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A Pino Scaccia dobbiamo molto. Nelle difficili giornate di Venaus, il suo lavoro ha permesso a tanta gente di capire cosa succedeva nella nostra Valle. Non solo attraverso la televisione, anche sul suo blog ha raccontato di noi, della nostra lotta.. ![]()
Però noi in quei giorni eravamo nervosi, tesi, e… sbagliare è umano. Soprattutto in situazioni così difficili. Però a tutto si può rimediare, ad esempio dimostrando che qui prevale il buon senso. Che ne dite se lo ringraziamo? Possiamo farlo QUI.
TORINO
OLIMPIADI IL GIORNO DOPO L’ORDINANZA CHE VIETA IL PASSAGGIO DEI CAMION DELLA MULTINAZIONALE, DESTRA E SINISTRA CONDANNANO IL PRIMO CITTADINO DI RIFONDAZIONE
«Ma la Val Susa non fermerà la Coca-Cola»
Tutti contro il sindaco di Bussoleno. E Chiamparino avverte: stop alle speculazioni politiche
23/1/2006
di Massimo Numa
Isolato. Nessuno - per ora - ha seguito l’esempio del sindaco di Bussoleno Giuseppe Joannas, che ha deciso di vietare la presenza degli stand della Coca-Cola il 5 febbraio, giorno del passaggio della «fiaccola olimpica».
Sergio Chiamparino:
«Utile la presa di posizione
di Ghigo, che ha invitato a
mettere da parte
le polemiche pretestuose»
La notizia finisce su La Stampa il giorno della manifestazione «No Ponte-No Tav», e lì ci sono i colleghi di Joannas, rimasto solo con il cerino in mano. Incassa la solidarietà (a metà) soltanto da Alessandra Manina, assessore di San Giorio: «Mah, condivido quella decisione, però è un cammino da valutare». Ma nessuno ha ancora messo nero su bianco un provvedimento di quel tipo. Anzi. «Mi dissocio totalmente», taglia corto Nilo Durbiano, primo cittadino di Venaus, paese simbolo della protesta contro il progetto della ferrovia ad alta velocità. «Ma le Olimpiadi sono tutt’altra faccenda - spiega -. Sono un evento da favorire, un’opportunità per tutta la zona, la regione, l’Italia». «Ho un altro orientamento, non credo sia possibile cambiare il mondo a colpi di provvedimenti comunali - è la tesi di Sandro Plano, sindaco di Susa -. E comunque, perché predersela soltanto con la Coca-Cola? Perché non boicottare anche Sony, Nike, North Face e tante altre multinazionali?». Magari tutti i giorni dell’anno e non soltanto per i Giochi.
Nilo Durbiano, Venaus:
«Mi dissocio, le Olimpiadi
sono un evento da favorire
un’opportunità per tutta la
zona e per la Regione»
«Nessun problema con la Coca-Cola» è pronto a sottoscrivere Elisio Croce, vice sindaco di Villardora, fascia tricolore al petto e «quindici anni in prima linea contro il progetto Tav». Per molti quasi tutti gli amministratori, ferrovie ad alta velocità e Olimpiadi sono questioni diverse. Nella visione di Joannas, però, i due argomenti sono collegati.
«Vogliamo sottolineare la contraddizione di una Valle che deve essere la più bella d’Italia per 20 giorni con la situazione successiva, quando sarà sventrata e stuprata dai lavori per l’alta velocità», spiega il sindaco di Bussoleno. E rilancia l’annuncio di una speciale «accoglienza della fiaccola olimpica», con un sorrisetto che già tradisce l’intenzione di organizzare una «contro-maratona» di protesta, in compagnia dell’ala più oltranzista della protesta. Il presidente del Toroc Valentino Castellani smorza le polemiche («Per Toroc non c'è un caso Coca-Cola»), ma ci pensa il sindaco di Torino Sergio Chiamparino a fare un richiamo ad «assumersi le proprie responsabilità». E aggiunge: «Al di là delle estemporaneità di un sindaco o di un responsabile di partito che ha in uggia il colore rosso cinabro, che comunque non fanno bene alle Olimpiadi, a Torino e al Piemonte, ritengo che l’intera vicenda olimpica, a cominciare dal percorso della fiaccola, rappresenti la cartina di tornasole della capacità di tutte le forze politiche di assumersi le proprie responsabilità non tanto nei confronti del sottoscritto o di questo o quello schieramento politico, ma della città. E questa è una condizione che viene prima di qualunque opzione politica e programmatica. A questo proposito ho trovato utile la presa di posizione dell’onorevole Enzo Ghigo, che ha invitato a mettere da parte le polemiche pretestuose».
E contro Joannas e Rifondazione comunista si scaglia Agostino Ghiglia,
Sandro Plano, Susa:
«Così non si cambia il mondo.
E poi, perché non boicottare
anche le altre multinazionali?»
presidente provinciale di An: «Il prefetto Sottile deve usare tutti i poteri di cui dispone per impedire che il sindaco di Bussoleno metta in ridicolo l’immagine dell’Italia intera. Non è possibile accettare che la prepotenza ideologica e l’ottusità di un militante di Rifondazione Comunista danneggi così gravemente le Olimpiadi e l’idea che gli giornalisti ed osservatori stranieri devono farsi della nostra Regione». E ancora: «E’ pazzesco come Rifondazione comunista, prima in Comune di Torino con l’ordine del giorno anti Coca-Cola, poi con i continui blocchi dei tedofori e ora con l’assurda iniziativa del Sindaco di Bussoleno, stia danneggiando Torino e il Piemonte, nell’indifferenza della presidente della Regione e del presidente della Provincia».
C’è pure chi è pronto a offrire un’alternativa al passaggio attraverso Bussoleno: «Diamo alla Coca Cola la nostra più ampia disponibilità a venire da noi per pubblicizzare il marchio» dicono il sindaco di Giaveno Daniela Ruffino ed il capogruppo in Comune di Forza Italia, nonché parlamentare, Osvaldo Napoli.
PONTE STRETTO: SCENDE IN PIAZZA POPOLO 'NO PONTE NO TAV'
»PONTE STRETTO: ASSESSORE CALABRIA, GOVERNO CANCELLI PROGETTO
»PONTE STRETTO: 'NO PONTE NO TAV', IN 400 DALLA VAL DI SUSA
»PONTE STRETTO: DONATI, OPERA NON REGGE, ENORMI SONO I RISCHI
MESSINA - In 10 mila a Messina e in 15 mila a Susa: scende per strada, con due manifestazioni 'parallele', il popolo 'No Ponte, no Tav' per protestare contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Sfilano per strada per chiedere quello che l' eurodeputato dei Verdi, Anna Donati, chiama "il diritto della gente a difendere il proprio territorio".
Tra i promotori dell' iniziativa c' è il Wwf che ribadisce "un deciso, convinto e motivato no" al Ponte sullo Stretto invitando nuovamente il "governo a una moratoria di due mesi: una sospensione delle attività fino alla conclusione delle elezioni politiche". La responsabile della commissione Legalità del Wwf, Anna Giordano, chiede anche "il ritiro immediato di tutto lo studio di impatto ambientale". "Lo devono fare - spiega - perché è un obbligo di legge presentare un progetto che sia confacente ai dettami delle direttive europee per la tutela del territorio, come quella del 18 ottobre scorso con cui era stato chiesto all' Italia di evitare danni e perturbazioni a questa area protetta, in particolare agli uccelli".
Una tesi respinta dall' amministratore delegato della Società Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci, che replica: "per il Ponte sono state adottate molte precauzioni e metodologie realizzative che fanno del progetto un' opera all' avanguardia nel rispetto dell' ambiente e del paesaggio". "Nello Studio di impatto ambientale del ponte sullo Stretto di Messina - sottolinea Ciucci - sono contenute le analisi sullo stato dei Siti di interesse comunitario e delle Zone di protezione speciale. Gli studi - aggiunge - hanno dimostrato che l' opera non ha un' incidenza significativa sull'ecosistema esistente. Ricordo inoltre che abbiamo avviato un monitoraggio dei flussi migratori dell' Avifauna attraverso lo Stretto di Messina a personale altamente specializzato dell' Istituto nazionale della Fauna selvatica".
Ma per il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, il rischio è "l' apertura di un cantiere virtuale per scopi elettorali, gli unici che ancora insistono sul Ponte". "Credo che ormai in Italia la stragrande maggioranza dell' opinione pubblica - sostiene - abbia capito che quest' opera è inutile, perché toglierebbe soltanto soldi a cose che invece sono necessarie e utili per il Mezzogiorno". Idee condivise non solo dal popolo 'No Ponte, no Tav' ma anche dai sindaci di Messina, Francantonio Genovese, e di Villa San Giovanni, Rocco Cassone, per i quali "l' opera non è una priorità". "Questo tipo di struttura - dice Genovese - non interessa né a Messina né al Mezzogiorno è ora che la politica si impegni per creare delle vere occasioni di sviluppo per le nostre realtà". Dello stesso avviso il sindaco Cassone: "da oggi - rileva - si è costituito un ponte virtuale tra il Sud e la Val di Susa contro la realizzazione di opere che sono lontane dalle vere esigenze del territorio".
E a protestare a Messina contro la costruzione del Ponte è arrivata anche una delegazione 'No Tav'. Sono 400 circa, e tra loro c' è anche Antonio Ferentino, presidente della comunità montana della Val di Susa che segnala "i collegamenti tra il Ponte e la Tav: nessuno degli abitanti delle zone interessare li vuole".
Tra le voci in favore dell' opera arriva, invece, quella di Folco Quilici, secondo il quale "la lotta contro il Ponte è oscurantista". "Non si può immaginare - osserva - il mondo che progredisce senza impatti di questo tipo: Roma era un villaggio di briganti, prima che sotto il Campidoglio fosse realizzato il ponte sul Tevere". A favore si schiera anche il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta, che invita a riflette "sull' esigenza del fare, della sfida, della ricerca, del progresso, della crescita economica, del lavoro".
L'incontro tra No Ponte e No Tav ::
Osvaldo Pieroni e Alberto Ziparo 16 gennaio 2006
E' più che mai necessario mettere in pratica quanto Walter Benjamin auspicava ormai tre quarti di Secolo fa: "tirare il freno d'emergenza per bloccare il treno dello sviluppo". Forse senza fare...Continua a leggere
Incontro scontro a Venaus con i manifestanti
Vivace incontro - scontro ieri sera a Venaus in val Cenischia fra la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ed alcune centinaia di No Tav.
L'europarlamentare Paolo Costa presidente della Commissione ieri sera è arrivato a Venaus nel tardo pomeriggio con altri 4 componenti della stessa commisisone europea tra cui la Ds Marta Vincenzi, già presidente della provincia di Genova.
Lo scopo della visita era di incontrare il sindaco di Vrnaus Nilo Durbiano e il presidente della Comunità Montana Antonio Ferentino, per verificare lo stato dell'avanzamento dei lavori della linea internazionale della Tav.
Erano le 18 quando sono arrivati davanti al comune di Venaus, all'ingresso hanno trovato un centinaio di manifestanti con le bandiere No Tav. Dopo un breve incontro con il Sindaco Durbiano la Commissione è poi arrivata al presidio No Tav davanti al cantiere messo sotto sequestro dalla magistratura.
"L'opera è stata decisa ma ora vogliamo discutere su come sarà fatta, in conformità a quale progetto" ha affermato Paolo Costa, mentre Marta Vincezi ha sottolineato che "ci sono dati precisi che documentano il continuo aumento del trasporto delle merci.
Una crescita infinita che dobbiamo cercare di trasferire dalla gomma alla rotaia con la Tav".
Parole che hanno scatenato l'ira dei circa 300 manifestanti presenti, poi parzialmente calmati dalle parole del rappresentante dei verdi tedeschi Micael Cramer "E' un'opera inutile e troppo costosa" e subito gli ha fatto eco il portavoce del popolo di Venaus, Alberto Perino: "Di qui non passeranno mai. Se ci sono cento milioni di persone che vogliono la Tav noi siamo in 30.000 che non la vogliamo. Per fare i lavori dovranno arrestarci tutti."
All'incontro erano presenti anche i sindaci di Condove, Vale, Chianocco e Novalesa.
In serata l'eutroparlamentare Paolo Costa e gli altri componenti della commissione hanno incontrato il presidente della comunità montana Antonio Ferentino
Per un gemellaggio No Ponte No Tav
di Rete Meridionale Nuovo Municipio
Per la sovranità degli abitanti nei luoghi della nostra vita dal Nord al Sud una sola lotta: moratoria sulle grandi opere, cancellare la legge obiettivo, progettazione partecipata dei piani per le infrastrutture ed i trasporti.
Abbiamo affermato e ribadiamo che la rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa riguarda tutti coloro che amano il proprio territorio ed in particolare quanti in questi anni si oppongono alla realizzazione di inutili quanto dannose grandi opere, dalla Tav al Mose, al Ponte sullo Stretto di Messina.
Il coordinamento e le reti “No Ponte” che si battono contro la realizzazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio propongono un gemellaggio con i Comitati “No Tav” ed il coordinamento dei sindaci della Val Susa.
Il 16 gennaio a Condove si terrà un FORUM PUBBLICO dal titolo: “Federalismo Municipale Solidale, Per la Val Susa, Per uno Sviluppo Autosostenibile, Per la Difesa e la Vita della Valle”.
Il Forum è promosso dalla Comunità Montana Bassa Valle, dal Comune di Condove, dalla Re.Co.Sol., da Legambiente e Arci – Val Susa, dalla Rete del Nuovo Municipio e da Carta – Cantieri Sociali.
In questa occasione il Coordinamento delle associazioni “No ponte” e la Rete Meridionale del Nuovo Municipio saranno presenti con una delegazione per affermare una solidarietà che unisce attraverso l’intero paese le mobilitazioni e le lotte contro la devastazione del territorio, per l’affermazione della sovranità degli abitanti nei loro luoghi di vita in una prospettiva di benessere sociale equamente condiviso, solidale e sostenibile.
La rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa ha posto al centro del dibattito politico la questione della democrazia e della giustizia nel nostro paese.
Quello che si definisce un interesse particolare – sia esso delle comunità della Val Susa o di quelle dell’area dello Stretto - è invece espressione della sovranità delle popolazioni che vivono il loro territorio, reclamano la legittimità di decidere il proprio futuro e quello dei propri figli. Non è certo casuale che su questo terreno numerose realtà, non solo di lotta ma anche istituzionali, del Nord e del Sud d’Italia si trovino concordi, esprimendo concretamente un federalismo solidale, che è l’opposto della devolution leghista e del centralismo statalista. Nella lotta dei valsusini è l’affermazione di un interesse generale che si coniuga con un principio di giustizia sociale.
Il metodo nonviolento degli abitanti della Valsusa prefigura già il fine della decrescita in una prospettiva locale autosostenibile e di
rispetto del patrimonio naturale ed in questo si riconoscono le realtà che in Calabria ed in Sicilia si oppongono alla devastazione dell’area dello Stretto di Messina.
Dire no alle grandi opere devastatrici e progettare un futuro di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale significa oggi resistere alle aggressioni che l’attuale governo perpetra con violenza nei confronti del territorio e chiedere all’Unione, che prepara il futuro governo, non soltanto di annullare la legge “obiettivo”, ma di ridiscutere con le popolazioni interessate l’intera programmazione infrastrutturale, il piano dei trasporti, il piano energetico, l’assetto complessivo del territorio.
Questo comporta che, a partire dalle Regioni dove governa il centro-sinistra, si ponga fine subito ad atti e politiche che, invece, avallano e assecondano l'iter autorizzativo dei progetti preliminari e le procedure accelerate e semplificate approvate in questa legislatura, per realizzare opere su cui si registrano ampie aree di dissenso sul territorio. Sono i casi delle varie tratte ad Av in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, dei corridoi autostradali tirrenici in Toscana e nel Lazio e del passante autostradale Nord di Bologna.
Non accettiamo che avvengano scambi e contrattazioni del tipo “se non facciamo il ponte, facciamo però la TAV ed il Mose; se non facciamo il nucleare, facciamo però le centrali a carbone…”
L'ampio consenso che si registra attorno alle contestazioni del progetto dell'Alta Velocità, in Val Susa, e dei cittadini dell'area dello Stretto di Messina contro il ponte impone che venga subito inserita nell'agenda politico-istituzionale del Paese la questione di una moratoria nazionale.
Il programma delle infrastrutture strategiche va subito bloccato perché presenta un elenco infinito di opere (235 opere e 531 progetti), che non risponde ad alcuna logica pianificatoria ed eco-territoriale e perché inoltre è insostenibile e inattuabile dal punto di vista economico-finanziario, con i suoi 264 miliardi di euro di costi stimati.
All’indomani dell’insediamento del nuovo governo dovranno partire i nuovi piani territoriali, energetici e dei trasporti sostenibili discussi con gli abitanti coinvolti secondo un principio di democrazia partecipativa. Sin quando decisioni condivise non siano prese la scelta più saggia dovrà essere la moratoria di lavori, interventi e progetti.
Ciò che oggi avviene in Val di Susa è un fatto che riguarda tutta la nazione, perché è in gioco il modello di sviluppo che si vuole perseguire. La lotta della Val di Susa è la stessa lotta contro il Ponte di Messina, contro gli inceneritori, contro le centrali nucleari; è lo stesso impegno di chi vuole rallentare, di chi ha iniziato a dare retta ai segnali di crisi del pianeta, di chi propone un futuro sobrio, di chi fa i conti con le risorse limitate e pensa che tutti gli uomini abbiano diritto a godere di ciò che la terra offre.
La nostra solidarietà agli abitanti ed ai sindaci della Val Susa si concretizza nell’impegno ad estendere e rafforzare le nostre lotte, a collegarle ai molteplici conflitti territoriali che attraversano il nostro paese, senza per questo perdere i caratteri, le specificità e l’autonomia di ogni esperienza locale, in una reciprocità di presenze che la nostra delegazione a Condove vuole significare e nell’invito rivolto agli amici valsusini a partecipare alla grande manifestazione per la salvaguardia dello Stretto che avrà luogo a Messina il 22 gennaio.
NO PONTE – NO TAV
COORDINAMENTO NO PONTE
RETE MERIDIONALE DEL NUOVO MUNICIPIO.