Mompantero con i proprietari dei terreni dove sono previsti i carotaggi ed ha trovato l'amianto. Il minerale, di buona qualità e in gran quantità, secondo esperti, è stato filmato e mandato in onda sul circuito Telecity 7 Gold, Italia 8 e Telestar.
Speciale libera informazione
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