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Auguri Notav !!!
Venerdi 30 dicembre '05 e 6 gennaio '06 ore 20.30 Videocommunity manda in onda su Videogruppo:
"NO TAV: cronache a bassa velocità"
due puntate sul tema NoTav reAttraverso la semplice sequenza cronologica di spezzoni di girato, il racconto dei momenti più significativi di crescita, confronto, partecipazione e solidarietà.
Un puzzle costruito dal basso, con il linguaggio della presa diretta, per far conoscere in modo più approfondito e veritiero, rispetto a quanto fatto dai mass-media, il movimento notav.alizzate con il contributo dei videoamatori e filmakers che hanno aderito all'iniziativa.
Prima puntata - venerdì 30 gennaio ore 20,30 (dalla battaglia del Seghino al 17 dicembre)
Seconda puntata - venerdì 6 gennaio, ore 20,30 (gli antefatti)
Per Informazioni:
www.videocommunity.net
videocommunity@videocommunity.net
Su nessuno tv, Nessuno Docs, questa sera alle 22.00 Manifestazione No Tav-Torino. Oltre trentamila persone in piazza alla manifestazione No Tav svoltasi a Torino nel parco periferico della Pellerina. Tanti gli applausi che hanno accolto gli interventi di Marco Paolini, Beppe Grillo, Dario Fo, Franca Rame e infine Marco Travaglio.Oltre ai sindaci della Valsusa era presente, per la prima volta, anche ad una delegazione dei loro colleghi francesi della Maurienne, la regione immediatamemte al di là delle Alpi
Per seguire la trasmissione
SUL SATELLITE: oltre al canale 890 di Sky, chiunque può vedere NessunoTV su Hot Bird 3, trasponder 72 Frequenza 12.149 Polarizzazione verticale FEC ¾ Sym 27500
IN STREAMING (test): guarda NessunoTV utilizzando il p2p streaming (scarica il software - guarda NessunoTV) sito www.nessuno.tv"
"Giampaolo Pansa, nel suo bestiario ha scritto:
La presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, dei Ds, sostiene di no. Ho sott'occhio una sua intervista, molto netta e drammatica, concessa a Carlo Brambilla dell''Unità' e pubblicata il 7 dicembre. Dice: in Val di Susa "ha prevalso negativamente l'autoconvincimento che poggia su paure infondate. C'è chi va in giro a raccontare che moriranno tutti di uranio, di amianto e cose così. L'uranio e l'amianto non ci sono. Sono pronta a scommettere con chiunque. Nella valle gira gente che mente sapendo di mentire, e c'è chi ci crede".
Qui il documento della Regione piemonte dove invece si afferma che il problema esiste in modo molto dettagliato e che sbugiarda Madama Bresso! Il documento è una presentazione di powerpoint e nelle ultime pagine parla delle serpentiniti. Ci vuole un po' di tempo per visualizzarlo ma ne vale la pena; è il documento completo che parla dello smarino della gronda merci nel suo complesso. Valutate voi con chi abbiamo a che fare!!!!!!!!!
Qui invece il dettaglio di tutta la documentazione ufficiale regionale!
da www.notav.it
RASSEGNA STAMPA
La velocità e il progresso
Beppe Grillo è convinto che la Val di Susa “stia diventando un simbolo, un faro, che rappresenta lo scollamento tra le istituzioni e i cittadini, cioè il fallimento totale della politica”. Il progresso, aggiunge, è far girare le informazioni, non le cose. E’ quanto afferma ai microfoni di “Repubblica Radio”.
Soffermandosi sui manifestanti, sottolinea che “vogliono esistere, prima di tutto, vogliono esserci, vogliono un’economia che tenga conto della loro vita”. Fa anche un’altra affermazione significativa su poliziotti, vigili e carabinieri: “Sono ragazzi sottopagati, devono spesso obbedire a ordini senza senso. Trattiamoli bene”. E qui fa eco alle famose posizioni di Pier Paolo Pasolini.
Un episodio d’intolleranza
Il “Corriere della Sera” pubblica una serie di prese di posizione sull’aggressione al leghista Mario Borghezio. Il presidente della Camera Pier Francesco Casini afferma: “Pochi politici sono distanti dalle mie idee come Borghezio, ma non posso accettare un episodio d’intolleranza”.
E il sindaco di Torino Sergio Chiamparino: “Esprimo ferma condanna del gesto e piena solidarietà a Borghezio, le cui posizioni sulla Tav sono simili a quelle di chi l’ha aggredito”.
Paolo Cento, deputato dei Verdi: “Il centrodestra strumentalizza l’aggressione con l’obiettivo di fuggire dal merito del danno ambientale e sociale provocato dalla Tav”.
No al sogno dei faraoni
In un’intervista ad Alessandra Mangiarotti del “Corriere della Sera”, l’attore Marco Paolini si pone in una posizione un po’ diversa da chi dice, senza tentennamenti, no-Tav. Infatti, afferma: “Non si può ridurre tutto a sì-Tav e no-Tav. Io dico ‘per’ un modello di sviluppo diverso. Da cittadino mediamente informato, sono venuto a Torino con enorme rispetto, ma senza voler prendere posizioni. Perché non vivo in Val di Susa e non voglio fare da testimonial a nessuno”. Poi sottolinea che “dietro il Ponte di Messina vede il sogno dei faraoni”, mentre dietro la Tav vede qualcosa che va al di là del progetto. “Non basta dire quello che serve per fare bello il Paese”. Ma ci si può limitare a dire di no e basta? Paolini non è il no pregiudiziale alle grandi opere. Cerca alternative. “Ci sono il sì, il no e il come”. Dice di no ai sogni dei faraoni e di sì a scelte condivise.
Si poteva fare di più
Eugenio Scalfari, rispondendo a un lettore del “Venerdì di Repubblica”, ricorda “che di questa questione si cominciò a parlare quindici anni fa”. “E’ vero – rileva – che si tratta di problemi molto complessi basati anche su previsioni economiche e trasportistiche, delle quali è difficile verificare con assoluta certezza l’attendibilità. Tuttavia in quindici anni forse si poteva fare di più per quanto riguarda l’analisi dei punti in contestazione. Potevano fare di più i governi, le istituzioni regionali e locali che si sono succedute in un tempo così lungo”. E si chiede, infine, perché ci si è svegliati soltanto adesso “quando gli accordi con le autorità europee e con la controparte francese sono arrivati al momento dell’esecuzione”.
Dal blog di grillo
Ieri, una bella giornata di sole a Torino.
La gente in corteo (50.000, 100.000?), tanta, tantissima, era felice come possono esserlo i bambini in gita.
Nessun incidente, nessuna vetrina rotta, nulla di nulla.
Solo volontà di partecipazione.
La gente era contenta anche perché i dipendenti locali Chiamparino, Bresso e Fassino avevano preso un giorno di vacanza per paura di essere licenziati sui due piedi.
Del resto Chiamparino lo aveva detto all’inizio della settimana:
“Una cosa deve essere chiara. Ho chiesto e chiedo di nuovo che la marcia di Torino non si faccia”
“La TAV non mi vede soltanto tra i suoi sostenitori, diventerà un punto base della mia campagna elettorale”
Come poteva presentarsi dopo queste bestialità di fronte ai suoi datori di lavoro e prossimi suoi ex elettori?
Ma questo è un infiltrato di Forza Italia!
Ieri si è dimostrato che i problemi della Val di Susa sono nazionali, non locali. E che siamo tutti valsusini.
La Val di Susa è un punto di partenza per un cambiamento del nostro Paese dal marciume in cui è sprofondato.
Lo ripeto:
“1, 100, 1000 Val di Susa”.
Mi spiace per il dipendente Borghezio malmenato su un treno. Devo dargli atto che è stato l’unico del Polo a recarsi in Val di Susa nei giorni scorsi senza scorta. Ma, al posto di una inutile violenza, era sufficiente prendergli le impronte dei piedi.
Io ho un dubbio: forse lo hanno colpito dei leghisti incazzati per aver perso i loro soldi dalla banca CredieuroNord, la stessa che Fiorani ha cercato di salvare.
Ps: In Piemonte si sta per compiere un altro scempio. Meno importante della TAV in Val di Susa, ma altrettanto simbolico.
In un’area ancora intatta del Canavese, di fronte al Castello di Masino, da tempo il FAI sta cercando di impedire la costruzione di Mediapolis: un’area commerciale e un parco a tema.
Ne avevo già scritto alcuni mesi fa.
Invito tutti coloro che hanno informazioni e documenti su Mediapolis ad inviarle alla mail del blog.

Torino, Pellerina; la ragazza davanti a me "Grazie ministro Lunardi per averci portato in un colpo solo senza staccare biglietto Dario Fo con Franca Rame, Beppe Grillo e Marco Paolini". La prossima volta però non se ne prenda il disturbo, lo paghiamo volentieri un biglietto. Lo paghiamo volentieri anche per prendere quel treno che lei definisce lento per andare a spasso nella nostra valle. Sono più belle le nostre montagne, sa signor ministro, con la neve che ancora cade senza fretta. E vanno gustate piano, s'impara meglio a riconoscere il cambio di vegetazione. Sa signor ministro che Kundera dice che parlare di lentezza è parlare di memoria e parlare di memoria significa parlare di tutto? ecco, noi ci siamo un po' arrabbiati perché vorremmo che se non proprio tutto qualcosa rimanesse ai nostri figli. Da parte mia però grazie per averci messo un'altra volta alla prova, per farci e fare capire che qualche scintilla di quella democrazia semplice, fatta ed esportata nelle piazze o nei parchi con le sole armi intelligenti delle gambe e della voce per gridare un dui tre sarà düra, quella scintilla dicevo c'è ancora. Ah, oggi con noi c'era anche Luca Mercalli, ha previsto un calo della temperatura da queste parti per domani. Si copra bene, prima o poi noi speriamo che tiri un'aria diversa. Non solo domani. Non solo in val di Susa.

Manifestazione del 17 dicembre
I Comitati invitano tutti i cittadini che vogliono sfilare con loro a portarsi in testa al corteo dove troveranno i diversi striscioni compreso quello del comitato NOTAV-Torino.
Il corteo sarà chiuso dal "servizio d'ordine e pulizia" che garantirà la raccolta dei rifiuti.
*Si conferma il concentramento dalle ore 13 per poter partire, arrivati tutti i treni, dopo un ora circa. L'obbiettivo è raggiungere la Pellerina intorno alle 15.30-16.00. Questo perchè è l'orario in cui inizierà Beppe Grillo.
*Domani ci sarà una dichiarazione congiunta comitati-amministrazioni valsusine dove si presenterà la giornata come giornata di lotta unitaria per sgombrare il campo da qualsiasi opinione e informazione che vada in altro senso.
*Gli arrivi dei treni che ho avuto ( facciamo circolare altre informazioni se le abbiamo) sono:
FIRENZE-PISA-GENOVA porta nuova ore h12.55
NORD EST/MILANO porta susa ore 13 porta nuova h 13.10
MILANO secondo treno porta susa h.14
ROMA-NAPOLI-SALERNO porta nuova h 8.20
*Ci saranno delle navette per portare i manifestanti al concentramento e poi dalla Pellerina alla stazione ( c'è l'assenso ma è ancora da organizzare bene)
*Non c'è stato un manifesto comune a tutti quindi stanno uscendo vari manifesti già affissi per la città
Per raggiungere la pellerina con i mezzi pubblici, chi viene dalla valle in treno può scendere ad Alpignano, da qui prendere la linea 32 di fronte alla stazione. dopo 20min circa fa la fermata proprio davanti alla pellerina. Altrimenti, volendo raggiungere porta susa per il corteo, si scende dal 32 all'altezza delle Vallette da qui coincidenza con la linea 59 proveniente da Druento con fermata a porta susa.
Manganellate in Val di Susa, alla fine Pisanu si scusa Poi cerca di pretendere lo stesso da chi ha solo difeso la propria casa. «Ma scuse egualmente sentite - ha proseguito - mi attendo da quanti hanno costretto gli uomini della polizia di Stato e dell'arma dei carabinieri ad affrontare massacranti turni di lavoro e subire ogni sorta di aggressione verbale e fisica». Dopo le scuse, torna a ripetere il tormentone degli “anarchici insurrezionalisti”: i «confini tra manifestanti pacifici e gruppi eversivi sono caduti», ha detto il ministro dell'interno. «Nella fase conclusiva della manifestazione - ha continuato Pisanu nella sua astrusa ipotesi - la commistione fra gli uni e gli altri è arrivata a tal punto da indurre le forze dell'ordine a rinunciare alla difesa del cantiere di Venaus per evitare incidenti di imprevedibile gravità». Quali fossero i rischi, secondo il ministro, «lo dimostrano i 17 tra feriti e contusi delle forze dell'ordine, nonché le devastazioni subite dal cantiere Tav e dai mezzi della polizia e dei carabinieri». Ma i danni e i contusi sono avvenuti perché i manifestanti del presidio sono stati caricati dalle stesse forze dell’ordine, che hanno preso a manganellate anche gli anziani, mandandone 15 all’ospedale. Ma questo Pisanu, non lo ha detto.
di red.
Giuseppe Pisanu si presenta in Parlamento. E alla fine si scusa con la Val di Susa. La protesta no Tav dell'8 dicembre scorso «è andata ben oltre la prevedibile veemenza», ammette il ministro. «Non ho alcuna difficoltà a scusarmi con i cittadini pacifici della Val di Susa che hanno subito danni fisici in occasione dello sgombero del cantiere di Venaus», ha detto il ministro dell'Interno nel corso della sua informativa sugli incidenti davanti alle commissioni congiunte Affari Costituzionali di Camera e Senato.
NO TAV
La Val di Susa ha vinto
MARCO REVELLI
Credo che ora lo si possa dire. Anzi, lo si debba dire ben forte: la Val di Susa ha vinto. Ha vinto su tutta la linea, forse addirittura oltre la percezione che i protagonisti stessi di quella vittoria ne hanno. Ha vinto innanzitutto sul piano culturale. Di quello che si chiama il «comune sentire». In questo mese di passione ha ribaltato d'un colpo la percezione del problema. Ha conquistato un'opinione pubblica solitamente sonnolenta e pigra, richiamata da quei «montanari testardi», di poche parole, alla concretezza di ragioni e verità prima inascoltate
Difficile dire quando questo sia avvenuto: se con l'adesione davvero unanime di tutta la valle allo sciopero generale del 16 novembre. O con la civilissima e compatta risposta del 30, quando sui prati di Venaus la folla multicolore ridicolizzò l'occupazione notturna da parte delle truppe delle ruspe, e tenne a distanza i pretoriani della Cmc. O dopo la mattanza squadrista della notte del 6 dicembre, e grazie alla risposta di un intero territorio offeso. Sta di fatto che quando l'8 sono tornati in 50.000 a riprendersi i territori sottratti, la retorica dello sviluppismo senza argomenti (quella dell' «Europa lo vuole», e del «progresso passa di qui, toglietevi di mezzo») si era già sciolta come neve al sole. E alla favola bella della modernità osteggiata da pochi nostalgici villani egoisticamente aggrappati al loro giardino di casa credevano ormai in pochi, per lo meno fuori dalle redazioni dei grandi quotidiani nazionali e dalle sedi della politica lobbistica. In tanti, ma davvero in tanti (si veda il sondaggio del Corriere), hanno incominciato a pensare che l'interesse generale, il «bene comune» (non diciamo l'«interesse nazionale», che è espressione antipatica) non abitasse nei palazzi dei decisori pubblici, dal Quirinale giù giù fino a Palazzo Lascaris e al Comune di Torino, ma stesse lassù, in quelle strade e piazze e municipi di montagna. Non era scontato, che la gigantesca macchina della manipolazione venisse inceppata. E' successo, ed è un punto fermo da cui partire. La Val Susa ha vinto poi sul piano sociale. Le loro ragioni si sono affermate perché gli è riuscito il miracolo di dar voce e forma a un intero territorio. Non ristrette avanguardie aggressive e irsute. Non linguaggi gergali. Ma «persone» capaci di mettere in gioco se stesse, col proprio linguaggio naturale, la rete delle proprie relazioni quotidiane, i sentimenti comuni, e vorrei aggiungere «sereni» (anche nella rabbia, anche nell'invettiva), come forse può avvenire ormai solo fuori dall'atmosfera avvelenata delle aree metropolitane, segnate dal rancore e dalla frustrazione, in una «valle», appunto, in una rete di paesi e villaggi in cui ci si conosce e riconosce all'istante, e non funziona il lavoro inquinante della comunicazione mediatica e della politica ridotta a simboli.
Ma la Val Susa ha vinto persino sul piano politico. Quello più viscido. Più lontano, e più difficile da permeare, barricato com'è nei propri dogmi e nella propria arroganza. Non ci facciamo illusioni: le proveranno tutte (è il loro mestiere), governanti di destra e (futuri?) governanti di sinistra, per realizzare comunque il loro progetto trasversale (la Tav senza se e senza ma). Non sono gente da fermarsi davanti alle ragioni, per buone che esse siano. Tenteranno di corrompere e di dividere. Hanno denaro e potere in abbondanza. Cercheranno, passata la festa, di gabbare lo santo, e superato il capo delle tempeste delle Olimpiadi torneranno ad agitare i loro big sticks e a risalire la valle con le ruspe. Manovreranno «tavoli» e «osservatori» (uno sport che sanno praticare benissimo), forti di complicità amplissime nel mondo dei media. Ma il tempo guadagnato lavora per noi, a condizione che la Val Susa sappia salvaguardare il bene più prezioso che ha accumulato nei mesi passati: la propria unità. Quell'intreccio tra sindaci, comitati, popolazione (compresi i ragazzi dei centri sociali) che ha permesso di vincere.
Quel tempo potrà essere impiegato per consolidare un'adesione alle ragioni generali di quella lotta che è ormai estesa ben al di là dei confini della valle. Non solo a Torino, dove il discorso ha già «sfondato» (le centinaia di persone che affollavano sabato scorso la Camera del lavoro per il Convegno No-Tav, contrapposte alle 40 che ascoltavano nelle stesse ore le perorazioni Pro-Tav del sindaco Chiamparino, ne sono il segno tangibile). E dove le iniziative di sabato prossimo dovranno essere quello che appunto si propongono di essere, una grande festa. Ma anche e soprattutto nel resto d'Italia, dove le orecchie capaci di intendere sono ormai tante. E dove si potranno raccogliere le energie per resistere anche a primavera. (marco revelli)
*Si conferma il concentramento dalle ore 13 per poter partire, arrivati tutti i treni, dopo un ora circa. L'obbiettivo è raggiungere la Pellerina intorno alle 15.30-16.00. Questo perchè è l'orario in cui inizierà Beppe Grillo.
*Domani ci sarà una dichiarazione congiunta comitati-amministrazioni valsusine dove si presenterà la giornata come giornata di lotta unitaria per sgombrare il campo da qualsiasi opinione e informazione che vada in altro senso.
*Gli arrivi dei treni che ho avuto ( facciamo circolare altre informazioni se le abbiamo) sono:
FIRENZE-PISA-GENOVA porta nuova ore h12.55
NORD EST/MILANO porta susa ore 13 porta nuova h 13.10
MILANO secondo treno porta susa h.14
ROMA-NAPOLI-SALERNO porta nuova h 8.20
*Ci saranno delle navette per portare i manifestanti al concentramento e poi dalla Pellerina alla stazione ( c'è l'assenso ma è ancora da organizzare bene)
*Non c'è stato un manifesto comune a tutti quindi stanno uscendo vari manifesti già affissi per la città
Per raggiungere la pellerina con i mezzi pubblici, xchi viene dalla valle in treno puo scendere ad Alpignano, da qui prendere la linea 32 di fronte alla stazione. dopo 20min circa fa la fermata proprio davanti alla pellerina. Altrimenti, volendo raggiungere porta susa per il corteo, si scende dal 32 all'altezza delle Vallette da qui coincidenza con la linea 59 proveniente da Druento con fermata a porta susa.

Tutti siamo più felici se le merci possono circolare inquinando di meno...
ma al Governo che ci parla continuamente dei suoi sforzi immani per far passare le merci su rotaia, è bene rinfrescare la memoria...
Questo è quanto dichiarava Paolo Uggè sottosegretario ai trasporti nell'intervista al settimanale Panorama del 29/07/2004, riportata anche sul documento "adesso o mai più" scaricabile dal sito http://www.legambientevalsusa.it
Il Sottosegretario ai trasporti Paolo Uggè, intervistato spiega come il governo intende favorire il trasporto per ferrovia. “Far circolare meno camion e più treni merci? In realtà è un’utopia”. Paolo Uggè, Sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi, ed ex segretario generale di Conftrasporto, il settore della Confindustria che riunisce gli autotrasportatori continua: ”Tutta la produzione moderna si basa sul principio del Just in time, cioè del produrre merci su ordinazione e consegnarle il prima possibile, evitando di tenere in magazzino le merci finite e le materie prime.
Per questo occorre una flessibilità che le ferrovie non possono garantire, mentre i camionisti sì. Nel paese viaggia su camion il 67 per cento delle merci, la media europea è del 65 per cento, quindi pochissimo inferiore”.
Manifestazione no tav del 17 dicembre
L’assemblea del popolo no tav riunitasi a Bussoleno il 12 dicembre 2005 alle ore 18 all’unanimità ha indetto una giornata di lotta che comincerà alle ore 14 con concentramento alla stazione di porta susa da cui partirà alle ore 15 il corteo in direzione del parco della Pellerina, dove è previsto uno happening no tav con diverse figure dello spettacolo.
Determinati e pacifici porteremo a Torino le ragioni del no tav.
Il movimento no tav
I delegati della Federazione dei lavoratori della conoscenza (ex-Cgil scuola), riuniti il 12 Dicembre 2005 a Torino in occasione del Congresso di costituzione, esprimono il loro pieno appoggio alla... -
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11-Dic-2005 - Assemblea di Bussoleno sulla proposta del Governo
Vorrei fare una premessa, perchè su questa vicenda, come ormai accade con regolarità, parecchi telegiornali e giornali hanno detto e scritto una certa quantità di inesattezze (vuoi per disinformazione, vuoi per volontà politica di far passare questo "Tavolo di palazzo Chigi" per quello che non è). Innanzitutto quello che viene definito come un "accordo" (anche da parte dello stesso Silvio Berlusconi) non è un accordo in quanto non è stato firmato nè dai Sindaci della valle nè dalle comunità montane. Si tratta semplicemente di una "proposta" da parte del Governo, firmata dal governo stesso, dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino, dal presidente della provincia di Torino Antonio Saitta e dal presidente delle regione Piemonte Mercedes Bresso (nessuna novità, sono le stesse istituzioni che sono già da tempo schierate apertamente a favore dell'opera). Questa "proposta", così com'è, è inaccettabile e quindi non verrà firmata (come confermato da Antonio Ferrentino). Nei prossimi giorni si valuteranno gli emendamenti da aggiungere e poi verrà rimandata al Governo. Di per sè la manovra del Governo appare unicamente come un tentativo di assicurarsi Olimpiadi tranquille e ricominciare tra 6 mesi da dove hanno lasciato (magari anche con gli stessi metodi...). Indendiamoci, qui nessuno vuole arrivare al punto di boicottare le olimpiadi. Ci rimetterebbero tutti, lo stato, l'italia e soprattutto l'alta Valle di Susa, per la quale le olimpiadi sono sicuramente una grossa opportunità. Ma ci rimetterebbe anche il movimento NOTAV che si ritroverebbe con una valle spaccata in due parti, cosa che nessuno vuole. Questo non vuol dire che durante le Olimpiadi la lotta NOTAV non si fara' sentire... ma nella legalità e nei modi che saranno consoni all'evento.
Ma vediamo i 5 punti della proposta (http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=26854) :
1) Istituzionalizzazione del "Tavolo di Palazzo Chigi", integrato rispetto all'odierna composizione ed esteso al rappresentante del Coordinatore della Commissione Europea e alla Gronda di Torino;
2) rilancio e potenziamento dell'Osservatorio, già istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, esteso ai Ministeri della Salute, dell'Ambiente e delle Politiche Comunitarie, aperto agli esperti delle diverse competenze e affidato alla responsabilità di una personalità di alto prestigio e di riconosciuta competenza professionale. Sarà questo il luogo di confronto per tutti gli approfondimenti di carattere ambientale, sanitario ed economico, anche per dare risposta alle preoccupazioni espresse dalle popolazioni della Valle;
E già qui sorgono i primi problemi in quanto l'osservatorio ha lo scopo di valutare come debba essere fatta l'opera e non se l'opera debba essere fatta (e il significato è molto diverso).
3) riconoscimento e rispetto del sito già identificato e consegna del cantiere alla società LTF;
Qui è da vedere cosa si intende per riconoscimento... perchè se si riconosce il cantiere si riconosce di fatto l'opera (o meglio il tunnel esplorativo) come legittimo, cosa che non pensiamo.
4) immediato avvio di una straordinaria procedura VIA per la galleria di prospezione di Venaus;
La procedura di VIA non è affatto straodinaria, ma in tutta la comunità europea è una procedura ordinaria che la "legge obiettivo" ha cercato di eliminare in italia (e se ne vedono i risultati...) per poter "aprire i cantieri", frase che sta tanto cara ad alcuni. Poi se i cantieri si aprono ma non si sa quando e se mai chiuderanno pare non importare...
5) i lavori di scavo della galleria di prospezione inizieranno solo al termine di tale procedura e dopo che l'Osservatorio avrà presentato la sua relazione conclusiva al "Tavolo di Palazzo Chigi"
E qui e' la ciliegina sulla torta. I lavori inizieranno comunque in ogni caso, frase che da sola delegittima di fatto la valutazione di impatto ambientale ed economico. In pratica qualunque sia l'esito della valutazione l'opera si fa lo stesso, e così com'era prevista. E questa dovrebbe essere una proposta "accettabile" ?
L'assemblea di Bussoleno
IL GIORNO 17 SI TERRÀ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A TORINO. ALLE ORE 14 CI SARÀ IL RITROVO ALLA STAZIONE P.SUSA. ALLE ORE 15 PARTENZA CON DESTINAZIONE PARCO DELLA PELLERINA DOVE CI SARÀ IL DISCORSO FINALE CON LA PARTECIPAZIONE DI DARIO FO, BEPPE GRILLO E MARCO PAOLINI.
Situazione delicata in Val di Susa. L’incontro di Roma sta dividendo i valligiani. Ci sono i possibilisti e quelli che hanno una sola parola in bocca: no Tav. A ogni costo.
UNA PAUSA OPPORTUNA
“C’è da sperare – scrive Giuseppe Berta sulla “Stampa” – che la pausa decisa per approfondire la questione della Tav e per ripristinare una sede di confronto con la amministrazioni locali della Val di Susa valga a ristabilire procedure e forme di contatto che la settimana scorsa erano parse a rischio di saltare totalmente”. Non si tratta soltanto, rileva, di non compromettere lo svolgimento delle Olimpiadi e neanche di riparare alla crisi di mediazione politica e di negoziato sociale emersa in maniera clamorosa dopo i fatti di Venaus e l’imponente schieramento di polizia che ha preso forma attorno ai cantieri. E’ evidente, invece, “che la pausa dovrà servire a rimediare a carenze e ritardi vistosi, che hanno esasperato un conflitto locale da affrontare e gestire con tutt’altro metodo”.
“La vicenda della Val di Susa – afferma ancora Giuseppe Berta – dovrebbe avere insegnato qualcosa, a questo punto, a Roma ma anche a Torino”.
LA TREGUA RAGIONEVOLE
La tregua, maturata nell’incontro a palazzo Chigi tra i sindaci della Val di Susa, è una soluzione ragionevole e opportuna. Lo afferma Giovanni Valentini sulla “Repubblica”. Non solo perché contempla il rinvio degli scavi e consente, quindi, di placare la protesta popolare (alla vigilia delle Olimpiadi della neve), ma anche perché permette d’isolare i facinorosi e gli estremisti e di effettuare “ulteriori approfondimenti d’ordine ambientale, economico e sanitario, prima di dare inizio ai lavori”. “La vicenda della Val di Susa – afferma ancora Giuseppe Berta – dovrebbe avere insegnato qualcosa, a questo punto, a Roma ma anche a Torino”.

10 anni fa (il 10 dicembre 1995) Bonvi ci lasciava. Chissà se proprio così Franco Bonvicini, avrebbe rappresentato (se li avesse disegnati) gli avvenimenti di questi giorni sulla TAV. Il mio è stato un “divertissement” e un tributo deferente da lettore e incallito fan del babbo di Nick Carter, Sturmtruppen, Cattivik. Il Genio anarcoide diede vita con Governi e De Maria a “Gulp!” e i fumetti in tv, provocando in noi, ragazzini di ieri, i primi turbamenti amorosi di massa verso l’arte del fumetto.
IL SECOLO XIX 27/11/2005 - La Chambre (Savoia). Denis Bertino: «Decidiamo all'inizio dell'anno nuovo». E se i francesi della Maurienne decidono che le promesse non sono state mantenute, l'alta velocità rischia di impantanarsi anche al di là delle Alpi, dove finora tutto era filato liscio. Denis Bertino è il portavoce di Intercommunale, l'associazione che è nata e cresciuta per sorvegliare il progetto della Tav. Ieri pomeriggio, in una saletta del municipio di La Chambre prestata agli ambientalisti sul sentiero di guerra, ha parlato per primo: «I segnali sono che il tunnel non si fa più. Se a gennaio non ci convincono del contrario, la Lione-Torino non avanza di un metro».
dal nostro inviato PAOLO CRECCHI - 27/11/2005 - La Savoia come la Val di Susa «Bloccheremo l'alta velocità»
Sarebbe un aiuto insperato, per i dirimpettai ribelli della Val di Susa, e la conferma che non ci si può fidare neppure dei politici francesi. Perché sul versante d'Oltralpe la linea dell'alta velocità aveva ottenuto l'appoggio di tutti, ecologisti compresi, dietro la garanzia che fosse completamente interrata. E dunque non si vedesse e non inquinasse, e non disturbasse le rosse mucche di razza Limousine al pascolo e gli stagionatori del formaggio Beaufort, i villaggi del turismo invernale, gli artigiani del vetro e del ferro, i viticoltori, i proprietari delle seconde case che si rifugiano qui a trascorrere il weekend.
Annie Collombet, presidente di Vivre en Maurienne che rappresenta istanze ambientaliste più ampie, non legate solo alla questione della Tav: «Stava andando tutto troppo bene. In cambio del sì alla Lione-Torino avevamo chiesto che non si deturpasse il paesaggio e soprattutto che fossero tolti i camion dalla strada. Come? Con un pedaggio supplementare, una tassa capace di sconfiggere la lobby del trasporto su gomma. Grande disponibilità, all'inizio. Poi sono cominciati i lavori».
Mille metri già scavati a Le Bourget, paesino arroccato alle pendici del Moncenisio. Aperti i cantieri di La Praz e Saint Michel, sopra l'alveo del fiume L'Arc, acque chiare e tumultuose dove nuotano salmerini, temoli e trote fario. Debitamente avvertito monsieur André Flamyer, proprietario del Dorhotel di Saint-Jean- de-Maurienne: il suo albergo «climatizzato e cablato», proprio in faccia alle creste del monte Sappet, dovrà essere abbattuto assieme a due palazzi per fare spazio alla nuova stazione ferroviaria. «Non è stato ancora deciso niente: ma in caso contrario, mi pagheranno bene».
È stata la politica degli indennizzi, finora, a risultare vincente. Centinaia di migliaia di euro ai privati e alle amministrazioni comunali, perché in Francia le imprese impegnate nelle grandi opere devono versare la cosiddetta «taxe professionelle», una sorta di affitto per i terreni impegnati.
François Gravier, sindaco aggiunto di Modane: «Milionari non saremo mai, ma ora abbiamo quanto basta per cambiare faccia ai nostri paesi. Scuole, strade, ospedali, tutta la valle trarrà giovamento dall'alta velocità. Forse in Italia non è così, oppure i vantaggi non sono stati illustrati bene: per quello che ne so, anche i comuni piemontesi dovrebbero essere indennizzati».
Metteteci che l'Alta Savoia è attraversata da un'autostrada e da una statale frequentatissime, con gli svincoli talmente vicini alle case che nemmeno in Italia. Rumore, inquinamento, impatto ambientale devastante: «Perciò - ricorda Bertino - quando ci hanno proposto il tunnel ci siamo subito dichiarati favorevoli. Noi e gli altri ecologisti, tutti insieme, perché bisogna imparare a governare il progresso e a non dire sempre e solo di no. Ma non vorremmo essere caduti in una trappola».
In questi giorni La Chambre e i paesi vicini sono tappezzati di striscioni bianchi e rossi, «Tutto nel tunnel!», e quelli più lunghi spiegano anche cosa deve viaggiare sottoterra: le merci, i passeggeri, i camion che con la Lione-Torino potranno essere caricati sui vagoni e sbarcati in prossimità della destinazione. Gli ecologisti hanno smesso presto di cavalcare un'indubbia verità, e cioè che l'attuale linea da e per l'Italia è sottoutilizzata: dieci milioni di tonnellate di merci l'anno, via ferrovia, mentre potrebbero essere quaranta. Di fronte alla prospettiva di togliere dalla strada 2 milioni e 600 mila veicoli, la Tav è stata accettata e persino benedetta: «Ma se ci hanno imbrogliato, ci sentiranno. Per i primi di gennaio è convocata l'assemblea dei comitati savoiardi...».
Minacce neppure velate. Del resto, non è che l'apertura dei cantieri sia stata indolore, e che l'ambiente montano non abbia avuto contraccolpi. Ieri, a Le Bourget, una squadra lavorava malgrado la giornata semifestiva sotto gli occhi indagatori del consigliere comunale Giovanni Parmier, inviato dal sindaco Henry Ratel a controllare lo scavo: «Per adesso ci abbiamo rimesso l'acqua. Siamo stati indennizzati, d'accordo, ma le falde non rispondono più. E abbiamo passato mesi d'inferno per il rumore e la polvere».
Parmier sostiene tuttavia che vale la pena sacrificarsi, «perché bisogna cominciare a pensare ai nostri figli e non possiamo illuderci che le merci viaggino anche in futuro come adesso: per un problema di inquinamento e di costi, alla fine il sovrapprezzo per il trasporto su gomma lo paghiamo noi».
C'è una trentina di chilometri tra l'imbocco della galleria di Le Bourget e gli striscioni polemici di La Chambre. Abeti, larici, pascoli, carpenterie e mobilifici, dove finisce il parco nazionale della Venoise comincia un tessuto imprenditoriale invidiabile. L'arrivo dell'alta velocità vorrebbe dire quattro Tgv al giorno che si fermano alla stazione di Saint Jean, e dunque una bella opportunità anche per il rilancio dell'economia valligiana.
«No, io non sono dovuto scendere in piazza», sorride padre Durieux nella canonica di Saint Etienne de Quines, da dove parte ogni giorno, in fuoristrada, per celebrare messa in una delle sue sette parrocchie: «So che sacerdoti italiani lo hanno fatto, ma qui non era il caso. Anzi, l'idea che la merce pericolosa viaggi sottoterra, e ci siano meno camion in circolazione, piace a tutti. Io ho sentito solo commenti favorevoli tra i miei parrocchiani». Ma se il tunnel svanisse, padre Durieux? «Sarebbe un imbroglio. Vorrebbe dire che i governanti hanno abusato della fiducia della popolazione. Non sarebbe la prima volta, certo...».
La gente della Maurienne ha anticipato che non intende porgere l'altra guancia, atteggiamento poco cristiano ma comprensibile pure a un vecchio prete delle nevi: «Alla fine riusciremmo a perdonare. Solo alla fine, però».
Paolo Crecchi
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Tregua in Val di Susa. Giudizio sospeso sull'accordo Nel documento, in buona sostanza, si decide di istituire un tavolo tra governo e istanze locali, di sottoporre i lavori ad una nuova verifica di impatto ambientale, e di sospendere qualsiasi attività di scavo fino alla valutazione del lavoro degli esperti. Dunque, se ne riparla a maggio. Intanto il cantiere di Venaus è stato sequestrato dalla magistratura, che si è mossa a seguito delle relazioni presentate da polizia e carabinieri sugli incidenti dei giorni scorsi. Salutate positivamente dal presidente della Regione, Mercedes Bresso, e dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, le conclusioni del tavolo romano sono state invece accolte con una certa diffidenza dai sindaci e dal movimento. Anche dai partiti dell’Unione è venuto un giudizio nella sostanza favorevole per una soluzione che apre la strada al dialogo, finora sempre negato. Ma ai sindaci della Val di Susa non è stato così semplice far passare l’accordo tra la gente. Molti temono che sia solo un modo per prendere tempo e che alla fine nulla muterà. «È una vittoria, non è un inciucio». Così il presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa ha aperto l' assemblea dei Movimenti No Tav e degli abitanti della valle, convocata domenica pomeriggio nel Centro polivalente di Bussoleno. Ferrentino si riferiva all'incontro che si è svolto a Palazzo Chigi, a Roma. «Siamo stati ricevuti e ascoltati da mezzo governo», ha aggiunto, poi ha precisato, reagendo alle accuse venute da una parte dell’assemblea: «Noi sindaci della valle siamo parte integrante del Movimento e chiediamo da voi lo stesso rispetto». In mattinata si era svolto un incontro, a Sant' Antonino di Susa, fra tutti i sindaci della valle. Ieri alla riunione romana, presieduta dal vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, era presente una delegazione di sindaci e i due presidenti delle Comunità montane Bassa e Alta Valle di Susa, Ferrentino e Mauro Carena. «Siamo contenti che questo dialogo sia stato avviato in sedi politiche e tecniche, ma allo stesso tempo, se ci sarà anche un solo movimento nel cantiere, questo documento sarà per noi carta straccia». Lo ha detto all' assemblea del Movimento No Tav, a Bussoleno, il presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa, Antonio Ferrentino, che ha anche annunciato: «Prima di Natale ci sarà un secondo incontro a Palazzo Chigi». «È stata aperta una sede autorevole - ha proseguito - dove le istituzioni possono valutare a bocce ferme le istanze del territorio. Siamo consapevoli che ci sono dei percorsi ad alto rischio, ma siamo vaccinati e se c' è qualcosa che non ci convince in qualunque momento ne usciamo». Prima del prossimo incontro i sindaci della Valle di Susa, ha ancora affermato Ferrentino, vogliono raccogliere «le indicazioni della gente: non possiamo invocare il dialogo e poi tornare indietro». Ferrentino ha anche chiesto che venga sospesa la manifestazione prevista per sabato 17 dicembre, a Torino, così come ha fatto nei giorni scorsi il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino: «La Comunità montana non è in grado di organizzarla in cinque giorni - ha detto - inoltre, in questo momento potrebbe aggiungere poco e sottrarre tantissimo alla nostra causa». L' assemblea si è divisa su questa proposta, molti degli intervenuti hanno sostenuto la necessità di tenere ugualmente la manifestazione. In particolare è girato un volantino dei centro sociali che riconferma l' iniziativa. http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=46203
di red.
Alla fine, dopo tre ore di assemblea tesa, a tratti dura, Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa ha annunciato: «È un documento del governo, non lo firmiamo e non ci sogniamo di farlo. Lavoreremo perché si possano inserire degli emendamenti. È comunque importante - ha aggiunto - aver dato al nostro movimento una sede di confronto politico». Una soluzione ibrida, che tiene conto delle tante e diverse posizioni emerse durante la riunione che doveva discutere del documento uscito dalla riunione di sabato a Roma con il governo.
Tav:Ferrentino,no documento governo
"Occorrono emendamenti", dice presidente Comunita' Val Susa
(ANSA)-BUSSOLENO (TO),11 DIC- "E' un documento del governo, non lo firmiamo e non ci sogniamo di farlo. Lavoreremo per inserire emendamenti":cosi'Antonio Ferrentino. Al termine dell'assemblea del Movimento no tav convocata a Bussoleno, il presidente della Comunita' montana Bassa Valle di Susa ha aggiunto: "e' comunque importante aver dato al nostro movimento una sede di confronto politico".
Nota: notate l'abilità dialettica di chii ha scritto questo pezzo... con quel titolo sembra che ferrentino non firmi 'a priori' e non che ferrentino abbia semplicemente smentito quanto affermato dal governo nel suo comunicato ufficiale facendo pensare che fosse stato sottoscritto da tutti."
Si è svolta oggi 10 dicembre 2005 a Palazzo Chigi una riunione per affrontare sul piano istituzionale l'emergenza in Val di Susa con la partecipazione per il Governo,
del Vice Presidente del Consiglio On. Gianfranco Fini, il Sottosegretario alla Presidenza dott. Gianni Letta, il Ministro dell'Interno On. Giuseppe Pisanu, il Minstro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi, il Ministro della Salute On. Francesco Storace, il Ministro per le Politiche Comunitarie On. Giorgio La Malfa, il Sottosegretario agli Affari Regionali On. Luciano Gasperini, il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente On. Roberto Tortoli, il Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali On. Mario Pescante ed il Prefetto di Torino dott. Goffredo Sottile ed inoltre, il Presidente della Regione Piemonte Prof.ssa Mercedes Bresso, il Presidente della Provincia di Torino dott. Antonio Saitta, il Sindaco di Torino dott. Sergio Chiamparino, il Presidente della Comunità Montana Alta Val di Susa dott. Mauro Carena, il Presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa dott. Antonio Ferrentino, il Sindaco di Susa dott. Sandro Piano, il Sindaco di Mompantero dott. Roberto Tavellin, il Sindaco di Bussoleno dott. Giuseppe Joannas, il Sindaco di Venaus dott. Nilo Durbiano, il Sindaco di Bardonecchia dott. Francesco Avato, il Sindaco di Almese dott. Bruno Gonella, il Presidente delle Ferrovie dello Stato spa ing. Elio Catania e l'Amministratore Delegato di RFI ing. Mauro Moretti.
Dopo un lungo dibattito nel quale il Governo ed i rappresentanti delle Amministrazioni locali hanno ampiamente discusso sulla attuale situazione in Vai di Susa e ribadito la necessità di riportare ad una situazione di legalità e di normalità il territorio, le parti hanno convenuto sui seguenti cinque punti:
1) Istituzionalizzazione del "Tavolo di Palazzo Chigi", integrato rispetto all'odierna composizione ed esteso al rappresentante del Coordinatore della Commissione Europea e alla Gronda di Torino;
2) rilancio e potenziamento dell'Osservatorio, già istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, esteso ai Ministeri della Salute, dell'Ambiente e delle Politiche Comunitarie, aperto agli esperti delle diverse competenze e affidato alla responsabilità di una personalità di alto prestigio e di riconosciuta competenza professionale. Sarà questo il luogo di confronto per tutti gli approfondimenti di carattere ambientale, sanitario ed economico, anche per dare risposta alle preoccupazioni espresse dalle popolazioni della Valle;
3) riconoscimento e rispetto del sito già identificato e consegna del cantiere alla società LTF;
4) immediato avvio di una straordinaria procedura VIA per la galleria di prospezione di Venaus;
5) i lavori di scavo della galleria di prospezione inizieranno solo al termine di tale procedura e dopo che l'Osservatorio avrà presentato la sua relazione conclusiva al "Tavolo di Palazzo Chigi"
Roma 10 dicembre 2005
http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=26854
Si invitano tutti i lettori a votare nel sondaggio del Sole 24 ore
contro la linea Tav Torino-Lione
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