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mercoledì, 04 ottobre 2006

venerdì, 29 settembre 2006
A Roma contro la Legge Obiettivo
No Ponte, No Mose, No Tav,
Coordinamento comuni Val di Susa,
Conferenza Permanente dei Sindaci della tratta ad AV Verona-Padova
 
con le prime adesioni di:
Wwf, Legambiente, Italia Nostra,
Campagna Sbilanciamoci, Rete del Nuovo Municipio
 Fiom, Carta cantieri sociali, il Manifesto,
 
 
ORGANIZZANO
Manifestazione Nazionale
 
14 OTTOBRE ore 14,30 A ROMA
 
CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO E LE GRANDI OPERE DANNOSE,
PER UN NUOVO PIANO DEI TRASPORTI E DELLA MOBILITA’
 E PER LE INFRASTRUTTURE CHE SERVONO
AL PAESE E AL TERRITORIO

Dal 2001 al 2005, con il governo Berlusconi, abbiamo vissuto una stagione in cui le politiche governative hanno tentato di imporre scelte infrastrutturali e impiantistiche nel campo dei trasporti, dell’energia e dei rifiuti, contro gli interessi strategici del Paese, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e dei loro diretti rappresentanti, eludendo la valutazione ambientale strategica preventiva di piani e programmi, facendo carta straccia della valutazione di impatto ambientale.
 
In questo periodo, con le norme derivanti dalla Legge Obiettivo e le scelte contenute nel Primo Programma delle infrastrutture strategiche, è stata esasperata la logica del "realizzare senza pensare" opere contro il senso comune e la razionalità, oltre che spesso contro l'ambiente, la cultura e il paesaggio italiano e contro, gli stessi vincoli economico-finanziari del bilancio dello Stato.
 
Le grandi opere che veramente servono all’Italia dovrebbero essere finalizzate a trasferire le merci dalla strada, alla ferrovia e alle navi; a creare una rete logistica intermodale; a realizzare politiche coordinate per la mobilità urbana; a razionalizzare i sistemi idrici; a prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico; a risanare e riqualificare i beni culturali, artistici e archeologici; a tutelare, valorizzare e promuovere il territorio, il paesaggio e la biodiversità.
 
Finora, invece, sono state sottovalutate le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell'assetto idrogeologico che rispetto alla perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio legata agli eccessi di urbanizzazione e infrastruturazione registratisi in questi anni.
 
Al tempo stesso, le comunità territoriali e gli stessi comuni sono stati quasi del tutto esclusi dal confronto e dalle decisioni sulle infrastrutture da realizzare. Oggi occorre tornare al più presto a un normale funzionamento dei meccanismi democratici e della partecipazione: chi vive nei territori interessati da grandi progetti infrastrutturali non rivendica un potere di veto ma pretende di non essere considerato “oggetto” di scelte decise altrove.  
 
Non sono stati neanche fatti i conti con la reale disponibilità di risorse economiche-finanziarie, impostando un programma di interventi “a pioggia”, per la realizzazione di 531 progetti dal costo complessivo di 264 miliardi di euro, che costituisce un’ipoteca che graverà sui conti pubblici per i prossimi 20 anni.
 
Nel programma del Governo è stato dichiarato il fallimento della Legge Obiettivo, ma non sono stati ancora compiuti atti chiari e univoci per superare le norme e le procedure che da questa derivano e abbandonare il programma delle infrastrutture strategiche, cominciando dai progetti sul ponte sullo Stretto di Messina e delle tratte dell’Alta Velocità.
 
Per questo noi scendiamo in piazza il 14 ottobre a Roma per chiedere:
 
-          il superamento della Legge Obiettivo e dei provvedimenti da questa derivati e il congelamento (a partire dalla Legge Finanziaria 2007) del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, che hanno consentito di fare carta straccia delle valutazioni ambientali su piani, programmi e progetti e hanno umiliato la partecipazione degli enti e delle popolazioni locali;
 
-          l’adeguamento del Piano generale dei Trasporti varato nell’aprile 2001 alle esigenze di mobilità del Paese e la redazione di nuovi Piani e Programmi, nazionali e regionali, per l'energia, i rifiuti, il territorio, il paesaggio, realizzati secondo l'approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità economica e sociale degli interventi proposti,
 
-          una nuova stagione di sicurezza, trasparenza e legalità nel mercato dei lavori pubblici, che superi le norme criminogene sui general contractor, le rendite di posizione dei concessionari e l’abuso incontrollato dei sub-appalti.
 
TUTTI A ROMA IL 14 OTTOBRE

___________________________________
 
Sulla base di questa piattaforma chiediamo l’adesione
e la partecipazione di associazioni, comitati, coordinamenti, enti locali,
forze politiche e sociali, singoli cittadini e cittadine!
 
Le adesioni vanno inviate alla seguente email: romalazio@carta.org
______________________
 
 
Per informazioni: Carta cantieri sociali: tel. 06.80692244
 

Scritto da linodigianni alle ore 17:59 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni, tav , comunicati associazioni
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lunedì, 26 giugno 2006

A VELOCITA' D'UOMO
MARCIA VAL DI SUSA - ROMA: DAL 30 GIUGNO AL 15 LUGLIO
MARTEDI 4 LUGLIO - MERCOLEDI 5 LUGLIO: TAPPA GENOVESE

· Per riscoprire e rispettare il territorio
· Per un'economia al servizio delle persone e non dei poteri forti
· Per la partecipazione democratica
· Per il risanamento delle periferie dalle servitù e dagli impianti a rischio
· Contro le Grandi Opere inutili (Terzo Valico, Gronde Autostradali, Inceneritori) che devastano l'ambiente e svuotano le casse dello Stato, impedendo gli interventi di risanamento necessari.
· Contro la Legge Obiettivo, per il ripristino della Valutazione di Impatto Ambientale

Martedì 4 luglio 2006
· Arrivo alla stazione di Pontedecimo alle ore 10.22. In corteo verso la zona di Santa Marta in località Ceranesi: incontro con gli abitanti minacciati dalle demolizioni delle case previste per il Terzo Valico Ferroviario ad alta velocità.
· Corteo verso Casa della Legalita' e della Cultura, Via Piombelli 15. Pranzo
· in metro' verso Genova. Discesa alla Darsena.
· Ore 17.00 Corteo verso Palazzo Tursi (Darsena, Caricamento, San Lorenzo, De Ferrari, via 25 Aprile, Piazza Fontane Marose, via Garibaldi).
· Ore 18.00 Assemblea presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi
· ore 20.30 Centro Sociale Buridda cena
· ore 21.30 Spettacolo TEATRO POLITICO = TEATRO D'AZIONE a cura del Laboratorio Teatrale del Living Theatre

Mercoledì 5 luglio 2006
 · Ore 9.00 Presidio di fronte al tribunale di Genova per chiedere Verità e Giustizia per le vittime della violenza nel luglio 2001
· Ore 9.30 ingresso in tribunale di una delegazione che parteciperà in qualità di Osservatori dei processi del G8.
· Ore 11.00 presidio di fronte al convegno "Il Sistema portuale ligure, il Mediterraneo e l'Europa", Palazzo del Principe organizzato dalle Regioni Piemonte e Liguria.
· Ore 14.11: partenza in treno da Stazione Principe con arrivo a Chiavari alle 15.07

Scritto da linodigianni alle ore 17:49 | link | commenti |Torna su
Categoria - manifestazioni
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mercoledì, 26 aprile 2006

Torino, i no-Tav tornano in piazza
A Torino primo incontro col commissario Ue Loyola De Palacio sul voluminoso rapporto realizzato da esperti indipendenti sulla fattibilità dell'alta velocità in Val di Susa
26/4/2006


 
La manifestazione no-Tav di fronte
alla prefettura di Torino
  I consigli di Bruxelles
 Tav, siete favorevoli o contrari?
  I valligiani: pronti alle barricate
TORINO.  Sfilare la questione Tav dalla legge Obiettivo e riportarla alla procedura ordinaria. Lo hanno chiesto oggi i sindaci della Val di Susa e i rappresentanti degli enti locali piemontesi alla coordinatrice del Corridoio 5 Loyola De Palacio che, a Torino, ha illustrato i risultati del rapporto sulla Tav commissionato dalla Ue.

Alla richiesta dovrà rispondere il nuovo governo, ha spiegato il presidente dell'Osservatorio sull'Alta Velocità Torino-Lione Mario Virano. Riprendere un percorso di carattere ordinario per i sindaci significa in buona sostanza avere una valutazione d'impatto ambientale sul progetto definitivo. Positivo il giudizio del prefetto del capoluogo piemontese Goffredo Sottile, oggi, ha detto, «si è ripreso un percorso di dialogo ed ora spetterà al nuovo governo proseguirlo».

Oltre un centinaio di manifestanti "no tav" hanno sostato davanti alla prefettura di Torino, dove tra l'ex commissario europeo Loyola De Palacio presentato ai sindaci della Val Susa il rapporto Ue sulla linea ad alta velocità. I manifestanti hanno innalzato uno striscione con la scritta: «ascoltateci, rispettateci, noi amiamo la Val Susa». Da Milano, Guglielmo Epifani invita a fare tutte le verifiche e ad andare avanti. «Noi - ribadisce - non siamo mai stati contro l'Alta velocità. Abbiamo sempre detto che c'erano due condizioni preliminari alla sua realizzazione: la salute delle persone e di chi lavora in quelle vallate e la partecipazione democratica. Non si può decidere sopra la testa della gente ma si deve convincerla, dialogando».

«Bisogna prendere molto sul serio i lavori dell'Osservatorio tecnico, non si può pensare che questo sia stato fatto soltanto per dare un contentino a quelli della Valsusa», dice il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, commentantando l'evolversi della discussione sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione, a margine del suo intervento per l'inaugurazione dei lavori della nuova Stazione Ferroviaria di Torino Porta Susa. A Torino c'è anche chi sostiene con forza che l'opera «non si farà».

È Alberto Perino, uno dei leader della protesta della Val Susa. Intanto Prc afferma per bocca di Patrizia Sentinelli afferma che «la nostra posizione rimane coerente al programma dell'Unione che prevede un rimando della scelta definitiva a seguito di ulteriori approfondimenti e che qualunque opzione dovrà realizzarsi con il consenso della popolazione della Valle in un percorso partecipativo che abbia la capacità di valorizzare tutte le proposte in campo».

LEGAMBIENTE TUONA: «GRAVE RIUNIONE SENZA GOVERNO»
«Gravissimo fare una riunione sull'Alta Velocità ferroviaria in Valle di Susa in assenza del governo». È quanto sostenuto oggi dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste tra i manifestanti NO Tav accorsi davanti alla prefettura di Torino

«Siamo qui per protestare - ha detto Oscar Margaira, vicepresidente di Legambiente Valsusa - perchè questa che dovrebbe essere un'analisi del progetto in realtà è una verifica degli studi fatti da Ltf. Noi avevamo chiesto a dicembre che fosse analizzato tutto il progetto della Torino-Lione. Invece loro hanno valutato solo la parte internazionale senza fare uno studio nuovo, hanno preso gli studi di Ltf e hanno detto vediamo cosa dicono. Questo è un modo di approcciare il problema che non funziona. Noi non prendiamo lo studio di un altro per farne uno nostro: prendiamo i dati e studiamo».

Margaira dopo aver ricordato che gli esperti sono stati nominati da Loyola de Palacio, ha rammentato che la De Palacio «non più membro del parlamento europeo, le è rimasto solo l'incarico di coordinatrice del progetto Torino-Lione; se lei perde questo affare perde il suo stipendio. Inoltre - ha aggiunto - gli esperti saranno anche bravissimi, ma non si incaricano gli esperti di una società sola, la Cowi, per verificare queste cosè. Secondo il vicepresidente di Legambiente Valsusa «forse l'obiettivo è quello di avventurarsi in una spesa enorme per il nostro paese, e creare problemi all'economia italiana. Ed è gravissimo che questa riunione - ha sostenuto - avvenga oggi senza l'esistenza di un governo. Al tavolo devono esserci i rappresentanti del governo nuovo, o di quello vecchio. Bisogna capire - conclude - che siamo qui per gli interessi di tutti gli italiani».
 

Scritto da linodigianni alle ore 16:45 | link | commenti (3) |Torna su
Categoria - news, manifestazioni, no tav, amianto
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martedì, 25 aprile 2006
Ora e sempre RESISTENZA

25 APRILE 1945 - 25 APRILE 2006

Scritto da NyFrigg alle ore 12:46 | link | commenti |Torna su
Categoria - manifestazioni
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martedì, 24 gennaio 2006

farolit ha commentato sul blog notavinvallesusa ...

Ehi! Io c'ero insieme ai 10.000 (ma forse 20.000!).
Mitici i 400 della delegazione NoTav!
I giusti "No" uniscono l'Italia, più di un ponte...ma pensa!

Su http://www.blogstretto.splinder.com/post/6937837 trovate un report e le foto della manifestazione.

Scritto da linodigianni alle ore 07:57 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni
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domenica, 22 gennaio 2006

PONTE STRETTO: SCENDE IN PIAZZA POPOLO 'NO PONTE NO TAV'
 »PONTE STRETTO: ASSESSORE CALABRIA, GOVERNO CANCELLI PROGETTO 
 »PONTE STRETTO: 'NO PONTE NO TAV', IN 400 DALLA VAL DI SUSA 
 »PONTE STRETTO: DONATI, OPERA NON REGGE, ENORMI SONO I RISCHI 
 
 
MESSINA - In 10 mila a Messina e in 15 mila a Susa: scende per strada, con due manifestazioni 'parallele', il popolo 'No Ponte, no Tav' per protestare contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Sfilano per strada per chiedere quello che l' eurodeputato dei Verdi, Anna Donati, chiama "il diritto della gente a difendere il proprio territorio".

Tra i promotori dell' iniziativa c' è il Wwf che ribadisce "un deciso, convinto e motivato no" al Ponte sullo Stretto invitando nuovamente il "governo a una moratoria di due mesi: una sospensione delle attività fino alla conclusione delle elezioni politiche". La responsabile della commissione Legalità del Wwf, Anna Giordano, chiede anche "il ritiro immediato di tutto lo studio di impatto ambientale". "Lo devono fare - spiega - perché è un obbligo di legge presentare un progetto che sia confacente ai dettami delle direttive europee per la tutela del territorio, come quella del 18 ottobre scorso con cui era stato chiesto all' Italia di evitare danni e perturbazioni a questa area protetta, in particolare agli uccelli".

Una tesi respinta dall' amministratore delegato della Società Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci, che replica: "per il Ponte sono state adottate molte precauzioni e metodologie realizzative che fanno del progetto un' opera all' avanguardia nel rispetto dell' ambiente e del paesaggio". "Nello Studio di impatto ambientale del ponte sullo Stretto di Messina - sottolinea Ciucci - sono contenute le analisi sullo stato dei Siti di interesse comunitario e delle Zone di protezione speciale. Gli studi - aggiunge - hanno dimostrato che l' opera non ha un' incidenza significativa sull'ecosistema esistente. Ricordo inoltre che abbiamo avviato un monitoraggio dei flussi migratori dell' Avifauna attraverso lo Stretto di Messina a personale altamente specializzato dell' Istituto nazionale della Fauna selvatica".

Ma per il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, il rischio è "l' apertura di un cantiere virtuale per scopi elettorali, gli unici che ancora insistono sul Ponte". "Credo che ormai in Italia la stragrande maggioranza dell' opinione pubblica - sostiene - abbia capito che quest' opera è inutile, perché toglierebbe soltanto soldi a cose che invece sono necessarie e utili per il Mezzogiorno". Idee condivise non solo dal popolo 'No Ponte, no Tav' ma anche dai sindaci di Messina, Francantonio Genovese, e di Villa San Giovanni, Rocco Cassone, per i quali "l' opera non è una priorità". "Questo tipo di struttura - dice Genovese - non interessa né a Messina né al Mezzogiorno è ora che la politica si impegni per creare delle vere occasioni di sviluppo per le nostre realtà". Dello stesso avviso il sindaco Cassone: "da oggi - rileva - si è costituito un ponte virtuale tra il Sud e la Val di Susa contro la realizzazione di opere che sono lontane dalle vere esigenze del territorio".

E a protestare a Messina contro la costruzione del Ponte è arrivata anche una delegazione 'No Tav'. Sono 400 circa, e tra loro c' è anche Antonio Ferentino, presidente della comunità montana della Val di Susa che segnala "i collegamenti tra il Ponte e la Tav: nessuno degli abitanti delle zone interessare li vuole".

Tra le voci in favore dell' opera arriva, invece, quella di Folco Quilici, secondo il quale "la lotta contro il Ponte è oscurantista". "Non si può immaginare - osserva - il mondo che progredisce senza impatti di questo tipo: Roma era un villaggio di briganti, prima che sotto il Campidoglio fosse realizzato il ponte sul Tevere". A favore si schiera anche il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta, che invita a riflette "sull' esigenza del fare, della sfida, della ricerca, del progresso, della crescita economica, del lavoro".
 
 

Scritto da linodigianni alle ore 23:19 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni
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domenica, 18 dicembre 2005

Torino, Pellerina; la ragazza davanti a me "Grazie ministro Lunardi  per averci portato in un colpo solo senza staccare biglietto Dario Fo con  Franca Rame, Beppe Grillo e Marco Paolini". La prossima volta però non se ne prenda il disturbo, lo paghiamo volentieri un biglietto. Lo paghiamo volentieri anche per prendere quel treno che lei definisce lento per andare a spasso nella nostra valle. Sono più belle le nostre montagne, sa signor ministro, con la neve che ancora cade senza fretta. E vanno gustate piano, s'impara meglio a riconoscere il cambio di vegetazione. Sa signor ministro che Kundera dice che parlare di lentezza è parlare di memoria e parlare di memoria significa parlare di tutto? ecco, noi ci siamo un po' arrabbiati perché vorremmo che se non proprio tutto qualcosa rimanesse ai nostri figli.  Da parte mia però grazie per averci messo un'altra volta alla prova, per farci e fare capire che qualche scintilla di quella democrazia semplice, fatta ed esportata nelle piazze o nei parchi con le sole armi intelligenti delle gambe e della voce per gridare un dui tre sarà düra, quella scintilla dicevo c'è ancora. Ah, oggi con noi c'era anche Luca Mercalli, ha previsto un calo della temperatura da queste parti per domani. Si copra bene, prima o poi noi speriamo che tiri un'aria diversa. Non solo domani. Non solo in val di Susa.

Scritto da quellachenonsei alle ore 00:23 | link | commenti (6) |Torna su
Categoria - manifestazioni
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giovedì, 15 dicembre 2005
Manifestazione del 17 dicembre

 

*Si conferma il concentramento dalle ore 13 per poter partire, arrivati tutti i treni, dopo un ora circa. L'obbiettivo è raggiungere la Pellerina intorno alle 15.30-16.00. Questo perchè è l'orario in cui inizierà Beppe Grillo.
*Domani ci sarà una dichiarazione congiunta comitati-amministrazioni valsusine dove si presenterà la giornata come giornata di lotta  unitaria per sgombrare il campo da qualsiasi opinione e informazione che  vada in  altro senso.
*Gli arrivi dei treni che ho avuto ( facciamo circolare altre informazioni se le abbiamo) sono:
FIRENZE-PISA-GENOVA porta nuova ore h12.55
NORD EST/MILANO  porta susa ore 13 porta nuova h 13.10
MILANO secondo treno porta susa h.14
ROMA-NAPOLI-SALERNO porta nuova h 8.20
*Ci saranno delle navette per portare i manifestanti al concentramento e poi dalla Pellerina alla stazione ( c'è l'assenso ma è ancora da organizzare bene)
*Non c'è stato un manifesto comune a tutti quindi stanno uscendo vari manifesti già affissi per la città


Per raggiungere la pellerina con i mezzi pubblici, xchi viene dalla valle in treno puo  scendere ad Alpignano, da qui prendere la linea 32 di fronte alla  stazione. dopo 20min circa fa la fermata proprio davanti alla  pellerina. Altrimenti, volendo raggiungere porta susa per il corteo, si  scende dal 32 all'altezza delle Vallette da qui coincidenza con la  linea 59 proveniente da Druento con fermata a porta susa.

 

Scritto da notav alle ore 06:50 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - comunicati, manifestazioni, sostegno notav
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martedì, 22 novembre 2005

 un centinaio di persone sono salite al sito «S42», alle pendici del Rocciamelone, dove una trivella, da qualche giorno, sta effettuando i sondaggi geognostici. Un appuntamento annunciato e fortemente voluto dai «No Tav» che hanno colto l’occasione per deporre mazzi di fiori al ponte di località Seghino e ad alcune lapidi partigiane. Nessun momento di tensione con i poliziotti che li hanno scortati fin sulla cima della montagna, dove è stato steso uno striscione contro la «militarizzazione» della valle. «Non è possibile - dicono i portavoce dei comitati - che vengano in parte bloccati gli spostamenti delle persone. La libertà personale, nonostante la vicenda della Tav, non può subire continue limitazioni. I blocchi stradali, oltre i quali si accede soltanto mostrando la carta d’identità, devono essere rimossi al più presto».
 
 da La Stampa
 
 

Scritto da notav alle ore 09:50 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni
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lunedì, 21 novembre 2005
gli slogan e gli striscioni

So che alla manifestazione del 16 novembre alcuni di voi non hanno potuto esserci, o non si ricordano tutti gli slogan e gli striscioni e non hanno il tempo di guardare tutte le foto.
Per loro e per tutti gli altri trascrivo l’elenco che ho compilato, se qualcuno ne ricorda nuovi presenti quel giorno è pregato di aggiungerli e se sa come si completano quelli incompiuti con __ lo scriva:

 

 

- No Tav oggi per vivere domani
- La Val Susa Resistere per Esistere
- Il futuro è nostro
- Non ci siamo capiti: quando dicevamo “piantatela !!...” non era la trivella!!
- Noi valsusini, siamo dei buoni, ma…se girano le trivelle ci girano i “marroni”!!
- + carote, - carotaggi
- Ma ci state guardando? Ci avete visti? Saremmo noi i “terroristi”?
- Il mondo non è in vendita
- A volte pochi giorni possono cambiare una vita intera e battiti di cuori come un uragano farsi sentire
- La Valle di Susa non è un corridoio e non deve diventare un deserto – Comitato valsusa lavoratori della scuola
- Aiuto polizia, il Tav uccide la valle mia
- (Neve e Gliz simboli dell’Olimpiadi 2006 vestiti da poliziotti antisommossa)
- Per una valle viva oggi sciopero no tav
- I rappresentanti delle forze dell’ordine per i prossimi 20 anni li ospito a casa mia
- To-Parigi 4 ore col TAV, Napoli-Roma 12 ore con CiMiCi
- Caro Lunardi, chissà se potrò giocare con i tuoi nipoti vicino alla discarica d’amianto che farai dietro casa mia? (by bambino di S.Ambrogio)
- Chi va piano va sano e va lontano. Il treno veloce va alla morte
- Vogliamo vedere il sole sorgere e tramontare,vedere l’arcobaleno dopo la pioggia, vogliamo correre nei prati, vogliamo crescere, non fateci intristire (disegno di fiorellini prima e dopo tav – tenuto da bimbi)
- No Tav: io amo la mia valle (cartellone tenuto da un bambino)
- Vogliamo vivere anche domani - I bambini di Bruzolo
- Ragazzi delle scuole di Vaie Borgone S. Antonino VillarFocchiardo Non rubateci il futuro
- Che stai facendo? Un buco! Che cosa cerchi? Il guadagno! Hai uno scopo? Non credo! Tanto tanto tanto tanto tanto tanto
- Ho sentito che in Italia c’è “la fuga di cervelli”… è scappato pure il tuo Francesco Rutelli?
- Bresso, Chiamparino l’amianto nel vostro giardino
- Vabbè che Ghigo farebbe lo stesso… ma pensa che piciu ho votato Bresso!!
- Chiamparino, vacca boia, come apri bocca rimpiango i Savoia
- Saitta è “lento” (in tutti i sensi), NoTav è “rock”!
- La valle dei “nullafacenti” ringrazia il ministro!
- Valsusini, pacifisti doc, nullafacenti anche oggi, vogliono continuare ad esistere!
- Valsusini sfaccendati, lavora Lunardi… anche per noi Rocksoil S.p.a. (azienda di famiglia)
- I Valsusini non sono sacrificabili
- Ministro Pisanu, prendi un impegno: non parlar più di noi in quel modo indegno!! Valsusa come Parigi? Non c’è proprio piaciuta!!...ma forse avevi tirato… un po’ di roba scaduta!!!
- Lunardi, meglio sfaccendati che faccendieri
- Lunardi gli sfaccendati sono arrivati…
- I “nullafacenti sono sempre più in pista. Attento, Lunardi!
- Prima di entrare in casa altrui si deve bussare
- Esemplare di maschio adulto sfaccendato
- Esemplare di nonna sfaccendata
- Esemplare di nonno sfaccendato (cartelloni sandwich su valsusini dai capelli bianchi)
- Lunardi vedrai quanto tempo perderai…in ValSusa!!
- Na valada ‘d plandrùn cuntra’l Tav
- Pisanu Lunardi terroristi
- Lunardi meno canne
- Dio Soldo, Santo Berlusconi, poveri noi pelandroni
- Mercedes…Fiat voluntas nostra: no Tav. Le donne della valle
- Il sonno della ragione genera mostri (foto di M.Bresso)
- Ministro Lunardi, ti svelo un passatempo per tirar tardi..è tanto bello, prova e vedrai…và sui binari a giocare a “Shanghai”!!!
- Noi “sfaccendati che han niente da fare”, un monumento ti vogliam dedicare, ma il materiale ci viene a mancare:…tutta ‘sta m. dove l’andiamo a trovare?!
- Cara Bresso te lo facciamo noi il buco adesso
- Tav: l’amplesso della Bresso
- Guarda Lunardi abbiamo trovato un tracciato alternativo…
- Soldati e trivelle, fora d’le bale
- Fora da le bale
- Fuori i nazisti dalla Valsusa No Tav No Genocidio
- Tav = la falsa democrazia del potere
- I Valsusini sono rock!
- L’unione fa la forza
- Alta Velocità Busine$$ a volontà
- Giù le mani dalla Valsusa!
- La Torino-Lione è una truffa I suoi dati sono falsi. Il traffico Italia-Francia è sceso al livello del 1990. I valichi sono sotto il 40%. L’autostrada ferroviaria è un fallimento che costa un passivo di 1400 euro ogni Tir, e ne toglie solo l’1% e dovremo pagarla 10 miliardi di euro
- 510.000 mq di cantieri in 4 Km, ecco la loro cura per l’ambiente
- La ricerca sul cancro continua, noi non vogliamo essere le cavie
- Se il progresso è un bene per tutti, il Tav è un bene per qualcuno
- 31 ottobre 2005, al ponte del Seghino non passa il celerino (foto degli scontri)
- No sondaggi militarizzazione
- Senza acqua non c’è vita
- Chi va piano va sano e va lontano
- La Valsusa è rock, il Tav è lento
- No Ponte, Tav, Militarizzazione: temiamo le devastazioni del territorio
- Comitato Lotta Popolare contro l’Alta Velocità
- Ribellarsi è giusto! – Intifada __
- No al corridoio 5, ne 5 koridorjo ( il 5 ha il simbolo di Mediaset)
- Azione non violenta contro la violenza del potere – Gruppo Pace Valsusa
- T.A.V. - T.A.C.? No Grazie!!! Comitato spontaneo almesino contro l’alta velocità e capacità
- Servizio a tutti, servire nessuno! No militarizzazione Vigili fuoco
- Suma pompista nen soldà, la gente lo capisce Pisanu non lo sa –R.D.B. Vigili del fuoco Susa Susa
- Militarizzazione? Comparto _ ezza? Tav? No grazie V.V.F. Susa
- Sì protezione civile, No “difesa civile”
- Bresso, Saitta, Chiamparino ___ dalla Valsusa
- No Amianto, no Uranio
- Uranio Amianto in valsusa? No grazie
- Che senso ha non rispettare la volontà popolare?
- 31-10-2005 B.ta Seghino la valle resiste
- Contro i poteri forti del partito unico trasversale degli affari tutta la valle unita mette in campo il potere più forte: la verità! No sondaggi
- No alla devastazione ambientale
- Non toccate la nostra valle
- Contenti di essere “lenti”
- Non siamo contro lo sviluppo, siamo contro questo tipo di sviluppo!
- Alta Velocità per andare dove? In rovina! - Foresto No Tav (su un trattore)
- No Tav, No Olimpiadi
- La Valsusa __- brusa ___
- Ascoltateci…rispettateci…amiamo la valle
- Proteggici (sopra la foto della Madonna del Rocciamelone)
- (Foto della madonna del Rocciamelone)
- Simbolo di quale Piemonte? (scritta sotto una foto della Sacra di S. Michele ritoccata che piange)
- Don Ciotti è la Chiesa(“Lumen Gentium”) Poletto è Pilato…(la cattiva novella secondo Pininfarina)
- ___vescovi fate i Profeti, non fate i Pilato
- Ribellarsi è naturale – Comunità in lotta contro le grandi opere Nord-Est
- Fuori i terroristi di stato dalla Valsusa - Torino squatter
- Fuori gli occupanti dalla valle, ora e sempre resistenza!
- Su la testa la valle, non si calpesta
- Qui! In sciopero per ___
- I “bugia nen” non si sposteranno!
- Non voglio l’occupazione della valle, No sondaggi
- Stop that train
- Il Tav non passerà
- No Tir (su un casco vichingo)
- Due statali, un’autostrada, la ferrovia, il tunnel del Frejus, elettrodotti…quanto dobbiamo ancora darvi? Anche per noi diritto alla salute, diritto alla vita… come per voi!!!
- No Tav Cianùc
- E’ legale distruggere una valle?
- Difensor dla nòsta tera, gnun nemis an fan tramblè, su partoma, marcioma bei fieuj, el Tav a deu pa pasè
- Movimento degli uomini casalinghi
- Monte Bianco No Tir, No Tav
- - Tir + Turismo
- Sì alla vita, no Tav
- Con l’Uranio e l’Amianto non vivrete tanto
- Lavoratori di tutto il mondo unitevi – RSU Politecnico Torino
- Caprie No Tav-Tac
- Des Ambrois Oulx per una valle viva
- Terra e libertà
- No Tav Presidio di Borgone
- Bruzolo No Tav
- Mattie No Tav
- Comitato contro l’Alta Velocità in difesa S.Stefano
- Comitato pendolari __
- Comitato No Tav Torino
- Comitato No Tav Valcenischia
- Alta Velocità la truffa del secolo – Legambiente Valle Susa
- Contro l’Alta Velocità, per la difesa del territorio, per trasporti pubblici di qualità –CUB
- Difendiamo il nostro futuro RSU Università di Torino
- Per un trasporto pubblico e sociale contro privatizzazioni e Alta Velocità - CUB Trasporti
- C.U.B. S.L.L.C.A.
- Dipendenti Comune Villarfocchiardo
- Forum Ambientalista Né inceneritori, né Tav
- Doppia canna? No grazie! Ne abbiamo già abbastanza della prima – Montagna nostra
- Montagna nostra per la tutela e la valorizzazione della qualità del patrimonio naturale ed ambientale dell’Alta Val Susa
- Paratge, per la vita de nòsta tèrra – Politic Occitan
- Lavoratori F.i.o.m.-C.g.i.l. ind. Pininfarina Torino
- Lavoratori F.i.o.m.-C.g.i.l. Iveco area Tecnica Torino
- Lavoratori F.i.o.m.-C.g.i.l. U.i.l.m. I.B.S. Avigliana
- Lavoratori__ Gestin_
- Confederazione Cobas Torino
- F.i.o.m.-C.g.i.l. Mirafiori Rivalta
- R.S.U. Azimut
- R.S.U. Savio Chiusa S. Michele
- R.S.U. Oreal
- Covest C. Comitato Ovest Ticino
- Consiglio di fabbrica Bergom Borgaro Torinese
- Coldiretti Torino
- Coordinamento medici Valsusa
- Studenti forestali contro il Tav
- Comunità S. Benedetto al Porto
- Il Mose si mangia Venezia – Assemblea permanente
- No CIM, No Terminal salvaNovara
- Cooperativa “il Ponte”
- Difendi la natura Difendi il tuo futuro - WWF
- Salute, l’affare + pulito – Comitato Tutela Ambiente & Salute Treviglio
- Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia – Immagini dal satellite evidenziano le zone più inquinate del pianeta ottobre 2004 - dalle Alpi all’Adriatico un solo grido “basta inquinamento!” (foto del mondo e dell’Italia dal satellite)
- Federazione anarchico__
- Partito Comunisti Italiani Federazione Provinciale Torino __
- Sinistra Ecologista per Ambiente Democrazia Salute
- Partito della Rifondazione Comunista Circolo Vallesusa
- Partito della Rifondazione Comunista Circolo C.Campione
- Verdi
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- Movimento Nonviolento
- No Tav Venaria
- Mountain Wilderness
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- Emergency

" dal sito notav( news)

 

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mercoledì, 16 novembre 2005
La Marcia contro la TAV (5)

Rassegna stampa: tratto da www.lastampa.it

Tav, migliaia in corteo

BUSSOLENO. È partita con una ventina di minuti di anticipo, verso cioè le 9,40, la marcia organizzata per lo sciopero generale contro la Tav a Bussoleno. Migliaia di persone, tra cui una cinquantina di sindaci dei paesi della Val di Susa, si sono radunati nelle strade del paese per raggiungere Susa, a nove chilometri di distanza, lungo una strada statale che dovrebbe fiancheggiare il tracciato del tratto Torino-Lione del Corridoio 5 dell'Alta velocità. Tra i partecipanti, ad aprire il corteo, oltre agli amministratori locali, il presidente di Lega Ambiente Roberto Della Seta, l'indipendente di Rifondazione Pietro Folena, il parlamentare europeo Vittorio Agnoletto.

Allo sciopero, indetto dalle Rsu-Fiom, hanno aderito le confederazioni dei Cobas, ma non la dirigenza della Cgil. Al corteo partecipano gli studenti delle scuole superiori. Sono numerosissime le famiglie, composte anche da persone anziane, che sono in cammino verso Susa per protestare contro la costruzione di un'opera giudicata dannosa per l'ambiente, inutile e costosa.

In alcuni banchetti è in corso la raccolta di firme contro la Tav e si chiede un euro di contributo a sostegno delle lotte.A Bussoleno sono arrivati da Torino treni strapieni di gente. Gli undici autobus organizzati dalle Comunità montane hanno dovuto fare più viaggi per raccogliere le persone. Sono arrivati, tra gli altri, il treno speciale organizzato da Libera Piemonte e quello dei collettivi universitari. Accanto ai cittadini della valle sfilano Legambiente con i suoi palloncini gialli, l'Arci con quelli rossi, Wwf, Emergency, la Fiom con il segretario generale Gianni Rinaldini, la Coldiretti, le Rsu del Politecnico, la Cub, delegazioni di lavoratori e ambientalisti da tutta Italia.

Ci sono i Verdi con il leader Alfonso Pecoraro Scanio, i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. Alcuni cartelli ironizzano inoltre sui pericoli di infiltrazione del terrorismo: «Se ci fate arrabbiare facciamo casotto, ma non usiamo tritolo nè P38», «Ma ci state guardando? Ci avete visto? Saremmo noi i terroristi». Numerosi gli striscioni firmati 'No-Tav', fra i quali «Bresso, Chiamparino l'amianto nel vostro giardino», «Uranio-amianto in Valle di Susa: no grazie».

Scritto da XabierIsBack alle ore 13:40 | link | commenti |Torna su
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La Marcia contro la TAV (4)

Rassegna stampa: tratto da www.unità.it

Val Susa, la marcia dei 70mila. I sindaci in testa al corteo

di Tonino Cassarà

«Lo sciopero e la manifestazione di oggi devono essere l’occasione per far ripartire senza esitazione il tavolo delle trattative». A ribadirlo insieme agli amministratori locali sono arrivati in tanti. Forse 60 – 70mila. E non solo dalla vicina Torino ma da ogni parte d’Italia. Quanto successo in Val Susa negli ultimi giorni e la tenacia dei valsusini ha fatto crescere un movimento che ha ormai assunto carattere nazionale. Ci sono i rappresentanti di Scanzano (anche istituzionali) del Mugello, del Trentino, del Veneto. Ci sono i metalmeccanici, quelli che per prima hanno chiesto lo sciopero con la raccolta di 4mila firme nelle fabbriche della valle. Ci sono gli studenti e gli impiegati, le famiglie con i bambini, i pensionati. Ma in testa a tutti ci sono loro: i sindaci. Con la fascia tricolore e i gonfaloni comunali.

«Riaprire la trattativa»
«Non dobbiamo dimenticare che la protesta inizia nei luoghi della democrazia per eccellenza, i comuni - afferma Giampaolo Zancan, senatore dei Verdi e avvocato del movimento anti Tav - Oggi ci sono 70mila persone e non quattro sfaccendati come offensivamente ha detto Lunardi. In democrazia una voce così numerosa non può, non deve essere trascurata».

Laura Cima, anche lei parlamentare verde, sottolinea il suo apprezzamento per le iniziative degli enti locali: «Come ho chiesto nell’interpellanza della scorsa settimana - osserva - questa grande partecipazione pacifica deve portare alla necessaria riapertura del tavolo delle trattative. Non si può accettare il muro contro muro a poche settimane dalle Olimpiadi. Deve essere tolto lo Stato d’assedio della valle, anche per i turisti».

Per Giampiero Godio, responsabile energia di Legambiente Piemonte, «bisogna chiedersi se l’opera potrà effettivamente risolvere i problemi del trasporto nel nostro Paese. Secondo noi non è così, perché i reali bisogni sono relativi ai trasporti locali. Sia per i passeggeri sia per le merci. Serve una Rete di trasporti e non un asse. Prima ancora dell’impatto ambientale, gravissimo di per sé, viene il problema del prosciugamento dei fondi destinati ai trasporti che impedirà la realizzazione della rete necessaria a decongestionare le strade e le città».

Le adesioni alla manifestazione sono tantissime: accanto ai cittadini della valle sfilano Legambiente, Wwf, Emergency, Arci, la Fiom con il segretario generale Gianni Rinaldini, la Coldiretti, le Rsu del Politecnico, la Cub, delegazioni di lavoratori e ambientalisti da tutta Italia. Ci sono i Verdi con il segretario Alfonso Pecoraro Scanio, i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. E manifestano, con tanto di divisa, anche i vigili del fuoco: «Siamo qua per riappropriarci del nostro sacrosanto diritto di scioperare - spiega Giovanni Maccarino- Questa manifestazione è sì l’opportunità di solidarizzare con i valusini ma anche per rivendicare i nostri dirtti».

Mille agenti presidiano la valle
Sono arrivati però anche tanti poliziotti (oltre un migliaio di poliziotti e carabinieri), che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nella valle. Si temono azioni degli anarco-insurrezionalisti e 55 obiettivi ritenuti sensibili sono continuamente controllati in Val Susa e a Torino. Momenti di tensione, stemperati dagli organizzatori, quando i manifestanti passano accanto ai blocchi delle forze dell'ordine che dal 31 ottobre impediscono l'ingresso a Mompantero, uno dei Paesi dove si stanno iniziando gli scavi per il tunnel. Un gruppo di squatter torinesi insulta i poliziotti, ma non si registra nessun incidente.

Il corteo parte alle 9.30 dalla piazza del mercato di Bussoleno e poi senza deviazioni percorrerà gli 8 chilometri che la separano da Susa. Dalle 9 la strada statale 25 è chiusa al traffico. Nel pomeriggio una serie di interventi di rappresentanti degli enti locali e parlamentari. La protesta si concluderà con un concerto in piazza, a Susa, al quale parteciperanno i Subsonica e gli Statuto.

Scritto da XabierIsBack alle ore 13:35 | link | commenti |Torna su
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La Marcia con la TAV (3)

Rassegna stampa: tratto dal www.liberazione.it

La Val di Susa si ribella alla Tav. Sotto i monti c'è l'uranio e l'amianto


Due viadotti dell'autostrada con piloni da venti metri, l'imbocco della centrale idroelettrica dell'Aem di Torino (completamente scavata nella roccia con una galleria di due chilometri) e un cantiere in attesa della prima galleria della Torino-Lione. A cento metri dall'abitato di Venaus le preoccupazioni degli abitanti della Val di Susa sono visibili a occhio nudo. Tra prati, mucche e case oltre a tutto ciò che già c'è qua dovrebbero passare altri due viadotti ferroviari che attraverserebbero la valle (per 750 metri tra montagne che si alzano in un soffio, senza pendii) a un'altezza di 18 metri per infilarsi nella stessa montagna già bucata più volte. Davanti al cantiere ex Astaldi che dovrebbe essere acquisito dalla Cmc di Ravenna (cooperativa "rossa") per iniziare i lavori del tunnel di 53 chilometri che collegherebbe Italia e Francia, c'è uno dei tre presidi della popolazione "no-tav" della valle (gli altri sono a Bruzolo e Borgone verso il fondo valle) sugli striscioni hanno scritto: "Venaus ha già dato". Dopo le tende di giugno si è passati a una casupola riscaldata, dove ci si riunisce e si mangia. «Da qui non ce ne andiamo, resistenza al mille per mille» ci dice Enzo, pensionato Enel di 67 anni, con lui Guido, Fabrizio ed Ermelinda, autisti, pensionati, disoccupati, studenti, agricoltori, tutti si danno i turni. "Lasciate la politica o voi che entrate", recita un cartello sul muro oltre le foto delle manifestazioni e gli articoli di giornale. Ermelinda ha appena finito lo striscione per la manifestazione di oggi, dice: "Mercedes, Fiat voluntas nostra: no tav"; firmato "le donne della valle".

Qui a Venaus si giocherà il vero braccio di ferro delle prossime settimane, se passerà la linea proposta ancora ieri da presidentessa della regione, presidente della provincia e sindaco di Torino che chiede di far partire i lavori del tunnel per poi discutere con calma il resto, la Tav avrà segnato la prima vittoria. Perché la galleria di Venaus non è propriamente "un sondaggio", ma un tunnel di 10 chilometri largo undici metri e alto otto. Sono "sondaggi geognostici" e servono a capire cosa ci troveremo davanti, continua a ripetere Ltf, la società mista italo-francese incaricata degli studi. «La cosa che mi fa imbestialire - ha commentato il sindaco del paese Nilo Durbiano - è che un'opera così grande, paragonabile al traforo del Frejus, per la legge sia esattamente uguale a un carotaggio verticale di venti centimetri di diametro». Per realizzare il tunnel nessuna valutazione di impatto ambientale è stata realizzata, non ce n'è bisogno se si tratta di sondaggi. Ma è credibile? Anche un bambino saprebbe rispondere. Poi basta andare con i valsusini sulla montagna per scoprire che poco oltre il progettato buco c'è una miniera di uranio aperta negli anni '60 da una società dell'Eni e presto abbandonata. La rilevazione geyser condotta da Legambiente le settimane scorse ha rilevato valori mille volte superiori al normale. Riscendendo ci fermiamo davanti a un pascolo di 200 mucche sotto i viadotti dell'autostrada, sono le ultime sopravvissute da una strana moria polmonare che le aveva colte quando c'era il cantiere autostradale in piena attività: erano piene d'amianto nei polmoni. Volete andare avanti? C'è anche un lavoratore dell'Aem morto di mesotelioma pleurico (si contrae solo con l'amianto) morto poco tempo fa, si chiamava Francesco Franceschini e scavava la galleria per la centrale elettrica. "Anche gli asini sanno che la Tav è una truffa", dice uno striscione davanti a Venaus, poco dietro tre somarelli in carne e ossa ci guardano interrogativi. A pochi chilometri, lungo i sentieri che vanno al monte Seghino, camionette dei carabinieri fermano il passaggio, la trivella per il primo sondaggio (questo sì geologico) è entrata in funzione e non bisogna disturbare il manovratore.

Bussoleno era un paese di ferrovieri, in mezzo alla bassa Val di Susa, qui i treni per la Francia si fermavano per attaccare il secondo locomotore per salire fino a Modane. «C'era la stazione, un deposito officina e la scuola macchinisti - racconta Gino Bar, macchinista comunista dal 1965, con migliaia di corse transfrontaliere sulle spalle -eravamo in circa 900, di cui più di un terzo venivano da fuori». Adesso rimane poco o niente, il polo è stato smantellato e in parte trasferito a Orbassano. «Il paradosso è che il raddoppio della linea attuale della ferrovia l'abbiamo chiesto sempre noi, contro l'inerzia dei politici che volevano solo gomma e autostrade, allora ci dicevano che eravamo contro lo sviluppo perché volevamo i treni, adesso ci dicono che siamo contro perché diciamo che l'alta velocità è uno sbaglio». Gino ne discute con tutti al dopolavoro ferroviario e alla bocciofila e trova anche da scontrarsi: «Sono un ferroviere e figurati se non sono orgoglioso a pensare treni che battono gli aerei, ma qui si tratta di ben altro». E giù a spiegare le pendenze della tratta, la differenza tra merci e passeggeri. «Quando scavarono il Frejus in diversi periodi si lavorava solo un'ora al giorno per l'acqua, il fango e le temperature, quanto staremo in ballo qua?».

In valle continuano a dire che la linea attuale, con le sue gallerie in via d'allargamento dovrebbe prima essere sfruttata a pieno. E poi sono preoccupati per i costi: «L'autostrada doveva costare 600 miliardi di lire, ne hanno spesi 3850», racconta Silvano Giai, uno dei primi no-tav della valle. «Nel 1991 manifestavamo in qualche migliaio contro lo smantellamento del polo ferroviario con tanto di sciopero del paese, con le scuole e tutti, non ci dicano che siamo contro la ferrovia». Negli stessi anni si sono battuti anche contro l'elettrodotto da Grandil a Piossasco, che avrebbe dovuto portare l'elettricità nucleare francese in Italia, insieme ai comitati francesi della valle della Maurienne hanno vinto la loro battaglia. Un buon esempio. Soprattutto ora che tutta la popolazione è mobilitata. Lungo le strade del vecchio borgo medievale, dal panettiere al farmacista tutti aderiranno allo sciopero della valle (c'è anche un volantino di Confesercenti). In prima fila studenti, istituzioni e valsusini, dietro tutti gli altri, sindacati (Cub Cobas, Fiom), i militanti della Cgil della valle, Verdi e Rifondazione, centri sociali, ambientalisti, i comitati contro il traffico dei tir della Val d'Aosta. Non ci saranno i francesi perché di là il tunnel lo vogliono.

Scendiamo la Maurienne dall'altra parte del confine. Stazioni sciistiche e un'autostrada che ha molto affaticato la valle, accolta con qualche mugugno e oggi sacramentata da tanti: il rumore, lo smog, i camion notte e giorno. Qui la ferrovia sperano gli tolga un bel po' di fastidi. La maggioranza della popolazione è favorevole, come ci spiega Michel Levy del quotidiano di Chambery le Dauphiné libéré la differenza è soprattutto culturale: «C'è una preoccupazione sulle opere e su come saranno condotte, ma non ci sono state manifestazioni come in Val Susa, qui vogliono il treno e hanno fiducia nelle opere pubbliche». Salvo che non tutti la pensano così: «Non vogliamo lasciar passare questa assurdità - ci spiega Daniel Dufreney sindaco di La Chambre - tutto è stato fatto in maniera arbitraria e autoritaria senza domandare nulla alla popolazione, ci vuole una rivoluzione locale per evitare che la valle e le sue aziende scompaiano». I problemi francesi si concentrano dove sboccherà il treno. A Pont de Beauvoisin, al confine tra Savoia e Isére, dove nel 1860 c'era il confine tra Italia e Francia parliamo con Dominique Servan dell'associazione Apsab nata per proteggere gli interessi dei cittadini di sette comuni del fondo valle: «Siamo favorevoli al ferroutage - il trasferimento dei tir su camion per la tratta montana - ma 250 treni per ventiquattro ore al giorno non sono tollerabili». Dopo tre anni di petizioni, audizioni, incontri con politici hanno ottenuto che i tracciati non attraversino i loro paesi. Questo fondo valle è stretto e i treni rischiano di riempirlo di rumore e difficoltà. Benché abbiano fiducia chiedono perché i valsusini sono così contrari e ti guardano strano quando gli dici che gli studi affidati a docenti del Politecnico, gli scavi precedenti e l'eterna storia delle italiche opere pubbliche creano una diffidenza totale. Per trovare uno scontro tra fautori e oppositori del grande tunnel in Francia, bisogna andare sui siti specializzati di dibattito. Si trovano cifre, opzioni, proposte alternative (dalla linea essenziale, alla distribuzione su tutti i valichi del traffico, a un tunnel nel Monginevro per soddisfare un corridoio verso la Spagna). Un buon dibattito, pieno di spunti e dati. Anche da questa parte della valle c'è di che discutere.

di Claudio Jampaglia (mercoledì 16 novembre)

Scritto da XabierIsBack alle ore 13:32 | link | commenti |Torna su
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La Marcia contro la TAV (2)

Rassegna stampa: tratto da www.corriere.it

Protesta anti-Tav, in migliaia in val di Susa
Migliaia di persone al corteo contro l'inizio dei lavori di perforazione. I manifestanti: temiamo conseguenze per l'ambiente
   
SUSA (Torino) - Sono arrivati a decine di migliaia fin dalle prime ore dell'alba. Secondo gli organizzatori sono almeno 50 mila le persone che prendono parte alla manifestazione contro i treni ad alta velocità (Tav) promossa questa mattina da comitati locali e associazioni ambientaliste che giudicano la nuova linea ferroviaria inutile e dannosa. Il braccio di ferro che va avanti da anni e che nelle ultime settimane ha raggiunto i picchi di maggiore tensione è giunto probabilmente alla fase decisiva.

IL CORTEO - All'appuntamento si sono presentati in tanti, abitanti della valle e gruppi di sostegno provenienti da tutto il Piemonte, ma anche da altre regioni d'Italia. Il concentramento è stato a Bussoleno. Moltissime le persone arrivate questa mattina molto presto. I treni in partenza da Torino Porta Nuova e diretti in Val di Susa sono stati letteralmente presi d'assalto, soprattutto dagli studenti. Tutti i convogli, non solo il treno gratuito delle 7,45, erano stracolmi. In testa al corteo, che si snoda su un tracciato di 8 chilometri per arrivare a Susa, il primo cittadino di Bussoleno, Giuseppe Joannas, di Rifondazione comunista. «Andremo avanti nella nostra lotta. Siamo fiduciosi in un risultato positivo perchè - ha sostenuto - l'Unione europea non ha ancora deciso i finanziamenti dell'opera che, secondo noi, distruggerà la Valle di Susa».

BAMBINI E POMPIERI - In sfilata ci sono anche centinaia di bambini dela valle, che urlano i loro slogan contro la Tav. Un loro cartello è dedicato alle «forze dell'ordine che non sono di Torino»: «Questa volta non ci caricate, ci siamo anche noi bambini». Il corteo è colorato e festoso: una banda musicale intercomunale sottolinea il passaggio del serpentone dei manifestanti e musica rock e blues è diffusa dagli altoparlanti montati su un camioncino. Anche i vigili del fuoco sfilano con le loro divise a sostegno della protesta: avrebbero dovuto far parte del servizio d'ordine predisposto dalle autorità, ma hanno preferito partecipare al corteo tra i manifestanti. La scritta No-Tav è dappertutto: sulle bandiere e sui palloncini bianchi e rossi, ma anche sui pali della luce, sui muri delle strade. I negozi sono tutti chiusi e, sulle serrande, un biglietto spiega: «per una valle viva oggi sciopero no-Tav». Ferme anche molte fabbriche, come l'Azimut dove le Rsu hanno appeso la bandiera No-Tav. Altri striscioni si rivolgono direttamente al ministro Pietro Lunardi: «Ministro Lunardi ti svelo un passatempo per tirar tardi. È tanto bello, prova e vedrai, vai sui binari e gioca a shangai». In alcuni banchetti è in corso la raccolta di firme contro la Tav e si chiede un euro di contributo a sostegno delle lotte.

TIMORI PER L'AMIANTO - Gli abitanti della valle di Susa si oppongono alla realizzazione del nuovo tracciato ferroviario tra Torino e Lione - un'opera che fa parte del progetto europeo di Corridoio 5 per il collegamento tra Lisbona e Kiev - e, in particolare, alle perforazioni delle montagne necessarie per realizzare le gallerie sotto cui transiteranno i binari, su tutti il maxi tunnel di 52 chilometri, punto nodale dell'intero tracciato. Si tratta di interventi che i valligiani giudicano inutili, devastanti e soprattutto pericolosi essendo stata accertata la presenza di amianto nel sottosuolo. Il timore è che i lavori possano contribuire a diffonderlo nell'ambiente, provocando gravi forme di inquinamento.

LE PRESSIONI DELLA UE - L'opera è però considerata fondamentale dalla Commissione Uee ancora ieri la commissaria Loyola De Palacio aveva lanciato un appello a superare le divisioni affinché non vi siano ulteriori ritardi sulla tabella di marcia. Anche le forze politiche italiane sono tendenzialmente concordi sulla necessità di un'opera che consentirà di limitare il traffico su gomma e che permetterà all'Italia di non restare tagliata fuori dalla rete dei collegamenti transnazionali europei. Contrari però i Verdi, che fin dall'inizio hanno sposato la protesta di ambientalisti e istituzioni locali e che ritengono vi siano soluzioni alternative alla supergalleria tanto temuta dai valligiani.

Scritto da XabierIsBack alle ore 13:28 | link | commenti |Torna su
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La Marcia contro la TAV

Rassegna stampa: tratto da www.repubblica.it

La Val di Susa si è fermata: cinquantamila alla marcia anti Tav

Striscioni contro l'alta velocità, critiche al centrosinistra
Imponente spiegamento di polizia, ma clima sereno
di VERA SCHIAVAZZI

BUSSOLENO (VAL DI SUSA) - Oltre due chilometri e mezzo di corteo, un'ora e mezza di tempo tra la partenza dei primi striscioni e quella degli ultimi. Secondo gli organizzatori, la marcia anti Tav di questa mattina è la più grande mai organizzata. Una prima stima delle forze dell'ordine parla di trentamila persone; ma, sempre secondo il comitato promotore locale, i partecipanti sarebbero ormai oltre cinquantamila, un dato superiore alle più ottimistiche previsioni che loro stessi avevano espresso ieri.

Massiccia la presenza dei delegati e degli aderenti alla Cgil sia da tutta la Val di Susa che da Torino, nonostante la mancanza di un'adesione ufficiale che è stata data soltanto dalla Fiom.

Per ora, il cima resta estremamente disteso, le molte bande musicali presenti nel corteo, alternano l'inno di Mameli a "Bella Ciao", ma si sentono anche "Addio Lugano bella" e canzoni tradizionali della montagna piemontese. Tra gli spezzoni più visibili del corteo, quelli dei vigili del fuoco in divisa, dell'Anpi (Associazione partigiani) e delle rappresentanze sindacali dell'Università e del Policlinico di Torino.

La manifestazione contro l'alta velocità ferroviaria da Torino a Lione, accompagnata dallo sciopero generale dell'intera Val di Susa, era cominciata dalle prime ore del mattino.

Poco dopo le 6 i primi manifestanti si sono radunati con musica, striscioni, bandiere e palloncini sulla grande piazza del mercato di Bussoleno, il paese dal quale la marcia è poi partita intorno alle 10 diretta a Susa lungo un percorso di 8 chilometri.

Le aziende, i negozi, i locali pubblici e la maggior parte dei servizi sono bloccati. I primi dati forniti dalla Fiom Cgil, (unica organizzazione sindacale ad avere aderito ufficialmente) parlano di una riuscita dello sciopero con oltre il 90 per cento di adesioni.

Lo slogan generale, che tappezza muri e vetrine è "Per una valle viva, oggi sciopero: No Tav". Mentre il collegamento veloce è già stato ribattezzato "treno ad alta voracità". Molti cartelli puntano apertamente ai timori per la salute che gli scavi necessari alla galleria di oltre 50 chilometri prevista dal tracciato potrebbero comportare, e vanno anche oltre, evocando l'amianto, l'uranio e la diossina come pericoli imminenti.

Altri attaccano gli amministratori regionali. A cominciare dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso (Ds) per proseguire col ministro Lunardi, accusato di "interessi personali" ("Meglio sfaccendati che faccendieri", è lo slogan che lo riguarda), altri ancora prendono di mira i silenzi o l'appoggio al progetto che arriva dal centrosinistra: "Fassino ricordati di tuo padre", dicono i cartelli riferendosi al papà del segretario Ds che fu partigiano nelle valli torinesi.

Il clima, fino ad ora, è molto disteso. Le migliaia di poliziotti e carabinieri che fin da ieri presidiano la valle sono presenti sia sulla piazza, dove fraternizzano con i manifestanti locali, sia lungo tutte le strade dove fin dall'alba non cessano di ispezionare fossati, cassonetti, anfratti, edifici disabitati e qualunque altro luogo potenzialmente pericoloso.

I volantini distribuiti riproducono il testo di alcuni articoli della Costituzione: da quello sulla libertà personale a quello sulla tutela della salute, e ringraziano chi è arrivato da lontano, invitando tutti a respingere le provocazioni violente. Alcuni treni speciali riservati agli studenti sono già arrivati da Torino, mentre stanno per giungere i pullman che dal Sud e dal Nordest porteranno fin qui i leader della protesta No global come Luca Casarini e Francesco Caruso. Ma il "servizio d'ordine" che promette maggiore efficacia è quello garantito da sindaci e amministratori locali, presenti in massa con i gonfaloni e le fasce tricolori.

(16 novembre 2005)

Scritto da XabierIsBack alle ore 13:25 | link | commenti |Torna su
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martedì, 15 novembre 2005

Tav, dal Sud in Val di Susa
 

 Il movimento meridionale raggiungerà il Piemonte per lo sciopero di domani. Intanto i sindaci entrano nelle fabbriche per spiegare il "no" all'alta velocità e dalla Toscana arrivano le vignette dell'associazione Idra, impegnata contro la Tav sulla Firenze-Bologna LINK: Legambiente Val di Susa
 
 
Sono attese decine di migliaia di persone. Qualcuno parla di cinquantamila in Val di Susa per lo sciopero generale convocato per domani. E manifestanti arriveranno da tutta Italia a dar man forte agli abitanti della Valle. «Stiamo organizzando con i comitati di lotta di Scanzano, Acerra, Termoli e altre comunità del “Sud ribelle” una delegazione 
 
Sit-in nel bosco
per lo sciopero del 16 in Val di Susa, per portare la solidarietà dal profondo sud alle popolazioni in lotta contro l'alta velocità. In questi anni di rivolte sociali nel meridione, da Melfi a Scanzano, da Acerra allo stretto di Messina, abbiamo imparato che solo la mobilitazione popolare può fermare l'arroganza di chi vuole imporre con la forza progetti scellerati di devastazione ambientale».

L’annuncio è di Francesco Caruso, portavoce del movimento dei Disobbedienti della Campania. «Non siamo gruppi eversivi che si infiltrano nelle legittime proteste, ma i protagonisti stessi di lotte e mobilitazioni popolari: proprio per questo, per quanto possa profondamente dispiacere al ministro Pisanu, crediamo opportuno rompere l'isolamento e il localismo in cui le istituzioni vorrebbero relegare queste mobilitazioni, per costruire invece una trama di relazioni tra i conflitti che scuotono il nostro paese per rafforzarli vicendevolmente».

Anche i rappresentanti istituzionali della Valle stanno serrando le fila in vista dello sciopero. Hanno infatti avviato un giro per le fabbriche per spiegare perché è bene dire “no” al progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Alcuni sindaci e il presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa, Antonio Ferrentino parteciperanno infatti alle assemblee in preparazione della manifestazione. Sono stati invitati dalle Rsu e alcune direzioni aziendali hanno deciso di consentire il loro ingresso in fabbrica. «Questo - commenta il segretario generale d