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Torino, i no-Tav tornano in piazza
A Torino primo incontro col commissario Ue Loyola De Palacio sul voluminoso rapporto realizzato da esperti indipendenti sulla fattibilità dell'alta velocità in Val di Susa
26/4/2006
La manifestazione no-Tav di fronte
alla prefettura di Torino
I consigli di Bruxelles
Tav, siete favorevoli o contrari?
I valligiani: pronti alle barricate
TORINO. Sfilare la questione Tav dalla legge Obiettivo e riportarla alla procedura ordinaria. Lo hanno chiesto oggi i sindaci della Val di Susa e i rappresentanti degli enti locali piemontesi alla coordinatrice del Corridoio 5 Loyola De Palacio che, a Torino, ha illustrato i risultati del rapporto sulla Tav commissionato dalla Ue.
Alla richiesta dovrà rispondere il nuovo governo, ha spiegato il presidente dell'Osservatorio sull'Alta Velocità Torino-Lione Mario Virano. Riprendere un percorso di carattere ordinario per i sindaci significa in buona sostanza avere una valutazione d'impatto ambientale sul progetto definitivo. Positivo il giudizio del prefetto del capoluogo piemontese Goffredo Sottile, oggi, ha detto, «si è ripreso un percorso di dialogo ed ora spetterà al nuovo governo proseguirlo».
Oltre un centinaio di manifestanti "no tav" hanno sostato davanti alla prefettura di Torino, dove tra l'ex commissario europeo Loyola De Palacio presentato ai sindaci della Val Susa il rapporto Ue sulla linea ad alta velocità. I manifestanti hanno innalzato uno striscione con la scritta: «ascoltateci, rispettateci, noi amiamo la Val Susa». Da Milano, Guglielmo Epifani invita a fare tutte le verifiche e ad andare avanti. «Noi - ribadisce - non siamo mai stati contro l'Alta velocità. Abbiamo sempre detto che c'erano due condizioni preliminari alla sua realizzazione: la salute delle persone e di chi lavora in quelle vallate e la partecipazione democratica. Non si può decidere sopra la testa della gente ma si deve convincerla, dialogando».
«Bisogna prendere molto sul serio i lavori dell'Osservatorio tecnico, non si può pensare che questo sia stato fatto soltanto per dare un contentino a quelli della Valsusa», dice il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, commentantando l'evolversi della discussione sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione, a margine del suo intervento per l'inaugurazione dei lavori della nuova Stazione Ferroviaria di Torino Porta Susa. A Torino c'è anche chi sostiene con forza che l'opera «non si farà».
È Alberto Perino, uno dei leader della protesta della Val Susa. Intanto Prc afferma per bocca di Patrizia Sentinelli afferma che «la nostra posizione rimane coerente al programma dell'Unione che prevede un rimando della scelta definitiva a seguito di ulteriori approfondimenti e che qualunque opzione dovrà realizzarsi con il consenso della popolazione della Valle in un percorso partecipativo che abbia la capacità di valorizzare tutte le proposte in campo».
LEGAMBIENTE TUONA: «GRAVE RIUNIONE SENZA GOVERNO»
«Gravissimo fare una riunione sull'Alta Velocità ferroviaria in Valle di Susa in assenza del governo». È quanto sostenuto oggi dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste tra i manifestanti NO Tav accorsi davanti alla prefettura di Torino
«Siamo qui per protestare - ha detto Oscar Margaira, vicepresidente di Legambiente Valsusa - perchè questa che dovrebbe essere un'analisi del progetto in realtà è una verifica degli studi fatti da Ltf. Noi avevamo chiesto a dicembre che fosse analizzato tutto il progetto della Torino-Lione. Invece loro hanno valutato solo la parte internazionale senza fare uno studio nuovo, hanno preso gli studi di Ltf e hanno detto vediamo cosa dicono. Questo è un modo di approcciare il problema che non funziona. Noi non prendiamo lo studio di un altro per farne uno nostro: prendiamo i dati e studiamo».
Margaira dopo aver ricordato che gli esperti sono stati nominati da Loyola de Palacio, ha rammentato che la De Palacio «non più membro del parlamento europeo, le è rimasto solo l'incarico di coordinatrice del progetto Torino-Lione; se lei perde questo affare perde il suo stipendio. Inoltre - ha aggiunto - gli esperti saranno anche bravissimi, ma non si incaricano gli esperti di una società sola, la Cowi, per verificare queste cosè. Secondo il vicepresidente di Legambiente Valsusa «forse l'obiettivo è quello di avventurarsi in una spesa enorme per il nostro paese, e creare problemi all'economia italiana. Ed è gravissimo che questa riunione - ha sostenuto - avvenga oggi senza l'esistenza di un governo. Al tavolo devono esserci i rappresentanti del governo nuovo, o di quello vecchio. Bisogna capire - conclude - che siamo qui per gli interessi di tutti gli italiani».

25 APRILE 1945 - 25 APRILE 2006