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Il movimento NO TAV,
riunito in assemblea il 3 maggio 2006, nella sede Consiliare del Comune di BussolenoIN TAL SENSO
Esprime la più totale solidarietà nei confronti di chi è stato raggiunto da avviso di garanzia per i fatti dello scorso autunno;si indice la mobilitazione permanente invitando tutto il popolo NO TAV a essere presente a Torino davanti alla Procura della Repubblica da lunedì 8 maggio e al Tribunale dei minori il 12 maggio, in modo da portare appoggio concreto ai militanti NO TAV indagati.
Movimento NO TAV
Per un gemellaggio No Ponte No Tav
di Rete Meridionale Nuovo Municipio
Per la sovranità degli abitanti nei luoghi della nostra vita dal Nord al Sud una sola lotta: moratoria sulle grandi opere, cancellare la legge obiettivo, progettazione partecipata dei piani per le infrastrutture ed i trasporti.
Abbiamo affermato e ribadiamo che la rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa riguarda tutti coloro che amano il proprio territorio ed in particolare quanti in questi anni si oppongono alla realizzazione di inutili quanto dannose grandi opere, dalla Tav al Mose, al Ponte sullo Stretto di Messina.
Il coordinamento e le reti “No Ponte” che si battono contro la realizzazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio propongono un gemellaggio con i Comitati “No Tav” ed il coordinamento dei sindaci della Val Susa.
Il 16 gennaio a Condove si terrà un FORUM PUBBLICO dal titolo: “Federalismo Municipale Solidale, Per la Val Susa, Per uno Sviluppo Autosostenibile, Per la Difesa e la Vita della Valle”.
Il Forum è promosso dalla Comunità Montana Bassa Valle, dal Comune di Condove, dalla Re.Co.Sol., da Legambiente e Arci – Val Susa, dalla Rete del Nuovo Municipio e da Carta – Cantieri Sociali.
In questa occasione il Coordinamento delle associazioni “No ponte” e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio saranno presenti con una delegazione per affermare una solidarietà che unisce attraverso l’intero paese le mobilitazioni e le lotte contro la devastazione del territorio, per l’affermazione della sovranità degli abitanti nei loro luoghi di vita in una prospettiva di benessere sociale equamente condiviso, solidale e sostenibile.
La rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa ha posto al centro del dibattito politico la questione della democrazia e della giustizia nel nostro paese.
Quello che si definisce un interesse particolare – sia esso delle comunità della Val Susa o di quelle dell’area dello Stretto - è invece espressione della sovranità delle popolazioni che vivono il loro territorio, reclamano la legittimità di decidere il proprio futuro e quello dei propri figli. Non è certo casuale che su questo terreno numerose realtà, non solo di lotta ma anche istituzionali, del Nord e del Sud d’Italia si trovino concordi, esprimendo concretamente un federalismo solidale, che è l’opposto della devolution leghista e del centralismo statalista. Nella lotta dei valsusini è l’affermazione di un interesse generale che si coniuga con un principio di giustizia sociale.
Il metodo nonviolento degli abitanti della Valsusa prefigura già il fine della decrescita in una prospettiva locale autosostenibile e di
rispetto del patrimonio naturale ed in questo si riconoscono le realtà che in Calabria ed in Sicilia si oppongono alla devastazione dell’area dello Stretto di Messina.
Dire no alle grandi opere devastatrici e progettare un futuro di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale significa oggi resistere alle aggressioni che l’attuale governo perpetra con violenza nei confronti del territorio e chiedere all’Unione, che prepara il futuro governo, non soltanto di annullare la legge “obiettivo”, ma di ridiscutere con le popolazioni interessate l’intera programmazione infrastrutturale, il piano dei trasporti, il piano energetico, l’assetto complessivo del territorio.
Questo comporta che, a partire dalle Regioni dove governa il centro-sinistra, si ponga fine subito ad atti e politiche che, invece, avallano e assecondano l'iter autorizzativo dei progetti preliminari e le procedure accelerate e semplificate approvate in questa legislatura, per realizzare opere su cui si registrano ampie aree di dissenso sul territorio. Sono i casi delle varie tratte ad Av in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, dei corridoi autostradali tirrenici in Toscana e nel Lazio e del passante autostradale Nord di Bologna.
Non accettiamo che avvengano scambi e contrattazioni del tipo “se non facciamo il ponte, facciamo però la TAV ed il Mose; se non facciamo il nucleare, facciamo però le centrali a carbone…”
L'ampio consenso che si registra attorno alle contestazioni del progetto dell'Alta Velocità, in Val Susa, e dei cittadini dell'area dello Stretto di Messina contro il ponte impone che venga subito inserita nell'agenda politico-istituzionale del Paese la questione di una moratoria nazionale.
Il programma delle infrastrutture strategiche va subito bloccato perché presenta un elenco infinito di opere (235 opere e 531 progetti), che non risponde ad alcuna logica pianificatoria ed eco-territoriale e perché inoltre è insostenibile e inattuabile dal punto di vista economico-finanziario, con i suoi 264 miliardi di euro di costi stimati.
All’indomani dell’insediamento del nuovo governo dovranno partire i nuovi piani territoriali, energetici e dei trasporti sostenibili discussi con gli abitanti coinvolti secondo un principio di democrazia partecipativa. Sin quando decisioni condivise non siano prese la scelta più saggia dovrà essere la moratoria di lavori, interventi e progetti.
Ciò che oggi avviene in Val di Susa è un fatto che riguarda tutta la nazione, perché è in gioco il modello di sviluppo che si vuole perseguire. La lotta della Val di Susa è la stessa lotta contro il Ponte di Messina, contro gli inceneritori, contro le centrali nucleari; è lo stesso impegno di chi vuole rallentare, di chi ha iniziato a dare retta ai segnali di crisi del pianeta, di chi propone un futuro sobrio, di chi fa i conti con le risorse limitate e pensa che tutti gli uomini abbiano diritto a godere di ciò che la terra offre.
La nostra solidarietà agli abitanti ed ai sindaci della Val Susa si concretizza nell’impegno ad estendere e rafforzare le nostre lotte, a collegarle ai molteplici conflitti territoriali che attraversano il nostro paese, senza per questo perdere i caratteri, le specificità e l’autonomia di ogni esperienza locale, in una reciprocità di presenze che la nostra delegazione a Condove vuole significare e nell’invito rivolto agli amici valsusini a partecipare alla grande manifestazione per la salvaguardia dello Stretto che avrà luogo a Messina il 22 gennaio.
NO PONTE – NO TAV
COORDINAMENTO NO PONTE
RETE MERIDIONALE DEL NUOVO MUNICIPIO.
Questa mattina a Venaus, le forze dell'ordine intervenute in massa hanno usato la forza contro i pacifici cittadini presenti al presidio cercando di entrare CON LA FORZA nelle aree presidiate. L'ennesima prova di forza notturna non fa certo parte della tregua olimpica che alcuni politici "moderati" avevano auspicato in questi giorni. L'accorrere sul posto di parecchie ambulanze e le testimonianze di chi è sul posto circa le violenze in atto non possono rasserenare gli animi. SIAMO PARTICOLARMENTE PREOCCUPATI PER LA TENUTA DEL SISTEMA DEMOCRATICO DI QUESTO NOSTRO PAESE E PER LA MANCANZA DI DIALOGO CHE LA POLITICA PROVINCIALE, REGIONALE E NAZIONALE HA EVIDENZIATO. I cittadini presenti al sito di Venaus hanno dimostrato una grande civiltà in questi giorni, i loro Sindaci stanno sopportando pressioni psicologiche incredibili. Da 40 giorni il paese di Mompantero è presidiato da poliziotti ed è IMPEDITA LA LIBERA CIRCOLAZIONE. Facciamo notare che la progettata linea ferroviaria che si sta cercando di realizzare CON LA FORZA e senza il consenso di cittadini ed amministratori si svilupperebbe tra Settimo Torinese e Venaus in territorio italiano per oltre 70 km e che non è da escludere a questo punto che per installare i numerosi cantieri si renda necessaria l'occupazione militare di un'intera valle e di una fetta di interland torinese. Siamo senza parole, anche se è difficile invitiamo tutti a rimanere calmi ed a protestare civilmente e pacificamente come sempre. Per dovere d'informazione, ci comunicano adesso che ci sono 6 feriti, che ad alcuni rappresentanti comunali presenti è stata strappata la fascia tricolore. Sono state colpite persone inermi e che non stavano reagendo. In questo momento decine di persone presenti sul sito vengono bloccate dalle forze dell'ordine nel presidio
in questo momento c'è un presidio in piazza Castello a Torino e una manifestazione a Bussoleno piazza del mercato.
Le RSU sono in sciopero nonostante il tradimento di alcune organizzazioni sindacali.
fonte :Torino Social Forum
- La decisione del ministro Pisanu di istituire una commissione che vigili sulla prosecuzione dei lavori. Per proteggere - dicono dal Dicastero - la salute di cittadini e ambiente.
“Della serie una commissione non si nega a nessuno”. Commenta aspramente Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, la decisione del ministro Pisanu di istituire una commissione che vigili sulla prosecuzione dei lavori per l’alta velocità in Val di Susa.
“Così presentata sembrerebbe piuttosto una beffa. – continua Della Seta – Di grazia, è possibile sapere anche chi sono gli osservatori e che poteri hanno? Cosa succede se, come peraltro dimostrano già gli studi, viene trovato amianto? La Commissione bloccherà i lavori per proteggere la salute dei cittadini e l’ambiente? La vera commissione dovrebbe essere istituita per un vero e serio confronto con gli abitanti e i sindaci della Val di Susa dopo aver sospeso i lavori. Non si gioca sulla salute dei cittadini”.
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aggiornamento delle ore 6.15:
APPUNTAMENTO PER TUTTI TRA LE 7 E LE 8 AL BIVIO PER VENAUS SULLA STATALE DEL MONCENISIO
passate parola a tutti in tutti i modi,
molta altra polizia sta salendo
cerchiamo foto da satellite attuali della zona di venaus per far vedereal mondo quanta polizia c'è.
chiunque sia in grado di procurarsele ce le faccia avere.
(so che la nasa ha un programma apposito ma non riesco a trovare il link, forse chi è più tranquillo...)
Evidentemente tutto il movimento che c'era a Susa ieri sera non era per caso: sono già andati su, ed han bloccato la strada.
Non hanno nemmeno aspettato che se ne andasse la Commissione petizioni!
fonte: www.notav.it
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IL 30 NOVEMBRE A VENAUS Mercoledì 30/11 le ditte LTF e CMC tenteranno nuovamente di prendere possesso dei terreni di Venaus allo scopo di installare il cantiere per avviare la realizzazione del TAV verso Lione. |
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| Sezioni | ||
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TAV: a che punto siamo? Schede e documenti informativi Iniziative di movimento |
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| Ultimo aggiornamento: 27-nov-05 | ||
Le associazioni Legambiente, WWF, Pro Natura, Italia Nostra, CIPRA Italia, Mountain Wilderness, esprimono ferma condanna per la richiesta rivolta dal Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta all’Assessore Walter Giuliano di rimettere le deleghe di pertinenza a seguito della partecipazione dello stesso alla marcia contro il treno ad Alta Velocità Torino – Lione (TAV) del 16 novembre scorso.
La richiesta rivolta dal Presidente Antonio Saitta rappresenta un fatto di estrema gravità e significativo del clima politico che circonda la vicenda TAV oggi in Piemonte.
La posizione di Walter Giuliano sull’opera era nota da tempo; egli era titolare di deleghe che nulla avevano a che fare con l’opera stessa ed il fatto di aver partecipato come semplice cittadino alla marcia pacifica di oltre 50.000 persone non significava una sua critica sull’operato generale della Giunta al cui interno operava. Ciononostante, egli è stato esautorato.
Il non tollerare il dissenso all’interno di una compagine di governo appare tutt’altro che coerente con i principi di democrazia che dovrebbero ispirare qualsiasi coalizione.
D’altra parte, l’intolleranza mostrata dal Presidente della Provincia appare del tutto in linea con la netta chiusura ad un proficuo dialogo tenuta da Governo, Regione e Provincia nei confronti delle amministrazioni della Valle di Susa e del circondario di Torino interessate dalla nuova linea ferroviaria, opera pervicacemente voluta da quasi tutto il mondo politico, nonostante la sua evidente inutilità e distruttività.
Le sottoscritte associazioni non possono pertanto che esprimere la loro piena solidarietà con Walter Giuliano.
Torino 18 novembre 2005
Legambiente
WWF
Pro Natura
Italia Nostra
CIPRA Italia
Mountain Wilderness