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mercoledì, 04 ottobre 2006

venerdì, 29 settembre 2006
A Roma contro la Legge Obiettivo
No Ponte, No Mose, No Tav,
Coordinamento comuni Val di Susa,
Conferenza Permanente dei Sindaci della tratta ad AV Verona-Padova
 
con le prime adesioni di:
Wwf, Legambiente, Italia Nostra,
Campagna Sbilanciamoci, Rete del Nuovo Municipio
 Fiom, Carta cantieri sociali, il Manifesto,
 
 
ORGANIZZANO
Manifestazione Nazionale
 
14 OTTOBRE ore 14,30 A ROMA
 
CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO E LE GRANDI OPERE DANNOSE,
PER UN NUOVO PIANO DEI TRASPORTI E DELLA MOBILITA’
 E PER LE INFRASTRUTTURE CHE SERVONO
AL PAESE E AL TERRITORIO

Dal 2001 al 2005, con il governo Berlusconi, abbiamo vissuto una stagione in cui le politiche governative hanno tentato di imporre scelte infrastrutturali e impiantistiche nel campo dei trasporti, dell’energia e dei rifiuti, contro gli interessi strategici del Paese, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e dei loro diretti rappresentanti, eludendo la valutazione ambientale strategica preventiva di piani e programmi, facendo carta straccia della valutazione di impatto ambientale.
 
In questo periodo, con le norme derivanti dalla Legge Obiettivo e le scelte contenute nel Primo Programma delle infrastrutture strategiche, è stata esasperata la logica del "realizzare senza pensare" opere contro il senso comune e la razionalità, oltre che spesso contro l'ambiente, la cultura e il paesaggio italiano e contro, gli stessi vincoli economico-finanziari del bilancio dello Stato.
 
Le grandi opere che veramente servono all’Italia dovrebbero essere finalizzate a trasferire le merci dalla strada, alla ferrovia e alle navi; a creare una rete logistica intermodale; a realizzare politiche coordinate per la mobilità urbana; a razionalizzare i sistemi idrici; a prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico; a risanare e riqualificare i beni culturali, artistici e archeologici; a tutelare, valorizzare e promuovere il territorio, il paesaggio e la biodiversità.
 
Finora, invece, sono state sottovalutate le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell'assetto idrogeologico che rispetto alla perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio legata agli eccessi di urbanizzazione e infrastruturazione registratisi in questi anni.
 
Al tempo stesso, le comunità territoriali e gli stessi comuni sono stati quasi del tutto esclusi dal confronto e dalle decisioni sulle infrastrutture da realizzare. Oggi occorre tornare al più presto a un normale funzionamento dei meccanismi democratici e della partecipazione: chi vive nei territori interessati da grandi progetti infrastrutturali non rivendica un potere di veto ma pretende di non essere considerato “oggetto” di scelte decise altrove.  
 
Non sono stati neanche fatti i conti con la reale disponibilità di risorse economiche-finanziarie, impostando un programma di interventi “a pioggia”, per la realizzazione di 531 progetti dal costo complessivo di 264 miliardi di euro, che costituisce un’ipoteca che graverà sui conti pubblici per i prossimi 20 anni.
 
Nel programma del Governo è stato dichiarato il fallimento della Legge Obiettivo, ma non sono stati ancora compiuti atti chiari e univoci per superare le norme e le procedure che da questa derivano e abbandonare il programma delle infrastrutture strategiche, cominciando dai progetti sul ponte sullo Stretto di Messina e delle tratte dell’Alta Velocità.
 
Per questo noi scendiamo in piazza il 14 ottobre a Roma per chiedere:
 
-          il superamento della Legge Obiettivo e dei provvedimenti da questa derivati e il congelamento (a partire dalla Legge Finanziaria 2007) del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, che hanno consentito di fare carta straccia delle valutazioni ambientali su piani, programmi e progetti e hanno umiliato la partecipazione degli enti e delle popolazioni locali;
 
-          l’adeguamento del Piano generale dei Trasporti varato nell’aprile 2001 alle esigenze di mobilità del Paese e la redazione di nuovi Piani e Programmi, nazionali e regionali, per l'energia, i rifiuti, il territorio, il paesaggio, realizzati secondo l'approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità economica e sociale degli interventi proposti,
 
-          una nuova stagione di sicurezza, trasparenza e legalità nel mercato dei lavori pubblici, che superi le norme criminogene sui general contractor, le rendite di posizione dei concessionari e l’abuso incontrollato dei sub-appalti.
 
TUTTI A ROMA IL 14 OTTOBRE

___________________________________
 
Sulla base di questa piattaforma chiediamo l’adesione
e la partecipazione di associazioni, comitati, coordinamenti, enti locali,
forze politiche e sociali, singoli cittadini e cittadine!
 
Le adesioni vanno inviate alla seguente email: romalazio@carta.org
______________________
 
 
Per informazioni: Carta cantieri sociali: tel. 06.80692244
 

Scritto da linodigianni alle ore 17:59 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni, tav , comunicati associazioni
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lunedì, 08 maggio 2006

Documento dei Comitati

Il movimento NO TAV,

riunito in assemblea il 3 maggio 2006, nella sede Consiliare del Comune di Bussoleno
  •  

IN TAL SENSO

Esprime la più totale solidarietà nei confronti di chi è stato raggiunto da avviso di garanzia per i fatti dello scorso autunno;
Ribadisce la propria condivisione e partecipazione ai fatti oggetto di indagine;
Rivendica le lotte che hanno visto il loro momento più forte dalla Battaglia del Seghino alla liberazione di Venaus;
Esige l'mmediato dissequestro dei terreni stessi affinchè ritornino alla loro naturale destinazione agricola;
Dichiara altresì la propria contrarietà ad ogni ipotesi di realizzazione della seconda canna, sia essa di servizio o di esercizio, del traforo autostradale del Frejus.

si indice la mobilitazione permanente invitando tutto il popolo NO TAV a essere presente a Torino davanti alla Procura della Repubblica da lunedì 8 maggio e al Tribunale dei minori il 12 maggio, in modo da portare appoggio concreto ai militanti NO TAV indagati.

Movimento NO TAV

Scritto da linodigianni alle ore 08:07 | link | commenti |Torna su
Categoria - ambiente, news, stampa, denunce, no tav, tav , comunicati associazioni, sostegno notav
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mercoledì, 11 gennaio 2006

Per un gemellaggio No Ponte No Tav
di Rete Meridionale Nuovo Municipio

Per la sovranità degli abitanti nei luoghi della nostra vita dal Nord al Sud una sola lotta: moratoria sulle grandi opere, cancellare la legge obiettivo, progettazione partecipata dei piani per le infrastrutture ed i trasporti.
Abbiamo affermato e ribadiamo che la rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa riguarda tutti coloro che amano il proprio territorio ed in particolare quanti in questi anni si oppongono alla realizzazione di inutili quanto dannose grandi opere, dalla Tav al Mose, al Ponte sullo Stretto di Messina.
Il coordinamento e le reti “No Ponte” che si battono contro la realizzazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio propongono un gemellaggio con i Comitati “No Tav” ed il coordinamento dei sindaci della Val Susa.
Il 16 gennaio a Condove si terrà un FORUM PUBBLICO dal titolo: “Federalismo Municipale Solidale, Per la Val Susa, Per uno Sviluppo Autosostenibile, Per la Difesa e la Vita della Valle”.
Il Forum è promosso dalla Comunità Montana Bassa Valle, dal Comune di Condove, dalla Re.Co.Sol., da Legambiente e Arci – Val Susa, dalla Rete del Nuovo Municipio e da Carta – Cantieri Sociali.
In questa occasione il Coordinamento delle associazioni “No ponte” e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio saranno presenti con una delegazione per affermare una solidarietà che unisce attraverso l’intero paese le mobilitazioni e le lotte contro la devastazione del territorio, per l’affermazione della sovranità degli abitanti nei loro luoghi di vita in una prospettiva di benessere sociale equamente condiviso, solidale e sostenibile.
La rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa ha posto al centro del dibattito politico la questione della democrazia e della giustizia nel nostro paese.
Quello che si definisce un interesse particolare – sia esso delle comunità della Val Susa o di quelle dell’area dello Stretto - è invece espressione della sovranità delle popolazioni che vivono il loro territorio, reclamano la legittimità di decidere il proprio futuro e quello dei propri figli. Non è certo casuale che su questo terreno numerose realtà, non solo di lotta ma anche istituzionali, del Nord e del Sud d’Italia si trovino concordi, esprimendo concretamente un federalismo solidale, che è l’opposto della devolution leghista e del centralismo statalista. Nella lotta dei valsusini è l’affermazione di un interesse generale che si coniuga con un principio di giustizia sociale.
Il metodo nonviolento degli abitanti della Valsusa prefigura già il fine della decrescita in una prospettiva locale autosostenibile e di
rispetto del patrimonio naturale ed in questo si riconoscono le realtà che in Calabria ed in Sicilia si oppongono alla devastazione dell’area dello Stretto di Messina.
Dire no alle grandi opere devastatrici e progettare un futuro di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale significa oggi resistere alle aggressioni che l’attuale governo perpetra con violenza nei confronti del territorio e chiedere all’Unione, che prepara il futuro governo, non soltanto di annullare la legge “obiettivo”, ma di ridiscutere con le popolazioni interessate l’intera programmazione infrastrutturale, il piano dei trasporti, il piano energetico, l’assetto complessivo del territorio.
Questo comporta che, a partire dalle Regioni dove governa il centro-sinistra, si ponga fine subito ad atti e politiche che, invece, avallano e assecondano l'iter autorizzativo dei progetti preliminari e le procedure accelerate e semplificate approvate in questa legislatura, per realizzare opere su cui si registrano ampie aree di dissenso sul territorio. Sono i casi delle varie tratte ad Av in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, dei corridoi autostradali tirrenici in Toscana e nel Lazio e del passante autostradale Nord di Bologna.
Non accettiamo che avvengano scambi e contrattazioni del tipo “se non facciamo il ponte, facciamo però la TAV ed il Mose; se non facciamo il nucleare, facciamo però le centrali a carbone…”
L'ampio consenso che si registra attorno alle contestazioni del progetto dell'Alta Velocità, in Val Susa, e dei cittadini dell'area dello Stretto di Messina contro il ponte impone che venga subito inserita nell'agenda politico-istituzionale del Paese la questione di una moratoria nazionale.
Il programma delle infrastrutture strategiche va subito bloccato perché presenta un elenco infinito di opere (235 opere e 531 progetti), che non risponde ad alcuna logica pianificatoria ed eco-territoriale e perché inoltre è insostenibile e inattuabile dal punto di vista economico-finanziario, con i suoi 264 miliardi di euro di costi stimati.
All’indomani dell’insediamento del nuovo governo dovranno partire i nuovi piani territoriali, energetici e dei trasporti sostenibili discussi con gli abitanti coinvolti secondo un principio di democrazia partecipativa. Sin quando decisioni condivise non siano prese la scelta più saggia dovrà essere la moratoria di lavori, interventi e progetti.
Ciò che oggi avviene in Val di Susa è un fatto che riguarda tutta la nazione, perché è in gioco il modello di sviluppo che si vuole perseguire. La lotta della Val di Susa è la stessa lotta contro il Ponte di Messina, contro gli inceneritori, contro le centrali nucleari; è lo stesso impegno di chi vuole rallentare, di chi ha iniziato a dare retta ai segnali di crisi del pianeta, di chi propone un futuro sobrio, di chi fa i conti con le risorse limitate e pensa che tutti gli uomini abbiano diritto a godere di ciò che la terra offre.
La nostra solidarietà agli abitanti ed ai sindaci della Val Susa si concretizza nell’impegno ad estendere e rafforzare le nostre lotte, a collegarle ai molteplici conflitti territoriali che attraversano il nostro paese, senza per questo perdere i caratteri, le specificità e l’autonomia di ogni esperienza locale, in una reciprocità di presenze che la nostra delegazione a Condove vuole significare e nell’invito rivolto agli amici valsusini a partecipare alla grande manifestazione per la salvaguardia dello Stretto che avrà luogo a Messina il 22 gennaio.

NO PONTE – NO TAV

COORDINAMENTO NO PONTE
RETE MERIDIONALE DEL NUOVO MUNICIPIO.

Scritto da linodigianni alle ore 06:55 | link | commenti (4) |Torna su
Categoria - comunicati associazioni
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martedì, 06 dicembre 2005
presidio in piazza Castello

Questa mattina a Venaus, le forze dell'ordine intervenute in massa hanno usato la forza contro i pacifici cittadini presenti al presidio cercando di entrare CON LA FORZA nelle aree presidiate. L'ennesima prova di forza notturna non fa certo parte della tregua olimpica che alcuni politici "moderati" avevano auspicato in questi giorni. L'accorrere sul posto di parecchie ambulanze e le testimonianze di chi è sul posto circa le violenze in atto non possono rasserenare gli animi. SIAMO PARTICOLARMENTE PREOCCUPATI PER LA TENUTA DEL SISTEMA DEMOCRATICO DI QUESTO NOSTRO PAESE E PER LA MANCANZA DI DIALOGO CHE LA POLITICA PROVINCIALE, REGIONALE E NAZIONALE HA EVIDENZIATO. I cittadini presenti al sito di Venaus hanno dimostrato una grande civiltà in questi giorni, i loro Sindaci stanno sopportando pressioni psicologiche incredibili. Da 40 giorni il paese di Mompantero è presidiato da poliziotti ed è IMPEDITA LA LIBERA CIRCOLAZIONE. Facciamo notare che la progettata linea ferroviaria che si sta cercando di realizzare CON LA FORZA e senza il consenso di cittadini ed amministratori si svilupperebbe tra Settimo Torinese e Venaus in territorio italiano per oltre 70 km e che non è da escludere a questo punto che per installare i numerosi cantieri si renda necessaria l'occupazione militare di un'intera valle e di una fetta di interland torinese. Siamo senza parole, anche se è difficile invitiamo tutti a rimanere calmi ed a protestare civilmente e pacificamente come sempre. Per dovere d'informazione, ci comunicano adesso che ci sono 6 feriti, che ad alcuni rappresentanti comunali presenti è stata strappata la fascia tricolore. Sono state colpite persone inermi e che non stavano reagendo. In questo momento decine di persone presenti sul sito vengono bloccate dalle forze dell'ordine nel presidio

in questo momento c'è un presidio in piazza Castello a Torino e una manifestazione a Bussoleno piazza del mercato.
Le RSU sono in sciopero nonostante il tradimento di alcune organizzazioni sindacali.
 
fonte :Torino Social Forum

Scritto da alp alle ore 08:28 | link | commenti (3) |Torna su
Categoria - comunicati associazioni
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sabato, 03 dicembre 2005

- La decisione del ministro Pisanu di istituire una commissione che vigili sulla prosecuzione dei lavori. Per proteggere - dicono dal Dicastero - la salute di cittadini e ambiente.
“Della serie una commissione non si nega a nessuno”. Commenta aspramente Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, la decisione del ministro Pisanu di istituire una commissione che vigili sulla prosecuzione dei lavori per l’alta velocità in Val di Susa.

“Così presentata sembrerebbe piuttosto una beffa. – continua Della Seta – Di grazia, è possibile sapere anche chi sono gli osservatori e che poteri hanno? Cosa succede se, come peraltro dimostrano già gli studi, viene trovato amianto? La Commissione bloccherà i lavori per proteggere la salute dei cittadini e l’ambiente? La vera commissione dovrebbe essere istituita per un vero e serio confronto con gli abitanti e i sindaci della Val di Susa dopo aver sospeso i lavori. Non si gioca sulla salute dei cittadini”.

"

Scritto da notav alle ore 18:18 | link | commenti |Torna su
Categoria - comunicati associazioni
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martedì, 29 novembre 2005

Le forze dell'ordine sono già a Venaus.


aggiornamento delle ore 6.15:

 APPUNTAMENTO PER TUTTI TRA LE 7 E LE 8 AL BIVIO PER VENAUS SULLA STATALE DEL MONCENISIO

passate parola a tutti in tutti i modi,

molta altra polizia sta salendo

cerchiamo foto da satellite attuali della zona di venaus per far vedereal mondo quanta polizia c'è.

chiunque sia in grado di procurarsele ce le faccia avere.

(so che la nasa ha un programma apposito ma non riesco a trovare il link, forse chi è più tranquillo...)

 

 

Evidentemente tutto il movimento che c'era a Susa ieri sera non era per caso: sono già andati su, ed han bloccato la strada.

Non hanno nemmeno aspettato che se ne andasse la Commissione petizioni!

fonte: www.notav.it

Scritto da alp alle ore 09:00 | link | commenti (14) |Torna su
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lunedì, 28 novembre 2005

IL 30 NOVEMBRE A VENAUS

Mercoledì 30/11 le ditte LTF e CMC tenteranno nuovamente di prendere possesso dei terreni di Venaus allo scopo di installare il cantiere per avviare la realizzazione del TAV verso Lione.
Il cosiddetto "cunicolo" non è infatti un sondaggio finalizzato a tutelare gli abitanti, ma costituisce la galleria di servizio
(10 Km. di profondità per 6 m. di diametro) al tunnel di base e verrebbe scavato senza preventiva Valutazione di Impatto Ambientale
(vedi approfondimento sul nostro notiziario n.8 -Maggio 05)
E' il simbolo della prova di forza, voluta da Lunardi, Martinat, Bresso, Saitta, Chiamparino
contro la popolazione della valle.
Sindaci e Comitati lanciano perciò un appello per una nuova grande mobilitazione: MERCOLEDI' 30 TUTTI A VENAUS, fin dalle prime ore del mattino, per un presidio pacifico di migliaia di persone.
Saranno convocati lì i Consigli comunali della valle; si svolgeranno dibattiti ed iniziative con noti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.
(vedi Modalità di svolgimento delle iniziative)


Sezioni  

TAV: a che punto siamo?
la cronaca, gli aspetti economici, i danni all'ambiente e i rischi per la salute con particolare riguardo alla Torino-Lione

Schede e documenti informativi
schede e approfondimenti sulla Torino-Lione e non solo

Iniziative di movimento
alcune tappe della lotta contro il TAV in Valsusa

Bibliografia

Link NO-TAV

Ultimo aggiornamento: 27-nov-05

fonte

Scritto da notav alle ore 10:13 | link | commenti (3) |Torna su
Categoria - comunicati associazioni
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venerdì, 18 novembre 2005

Le associazioni Legambiente, WWF, Pro Natura, Italia Nostra, CIPRA Italia, Mountain Wilderness, esprimono ferma condanna per la richiesta rivolta dal Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta all’Assessore Walter Giuliano di rimettere le deleghe di pertinenza a seguito della partecipazione dello stesso alla marcia contro il treno ad Alta Velocità Torino – Lione (TAV) del 16 novembre scorso.



La richiesta rivolta dal Presidente Antonio Saitta rappresenta un fatto di estrema gravità e significativo del clima politico che circonda la vicenda TAV oggi in Piemonte.
La posizione di Walter Giuliano sull’opera era nota da tempo; egli era titolare di deleghe che nulla avevano a che fare con l’opera stessa ed il fatto di aver partecipato come semplice cittadino alla marcia pacifica di oltre 50.000 persone non significava una sua critica sull’operato generale della Giunta al cui interno operava. Ciononostante, egli è stato esautorato.
Il non tollerare il dissenso all’interno di una compagine di governo appare tutt’altro che coerente con i principi di democrazia che dovrebbero ispirare qualsiasi coalizione.
D’altra parte, l’intolleranza mostrata dal Presidente della Provincia appare del tutto in linea con la netta chiusura ad un proficuo dialogo tenuta da Governo, Regione e Provincia nei confronti delle amministrazioni della Valle di Susa e del circondario di Torino interessate dalla nuova linea ferroviaria, opera pervicacemente voluta da quasi tutto il mondo politico, nonostante la sua evidente inutilità e distruttività.
Le sottoscritte associazioni non possono pertanto che esprimere la loro piena solidarietà con Walter Giuliano.

Torino 18 novembre 2005

Legambiente
WWF
Pro Natura
Italia Nostra
CIPRA Italia
Mountain Wilderness

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Scritto da alp alle ore 18:09 | link | commenti (1) |Torna su
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