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mercoledì, 20 giugno 2007
No tav, ancora

Nel progetto che non c’è Il tunnel di base di 53 km che doveva sbucare a Venaus ed è costato ai valsusini tante bastonate ed altrettante notti all’addiaccio non si farà più o meglio non sbucherà più a Venaus, bensì a qualche km di distanza, in un indefinito limbo di Val di Susa e non si comprende per quale ragione la popolazione dovrebbe ritenere questa soluzione migliorativa rispetto alla precedente.

Sempre nel progetto che non c’è il TAV non correrà più sulla sinistra della Dora bensì sulla destra, evitando l’amianto del Musinè ma sventrando la collina Morenica nei pressi di Avigliana in un territorio geologicamente altrettanto problematico. Poi proseguirà il suo cammino in maniera indefinita per lunghi tratti parallelamente alla ferrovia attuale che verrà in parte interrata (o meglio “annacquata” dal momento che nella realtà la falda acquifera in Valle si trova a soli 2 metri di profondità) al fine di ricucire il territorio, con impatti ambientali e costi che non vi è ragione di ritenere inferiori rispetto a quelli del progetto precedente.

Scritto da linodigianni alle ore 04:41 | link | commenti (4) |Torna su
Categoria - ambiente, news, stampa, no tav, amianto, tav
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mercoledì, 04 ottobre 2006

venerdì, 29 settembre 2006
A Roma contro la Legge Obiettivo
No Ponte, No Mose, No Tav,
Coordinamento comuni Val di Susa,
Conferenza Permanente dei Sindaci della tratta ad AV Verona-Padova
 
con le prime adesioni di:
Wwf, Legambiente, Italia Nostra,
Campagna Sbilanciamoci, Rete del Nuovo Municipio
 Fiom, Carta cantieri sociali, il Manifesto,
 
 
ORGANIZZANO
Manifestazione Nazionale
 
14 OTTOBRE ore 14,30 A ROMA
 
CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO E LE GRANDI OPERE DANNOSE,
PER UN NUOVO PIANO DEI TRASPORTI E DELLA MOBILITA’
 E PER LE INFRASTRUTTURE CHE SERVONO
AL PAESE E AL TERRITORIO

Dal 2001 al 2005, con il governo Berlusconi, abbiamo vissuto una stagione in cui le politiche governative hanno tentato di imporre scelte infrastrutturali e impiantistiche nel campo dei trasporti, dell’energia e dei rifiuti, contro gli interessi strategici del Paese, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e dei loro diretti rappresentanti, eludendo la valutazione ambientale strategica preventiva di piani e programmi, facendo carta straccia della valutazione di impatto ambientale.
 
In questo periodo, con le norme derivanti dalla Legge Obiettivo e le scelte contenute nel Primo Programma delle infrastrutture strategiche, è stata esasperata la logica del "realizzare senza pensare" opere contro il senso comune e la razionalità, oltre che spesso contro l'ambiente, la cultura e il paesaggio italiano e contro, gli stessi vincoli economico-finanziari del bilancio dello Stato.
 
Le grandi opere che veramente servono all’Italia dovrebbero essere finalizzate a trasferire le merci dalla strada, alla ferrovia e alle navi; a creare una rete logistica intermodale; a realizzare politiche coordinate per la mobilità urbana; a razionalizzare i sistemi idrici; a prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico; a risanare e riqualificare i beni culturali, artistici e archeologici; a tutelare, valorizzare e promuovere il territorio, il paesaggio e la biodiversità.
 
Finora, invece, sono state sottovalutate le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell'assetto idrogeologico che rispetto alla perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio legata agli eccessi di urbanizzazione e infrastruturazione registratisi in questi anni.
 
Al tempo stesso, le comunità territoriali e gli stessi comuni sono stati quasi del tutto esclusi dal confronto e dalle decisioni sulle infrastrutture da realizzare. Oggi occorre tornare al più presto a un normale funzionamento dei meccanismi democratici e della partecipazione: chi vive nei territori interessati da grandi progetti infrastrutturali non rivendica un potere di veto ma pretende di non essere considerato “oggetto” di scelte decise altrove.  
 
Non sono stati neanche fatti i conti con la reale disponibilità di risorse economiche-finanziarie, impostando un programma di interventi “a pioggia”, per la realizzazione di 531 progetti dal costo complessivo di 264 miliardi di euro, che costituisce un’ipoteca che graverà sui conti pubblici per i prossimi 20 anni.
 
Nel programma del Governo è stato dichiarato il fallimento della Legge Obiettivo, ma non sono stati ancora compiuti atti chiari e univoci per superare le norme e le procedure che da questa derivano e abbandonare il programma delle infrastrutture strategiche, cominciando dai progetti sul ponte sullo Stretto di Messina e delle tratte dell’Alta Velocità.
 
Per questo noi scendiamo in piazza il 14 ottobre a Roma per chiedere:
 
-          il superamento della Legge Obiettivo e dei provvedimenti da questa derivati e il congelamento (a partire dalla Legge Finanziaria 2007) del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, che hanno consentito di fare carta straccia delle valutazioni ambientali su piani, programmi e progetti e hanno umiliato la partecipazione degli enti e delle popolazioni locali;
 
-          l’adeguamento del Piano generale dei Trasporti varato nell’aprile 2001 alle esigenze di mobilità del Paese e la redazione di nuovi Piani e Programmi, nazionali e regionali, per l'energia, i rifiuti, il territorio, il paesaggio, realizzati secondo l'approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità economica e sociale degli interventi proposti,
 
-          una nuova stagione di sicurezza, trasparenza e legalità nel mercato dei lavori pubblici, che superi le norme criminogene sui general contractor, le rendite di posizione dei concessionari e l’abuso incontrollato dei sub-appalti.
 
TUTTI A ROMA IL 14 OTTOBRE

___________________________________
 
Sulla base di questa piattaforma chiediamo l’adesione
e la partecipazione di associazioni, comitati, coordinamenti, enti locali,
forze politiche e sociali, singoli cittadini e cittadine!
 
Le adesioni vanno inviate alla seguente email: romalazio@carta.org
______________________
 
 
Per informazioni: Carta cantieri sociali: tel. 06.80692244
 

Scritto da linodigianni alle ore 17:59 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni, tav , comunicati associazioni
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lunedì, 08 maggio 2006

Documento dei Comitati

Il movimento NO TAV,

riunito in assemblea il 3 maggio 2006, nella sede Consiliare del Comune di Bussoleno
  •  

IN TAL SENSO

Esprime la più totale solidarietà nei confronti di chi è stato raggiunto da avviso di garanzia per i fatti dello scorso autunno;
Ribadisce la propria condivisione e partecipazione ai fatti oggetto di indagine;
Rivendica le lotte che hanno visto il loro momento più forte dalla Battaglia del Seghino alla liberazione di Venaus;
Esige l'mmediato dissequestro dei terreni stessi affinchè ritornino alla loro naturale destinazione agricola;
Dichiara altresì la propria contrarietà ad ogni ipotesi di realizzazione della seconda canna, sia essa di servizio o di esercizio, del traforo autostradale del Frejus.

si indice la mobilitazione permanente invitando tutto il popolo NO TAV a essere presente a Torino davanti alla Procura della Repubblica da lunedì 8 maggio e al Tribunale dei minori il 12 maggio, in modo da portare appoggio concreto ai militanti NO TAV indagati.

Movimento NO TAV

Scritto da linodigianni alle ore 08:07 | link | commenti |Torna su
Categoria - ambiente, news, stampa, denunce, no tav, tav , comunicati associazioni, sostegno notav
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venerdì, 05 maggio 2006

Torino, 16:29
TAV: OTTO INDAGATI IN VAL SUSA, AGNOLETTO SI AUTODENUNCIA

"Mi autodenuncio". Ad annunciarlo l'eurodeputato Vittorio Agnoletto, appresa la notizia che otto valsusini, tra cui il sindaco di Bussoleno Beppe Joannas, sono indagati per gli incidenti avvenuti in Val Susa nell'ottobre scorso.
"Oggi che e' ormai evidente a tutti che la linea ad alta velocita' non si fara' o che, comunque, non se ne riparlera' prima di quattro anni - afferma Agnoletto - siamo di fronte ad una vera e propria vendetta da parte di chi ha cercato di imporre con forza un'opera inutile. Mi autodenuncio per condividere la responsabilita' politica e umana di coloro che si trovano indagati solo per essersi opposti in modo pacifico alla militarizzazione della valle.


05 maggio 2006
http://www.capital.it/capital/news.jsp?idContent=1632355

Scritto da linodigianni alle ore 06:14 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - politica, denunce, no tav, tav , agnoletto
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