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Ho appena visto la puntata di oggi di Gaia. C'era un servizio sulle gallerie ferroviarie, in particolare il Gottardo. Tutto era bello, sicuro, l'amianto degli scavi si elimina con uno spruzzo d'acqua, i paesi attraversati dal treno diventano ricchi in breve tempo, i turisti arrivano a frotte, gli impatti ambientali sono ridotti al minimo perché il treno passa in galleria...
Non una parola per la protesta in Val di Susa.
Sospetto questo servizio "tranquillizante".
Ho scritto a Tozzi per esprimere la mia indignazione.
Ormai non possiamo fidarci più di nessuno...
gaia@rai.it
Alla c.a. di Mario Tozzi
Ho appena assistito al servizio, nella puntata odierna di Gaia, sulle gallerie ferroviarie.
A me è parso evidente lo scopo propagandistico del servizio, cioè quello di convincere che i grandi progetti delle gallerie ferroviarie sotto le Alpi rappresentano il futuro, hanno un basso impatto ambientale, portano ricchezza e sviluppo.
Sono stati descritti i lavori per la galleria del Gottardo, guarda caso si parla di amianto, che è uno degli argomenti alla base della protesta anti TAV in Val Susa, intervistando un geologo che tranquillizza sulle misure precauzionali.
Come mai non avete realizzato un servizio sugli scavi, sempre per l’alta velocità ferroviaria, nel Mugello? Il disastro ambientale è tale che la Regione Toscana si è riconosciuta parte civile nel progetto contro la società che esegue i lavori.
Come mai nemmeno un accenno alle proteste in Val di Susa?
Come mai nemmeno una parola sul rapporto costi/benefici, sull’enorme dispendio di denaro pubblico, sul rischio per intere popolazioni per l’accertata presenza di amianto e uranio, sul prosciugamento delle falde acquifere, sul problema dello smaltimento dello smarino, sugli studi che dimostrano che i treni alta velocità non soddisfano la domanda di trasporto merci e passeggeri in Italia?
Da Gaia, che seguo sempre per la sua opera di denuncia contro la devastazione del nostro Pianeta, non mi sarei mai aspettata un servizio propagandistico, ma devo ammettere con amarezza che anche Lei si è sintonizzato con le linee guida dei grandi poteri, che vogliono fare dell’Italia terra di conquista.
Grazie di cuore, Mario Tozzi, per il Suo contributo alla distruzione della nostra valle.
Sulla TAV: Lettera aperta del Sindaco di Vaie a Mercedes Bresso
Lettera aperta a Mercedes Bresso, Antonio Saitta, Sergio Chiamparino, Daniele Borioli, Franco Campia, Stefano Esposito[1].
Sono il sindaco di Vaie, uno degli amministratori della Valle di Susa che si oppone al progetto del tunnel di base per l'Alta Velocità Torino - Lyon.
Mi rivolgo in modo pubblico a questo autorevole indirizzario per provare a capire se ogni tanto non sarebbe il caso di entrare con più impegno e responsabilità nell'oggetto di alcune questioni.
Scelgo voi come interlocutori perché vorrei provare a schiodarvi dal lessico approssimativo con il quale sempre descrivete l'opera che noi valsusini con forza e coscienza contestiamo.
Le espressioni che sempre usate riferite alla Tav sono più o meno queste: l'opera è naturalmente "…strategica…", "…irrinunciabile…", "…moderna…"; bisogna farla a qualsiasi costo perché "… altrimenti Torino sarebbe isolata…", "…bisogna essere al centro dell'Europa"; occorre farla in fretta perché "…altrimenti si perdono i finanziamenti…" e "…i francesi sono più avanti di noi…". Siccome liquidare gli argomenti senza entrare nei contenuti è esercizio che lascia dietro di se nebbiosa confusione e siccome le buone intenzioni di codesto "parterre" prima o poi si scontreranno con l'effettivo stato delle cose, volevo farvi una domanda precisa alla quale, in quanto seri ed esperti amministratori, dovreste dare risposta dettagliata: cosa ne pensate del progetto dello studio di ingegneria "Ingerop"?
Vedete, in mezzo a tanto bla bla bla, il lavoro "in progress" dello studio ingegneristico di Villeurbanne commissionato da Ltf è la cosiddetta "carta che canta", e in questo caso canta una canzone stonata.
Mentre voi state seduti comodi alla vostra scrivania in centro città e vaneggiate di modernità, invece nella nostra valle arrivano planimetrie con riportati 30 kilometri di nastro trasportatore a cielo aperto e una teleferica per portare lo smarino fino a 2000 metri di altitudine, alla cava di Carrière du Paradis. Roba che forse neanche Timothy Leary (il profeta dell'LSD) avrebbe mai sognato in pieno trip.
Come potete pensare che di fronte a documentazioni provocatorie di questo tipo la reazione dei valsusini non sia quella di estrema chiusura? Guardando queste assurde planimetrie si capisce immediatamente la giustificata non fiducia degli abitanti della Valle nei confronti di LTF e RFI.
Nei nostri piccoli comuni quando un progettista disegna delle porcherie lo censuriamo, cerchiamo di scaricarlo, lo richiamiamo alla deontologia professionale e comunque non cerchiamo di coprire la non competenza del soggetto contestato. Su queste cose invece voi non esprimete mai un'opinione, è sempre tutto fattibile, tutto sopportabile. A Torino si mette mano al progetto di piazzale Valdo Fusi perché un gruppo di intellettuali dell'architettura dice che è brutto, invece in Val di Susa le ragioni ben più serie di tutte le amministrazioni e di decine di migliaia di cittadini vengono liquidate come le paturnie di un gruppo di montanari retrò, un po' squatter, un po' trogloditi.
Vi chiedo di riflettere prima di accelerare ancora su queste modalità di realizzazione dell'opera, vi chiedo ancora una volta (perché ho un'incrollabile fiducia nelle istituzioni) di ascoltare con più attenzione le istanze che arrivano dal nostro territorio. In questi giorni di esposizione mediatica molti giornalisti ed opinionisti hanno cominciato a vedere la questione in un modo diverso, più vicino al nostro. C'è chi ha passato la notte in montagna in compagnia di pericolosi sovversivi sessantenni con nipoti, c'è chi si è accorto che gli amministratori e i cittadini della valle di Susa non hanno più l'anello al naso e il femore di vacca in mano, c'è chi ha visto gli affioramenti di amianto sui tornanti del Seghino, c'è chi ha visto l'enorme ferocia con la quale il reparto della celere giunto spompato in montagna è stato assalito dai canti "Fratelli d'Italia" e "Bella Ciao", c'è chi ha notato il terribile pericolo creato da chi posizionava l'edicola della Madonna del Rocciamelone di fronte alle forze in tenuta antisommossa, c'è chi ha capito che non è tra i 15000 che hanno sfilato sabato sera di fronte alle forze schierate in assetto da guerra (manco fosse tornato Giovannone a comprare il Toro) l'autore dei gesti provocatori da strategia della tensione di questi giorni.
Spero che queste mie riflessioni meritino da parte vostra un qualche riscontro e, salutandovi, vi pongo un'ultima domanda: dal vostro punto privilegiato di osservazione, avete mica capito quanto verrà a costare la Torino - Lyon alla fine di tutto? Se dobbiamo anche aggiungere la trasferta continua di migliaia di agenti….
Lionello Gioberto. Sindaco di Vaie.
[1] M. Bresso, Presidente Regione Piemonte
A. Saitta, Presidente Provincia di Torino
S. Chiamparino, Sindaco di Torino
D. Borioli, Assessore ai Trasporti Regione Piemonte
F. Campia, Assessore ai Trasporti Provincia di Torino
S. Esposito, Capogruppo DS Provincia di Torino
sabato 12 novembre 2005.
Lettera aperta di Monica Frassoni, Presidente dei Verdi al Parlamento europeo alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso
Bruxelles 4 novembre
Cara Mercedes,
ho letto le Tue dichiarazioni e la Tua l'intervista pubblicata su L'Unita' e devo dire che sono rimasta di stucco nel leggere alcune di queste: "Entro il 31 dicembre deve essere presentata la relazione sullo stato di avanzamento del progetto. Sulla base di tale relazione l'Unione europea decidera' se la Torino-Lione potra' rimanere nell'elenco delle infrastrutture prioritarie da finanziare nell'ambito del bilancio europeo 2007-2013. Prima dell'approvazione di quel bilancio, quindi entro il 2006, deve essere pronto il progetto definitivo dell'opera. Ma per metterlo a punto è necessario avere realizzato i sondaggi". Oppure "prima di novembre deve partire lo scavo di Venaus altrimenti salta tutto e la Torino-Lione sara' declassata, lo hanno detto chiaro i tecnici europei".
Al di la' del fatto che la scadenza per la presentazione sullo stato di avanzamento del progetto e' in realta' il 31 gennaio 2006, e che questa scadenza e' un obbligo annuale che serve alla Commissione per capire come e se sono stati utilizzati i fondi stanziati, non e' corretto sostenere che sulla base di tale relazione si decidera' se la Torino-Lione restera' o meno nell'elenco delle opere prioritarie per il semplice motivo che tutti e 30 i progetti contenuti nell'allegato II della decisione 884/2004/CE (del Parlamento europeo e del Consiglio) hanno allo stato lo stesso livello di priorita', essendo peraltro stata bocciata la lista "quick start", proposta da Romano Prodi e che attribuiva ad alcuni progetti una priorita' superiore a quella degli altri.
La Torino-Lione dovra' vedersela con gli altri 29 progetti, a prescindere dalla relazione che verra' eventualmente consegnata nel gennaio 2006. Quindi parlare di declassamento e' del tutto fuorviante e francamente sarei sorpresa che alcun tecnico europeo possa aver sostenuto una tale tesi. Ho chiesto al Commissario Barrot di incontrarlo a questo proposito perche' credo che le forzature della Signora De Palacio non vadano nell'interesse di nessuno.
E non e' neanche vero che tutto deve per forza essere fatto entro il 2006. Come sai, per adesso non c'e' accordo sulle prospettive finanziarie 2007/2013. Se l'accordo finale si fara' entro l'anno prossimo, e' verosimile che il denaro disponibile per le TEN-trasporti sara' circa 20 miliardi di euro. Parlamento, Consiglio e Commissione dovranno poi decidere a quale progetto conferire il denaro e quanto. Ma questa decisione non c'entra nulla con la Relazione annuale che Tu citi.
Infatti, il denaro ad essa collegato si riferisce solo a dei fondi del 2003 18 milioni di euro- che effettivamente parrebbero in scadenza anche perche' il governo italiano non ha chiesto alla Commssione una deroga entro il 31 ottobre 2005. Insomma, non c'e' nessun rapporto diretto tra questa Relazione e la decisione se concedere o no i fondi per l'opera in se'. In sostanza, l'accelerazione nelle cose da fare che anche Tu sembri sostenere, non trova riscontro alcuno nella realta', tranne nelle parole e negli atti di un governo che, pur avendo avuto tutto il tempo - fino al 31 ottobre u.s. - di chiedere legittimamente una proroga del finanziamento destinato agli studi di fattibilita', ha preferito la strada dello scontro con una popolazione che oramai si sente presa in giro e che la militarizzazione della Val di Susa contribuira' a radicalizzare.
Un governo che naturalmente si guarda bene dall'assumere la responsabilita' delle proprie scelte, preferendo mascherarsi dietro inesistenti "ordini da Bruxelles". Mi sembra francamente molto triste che anche Tu segua l'onda di questa che non posso che definire una manipolazione della realta' . A riprova di quanto poco credibile sia questa affermazione, basti pensare che la Commissione ha stanziato lo scorso settembre altri 48 milioni di euro (tra Italia e Francia) per ulteriori studi.
Quindi, ripeto, non c'era nessuna ragione europea per drammatizzare la situazione con i valsusini. Ma c'e' un altro elemento sul quale vorrei invitarti tranquillamente a riflettere. Secondo te, quante chances ha di essere finanziata un'opera cosi complessa, costosa, controversa, che ha bisogno di centinaia di poliziotti e carabinieri (sottratti a incarichi piu' utili) per partire e di dubbia priorita' per il partner diretto cioe' la Francia?
Infatti, mi permetto di segnalarTi che sul versante francese nulla e' partito davvero, a parte le discenderie di cui tanto si parla. Il Ministro dei trasporti ha fatto la lista delle priorita' per i prossimi anni il 13 ottobre scorso. Non c'e' traccia della Lyon-Turin (ho i documenti se vuoi), ma solo del riaggiustamento della linea attuale tra Dijon e Modane, nonche' un vago accenno su una cartina colorata ma senza stanziamenti, ne' date, ne' percorso preciso ad un grande progetto di trasporto merci che arriva fino a Torino e che non viene comunque ripreso in nessun documento ufficiale.
Cara Mercedes io credo che tutta la nostra coalizione debba approfittare di questa occasione non solo per rilanciare il dibattito su quali sono le grandi opere davvero utili per il nostro paese, ma anche per confrontarsi su quale infrastrutture possa e debba contribuire a finanziare Bruxelles tra Lione e Torino. Sono convinta che ne' la TAV ne' il tunnel siano l'unica possibile.
Con i saluti più cordiali
Siete qui in Valle di Susa impegnati in un’operazione di polizia.
Catapultati da varie parti d’ Italia senza conoscere una valle alpina che vive, pensa e cerca di difendere i diritti primari della Costituzione.
Avete di fronte Sindaci in fascia tricolore, amministratori di diversi schieramenti politici, famiglie, associazioni di volontariato, sacerdoti e varie realtà della Società civile.
Sappiamo che state obbedendo a degli ordini.
Voi sapete per quali motivi stiamo pacificamente manifestando?
Sono molte le opportunità con cui potete approfondire gli aspetti economici, ambientali, sociali e sanitari legati al TAV.
Internet, mezzi di informazione, sindaci e cittadini che avete avuto modo di conoscere in questi giorni, così come i vostri stessi colleghi che abitano o lavorano in questa valle, potrebbero ben illustrarvi le molteplici criticità abbondantemente sostenute da tecnici del Politecnico, esperti e da oltre 100 medici di base.
Sarebbe troppo bello sperare in una vostra obiezione di coscienza, ma più concretamente lasciateci sperare in una vostra presa di coscienza.
Abbiamo saputo della scarsità di cibo, attrezzature ed equipaggiamenti personali che ha reso ancora più difficile la vostra permanenza.
L’inverno nella nostra valle è lungo e rigido.
E’ illogico e disumano mandare uomini e donne a operare in queste condizioni laddove a ben vedere non ce ne sarebbe una reale necessità.
Un’intera nazione sta osservando tutto ciò.
Vi assicuriamo che siamo una popolazione ospitale, che ripudia la violenza ma assolutamente determinata.
Siamo decisi a continuare questa nostra lotta pacifica e se dovrà ancora accadere che ci troverete di fronte a voi sappiate che saremo sempre rispettosi della persona e della dignità umana.
- Comitatato spontaneo almesino contro il TAV/TAC
- Habitat
- Mensile Dialogo in valle
- Comitato Vaiese NO TAV no inquinamento
- Coordinamento dei lavoratori della scuola della Valle di Susa
- Comitato No Tav Caselette gnun-e-TAVanade
- Comitato spontaneo anti TAV-TAC Valdellatorre
- Gruppo Pace Valsusa
- Comitato no tav Spinta dal bass
- Pianezza Laboratorio Zero
- Comitato santambrogese NO TAV e vigilanza cave
- Difendiamo il futuro – NO TAV
- Comitato Valcenischia
- Comitato No Tav alta Valle Susa
- Comitato San Didero
- Gente comune di Caprie
- Comitato No Tav Rivoli
- Comitato No Tav Venaria
- Comitato No Tav Torino