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Le informazioni attuali sul momento piú probabile per la presa di possesso dei terreni - mezzanotte, l' 1 e 30 ma magari anche domani o dopo, di giorno, di notte, non si sa - riflettono alcuni fatti e dinamiche molto chiari.
1°: é un punto strategico tutto a favore di chi vuole occupare i terrreni giocare sui fattori tempo e sorpresa.
2°: questi fattori li stanno sfruttando appieno e con successo:
al presidio scarseggiano legna e viveri e troppa gente ha dovuto ritirarsi per riposare... il sacrificio di chi si é mobilitato in piena settimana, magari passando la notte all' addiaccio é stato grosso e validissimo, ma siamo tutti solo esseri umani con risorse limitate... Il non sapere quando avverrá l' "attacco" (l' atto di presa di possesso dei terreni") fa spasimare nervi giá molto provati. È sintomatico, che con lo spiegamento gigante fin da ieri abbiano fatto correre mezza valle tralasciando peró finora di compiere l' atto annunciato della presa in possesso dei terreni. In questa ottica persino la scandalosa situazione presentata agli occhi della commissione petizioni é costata un mucchio di energia nervosa.
È una tecnica vecchia come il mondo... Vogliono vedervi stanchi e "colpire" sfruttando umanissime tendenze di "sfaldamento" dovute alla necessitá di riposare, scaldarsi, guadagnarsi il pane, curare il bambino malato... e contano anche sullo sfibramento nervoso che deriva dall' obbligo di sdegnarsi a ripetizione e dal dover sopportare una lunga attesa piena di punti interrogativi.
L' unico modo per contrastare tutto ció, é rendersene conto e organizzarsi per reagire nel modo migliore.
Questo vuol dire cercare di gestire al meglio le proprie risorse. Prima di tutto, bisogna riuscire a darsi sistematicamente il cambio e regolarsi in modo da riuscire a non crollare. È importante riflettere sulle proprie possibilitá e sui propri limiti (fisici, esistenziali, psicologici) non per arrendersi, ma per far valere al meglio quel poco o tanto che si puó dare nell' ambito appunto dei limiti. Chi é stanco, riposi a tempo, cosí da poter ritornare, invece di crollare e restare fuori uso per giorni. Chi ha obblighi di lavoro, si organizzi per presenze anche brevi, ma affidabili, magari durante una parte delle ore piccole, ma sempre badando alla sua salute, gestendo bene il proprio tempo, chiedendo magari a un amico di fare la spesa, rinunciando a arrabbiarsi guardando la tv per trovare il tempo sia di dormire, che di lavorare, che di presentarsi al presidio. E poi bisogna cercare di prendersi cura della comunitá, cercando di procurare legna a cibo. È utile cercare di vedere questo problema come una responsabilitá collettiva. Nessuno che non ha mezzi puó essere biasimato se non puó contribuire, ma rimane la possibilitá di organizzarsi per vedere di raccoglierne, di legna o se magari ci sono negozi disposti a dare qualcosa, di chiedere e via dicendo. Utile é anche condividere mezzi di trasporto con persone che sono senza (badando a non caricare magari un poliziotto travestito) . Comunque sia, per non lasciarsi strapazzare senza limiti, curarsi di se stessi e della comunitá con calma e amore (per riuscire a dare il meglio e per riuscire a essere presenti a piú riprese), é giá un' ottima medicina, per contrastare almeno un po' i fenomeni e le dinamiche sulle quali giocano i signori della galleria che nessuno vuol veder crescere in quella montagna.
sms da Venaus ricevuto alle 21:44
"qua il clima e' stupendo per la solidarieta', le canzoni, i falo', la vera nn violenza. Sappiamo che nn si puo' resistere per sempre. Questa notte, con l'inganno, forse prenderanno il tutto. Noi facciamo il possibile ma qua sono tanti e la fatica si fa sentire. Non possiamo resistere a 3000 unita' delle forze dell'ordine. La notte cala, aleggia la paure che calino anche i manganelli."
poco fa hanno avvistato alcune camionette della polizia dirigersi verso Torino.
"Venaus come il Klondike.
La notizia ormai si è diffusa in tutta la valle ed è stata confermata da fonti ufficiali: a Venaus c'è l'oro.
La zona che avrebbe portato alla ribalta il piccolo paesino pedemontano di Venaus è in realtà una piccola estensione di terra che costeggia il viadotto dell'autostrada.
Si suppone che nel corso d'acqua che costeggia questi terreni siano state trovate le prime pagliuzze d'oro.
Immediata la corsa all'acquisto dei preziosi terreni. I fortunati proprietari hanno ricevuto una lettera raccomandata AR con la preghiera di presentarsi il giorno 30 novembre alle ore 8 presso il punto di ritrovo dei minatori.
I neo cercatori d'oro, per non arrivare in ritardo, sono giunti a Venaus la sera precedente.
La gioia dei fortunati possessori di terreni si è trasformata in una grande festa con canti e balli di ogni genere.
Lo Stato Italiano, data l'importanza dell'evento, ha messo a disposizione Polizia, G. di F., Carabinieri e agenti vari in borghese. Questi abili Uomini tuteleranno i neo cercatori d'oro garantendo inoltre il servizio di scorta per i primi carichi d'oro.
E' difficile però descrivere la spettacolarità dell'evento. Ogni cercatore era accompagnato dai suoi parenti fino alla terza generazione, da colleghi, fotografi, sacerdoti, bambini e altri personaggi illustri.
Una massa emorme di persone si è riversata nei terreni al VIA delle autorità e subito una moltitudine di cercatori d'oro, imbacuccati fino ai denti, si sono messi a correre dietro le forze dell'ordine per raggiungere i terreni.
Venite anche voi a Venaus per partecipare a questa grandiosa corsa dell'oro!
Sono loro che vivono lì e la loro voce è importante.
Rispondere con le forze dell’ordine è un errore.
I cittadini non possono solo subire le decisioni dello Stato, perché si dà il caso che lo Stato sono loro, anche se i nostri dipendenti in Parlamento non se ne sono accorti.
Qualcuno ha spiegato in un pubblico dibattito PRIMA agli abitanti della Val di Susa gli impatti ambientali, i benefici, i costi di questo progetto?
E qualcuno ha raccolto e valutato le loro opinioni?
Non possiamo continuare a imporre le decisioni come se fossero dettate sempre da interessi superiori.
Le persone contano.
E poi siamo così sicuri che i dipendenti Pisanu e Lunardi abbiano ragione e i valligiani torto?
Le segreterie e il coordinamento provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino hanno riportato in documento ufficiale:
“l’opera, così come è stata progettata nel suo percorso di realizzazione, rappresenti un serio pericolo per la popolazione e per l’ambiente.”
E’ sufficiente per protestare?
Postato da Beppe Grillo alle 16:12 in Trasporti/Viabilità
link: http://www.beppegrillo.it
19.00 Attenzione!!! gira un messaggio via sms che dice che occorre resistere fino a mezzanotte. Ma non è vero che a mezzanotte scadono i termini come dice la lettera di CMC. Qui sotto l'estratto del punto in questione
Notizie non ufficiali (ma che si sono rivelate esatte quando han detto che sarebbero arrivati lunedì sera) invece dicono che nella notte (mezzanotte? l'1.30?) intendono prendere possesso di tutto il terreno
18.42 notizie ci dicono che stan salendo sull'autostrada una ventina di blindati. Potrebbe essere il cambio ma.... servono rinforzi: vedi messaggio sottostante!
La storia militare insegna: il momento migliore per portare un attacco è la sera o la notte, per questo, stasera occorre essere in gran numero a Venaus e stare con gli occhi apertissimi perchè le ombre della notte coprono tecnici che misurano, tecnici vestiti da poliziotti (o da manifestanti) e poliziotti vestiti da tecnici!!! La giornata è stata lunga ma non si può mollare ora, e chiunque possa deve raggiungere Venaus per dare il cambio ai nostri!!!
Al Presidio Di Venaus serve legna per i falò!!
E' Importante Se si Spengono I Fuochi anche chi ha resistito sin'ora dovra' tornare a casa!!!
Il presidio è fornito di energia elettrica: chi sale nel pomeriggio ricordi di portare il carica batteria
Per salire passate dal berno, la strada è libera, se vi bloccano ai passeggeri passate da mompantero
aggiornamento in diretta telefonica dalla valle, fino ad ora niente di nuovo.
Considerazioni personali (mie e della mia famiglia che lì abita) su quanto appreso dai residenti dei paesi a monte di Susa: è stata dichiarata una sorta di "tregua olimpica" per evitare il boicottamento dei giochi ma prima ancora la comunità montana dell'alta valle aveva richiesto uno studio che escludesse ogni eventuale presenza di uranio, nel caso nessun lavoro avrebbe potuto iniziare. Infatti, le trivelle sono lì per iniziare i lavori malgrado vogliano farci credere il contario.
| quellachenonsei |
sta per calare, molti, stanchi dalla nottata stanno andando via, gli agenti invece aumentano. Tenendo conto che siamo solo alle 15.00 e che si deve resistere almeno almeno fino a mezzanotte, chi può....
Il presidio è fornito di energia elettrica: chi sale nel pomeriggio ricordi di portare il carica batteria
CHIUSO IL MONTE BIANCO!!
Per salire passate dal berno, la strada è libera, se vi bloccano ai passeggeri passate da mompantero
MERCOLEDI' 30 NOVEMBRE
L'appuntamento è ENTRO LE 8 al presidio permanente di Venaus (sulla provinciale di accesso al paese: impossibile non vederlo).
E' prevista la partecipazione di migliaia di persone che garantiranno una presenza, anche a staffetta, fino alle 24; per le ore ed i giorni successivi saranno organizzati in loco dei turni di significativo rinforzo del presidio permanente.
Si raccomanda di dotarsi di vestiario pesante, guanti e calzature adeguate (a Venaus martedì sera stava nevischiando), di portare acqua, panini, biscotti, cioccolato e possibilmente bevande calde per il proprio consumo (bar e negozi non sono vicini). Utilissimo un thermos, che potra' essere anche ricaricato in loco.
Alle 7 è convocato sul posto il Consiglio Comunale di Venaus aperto al pubblico; alle 11,30 seguirà l'Assemblea degli Eletti dai cittadini (Consiglieri di Comuni, Provincia, Regione, Parlamentari nazionali ed europei).
Per l'intera giornata si susseguiranno momenti di dibattito, spettacolo e musica.
Per coloro che eventualmente trovassero impedimenti al raggiungimento del luogo di appuntamento sarà garantita l'organizzazione di iniziative alternative: in questo caso i punti di riferimento diventano, il posto dell'eventuale blocco, la piazza di Susa ed i presìdi di Bruzolo (S.S. 25) e di Borgone (loc. Maometto).
Frassoni e Agnoletto: Dichiarazione sulla militarizzazione di Venaus
Venaus, 29 novembre 2005, ore 11,00
Dichiarazione degli eurodeputati Monica Frassoni e Vittorio Agnoletto e dei consiglieri regionali Alberto De Ambrogio, Enrico Moriconi e Luca Robotti in merito agli eventi della notte scorsa e della mattinata a Venaus che hanno coinvolto la delegazione della commissione Petizioni del Parlamento europeo:
Questa notte verso le 3,30 la Polizia ha occupato il cantiere di Venaus facendo entrare i mezzi pesanti destinati alla realizzazione dei sondaggi. L'operazione si è caratterizzata come una militarizzazione di fatto
della zona.
Questa mattina la delegazione del Parlamento europeo, che si stava recando al sito di Venaus, è stata fermata ad un posto di blocco, dove le forze dell'ordine impedivano ai cittadini di entrare pacificamente nell'area, inclusi coloro che stavano cercando di raggiungere il proprio posto di lavoro. I tre eurodeputati Monica Frassoni, Vittorio Agnoletto e David Hammerstein (Verdi, Spagna), nel tentativo di mediare, hanno cercato di frapporsi tra le forze dell'ordine ed i cittadini; nel corso di tale tentativo Vittorio Agnoletto è stato colpito da alcuni membri delle forze dell'ordine ed ha riportato delle contusioni. Questi eventi hanno fortemente turbato la delegazione, come risulta con chiarezza dalle dichiarazioni della delegazione e del suo presidente Cashman, in allegato.
Noi protestiamo nel modo più energico contro questa azione di forza ingiustificata, inutile ed inaccettabile. Non è così che l'Unione europea ed il governo italiano potranno imporre le grandi opere.
Noi ci appelleremo alla Commissione europea, al mediatore europeo ed al commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza Franco Frattini affinché intervengano in questa situazione.
Rivolgiamo un appello alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso affinché prenda le distanze da questa azione di militarizzazione da parte del governo Berlusconi.
In allegato le dichiarazioni della delegazione della commissione Petizioni del Parlamento europeo e del capodelegazione Michael Cashman (PSE, Regno Unito)
***
Dichiarazione di Micheal Cashman, Capo-delegazione della commissione petizioni del PE
h. 5,15
Venaus, 29.11.2005
Gli eventi della notte a Venaus sono un gigantesco insulto alla delegazione della commissione petizioni del PE, che ha tenuto un atteggiamento di particolare diplomazia e prudenza dovuto alla situazione chiaramente tesa.
Questi eventi confermano l'assoluta necessità di una valutazione indipendente dell'intero progetto a livello europeo. Ci devono essere trattative immediate con tutte le parti coinvolte specialmente con le autorità e le popolazioni locali.
Ci appelliamo a tutte le parti, e in particolare alle forze dell'ordine, a condurre tutte le operazioni in modo pacifico. Non ci deve essere alcuno spazio per la violenza.
***
Dichiarazione della delegazione della commissione petizioni del PE
Venaus, 29.11.2005
Non e' compito della delegazione del PE prendere posizione direttamente su come le autorità italiane dovrebbero agire in una situazione per la quale non disponiamo di tutti gli elementi necessari.
Nonostante questo, siamo venuti qui su domanda dei petizionari della Valle di Susa e abbiamo discusso con la presidenza della Regione Piemonte sul progetto del tunnel e sul suo impatto sulla popolazione della Valle. In queste circostanze, l'occupazione di sito di Venaus durante la notte è un affronto alla popolazione locale che protesta pacificamente contro l'inizio del primo cantiere di sondaggio.
E' anche un insulto all'integrità di questa delegazione parlamentare.
Seguiremo da vicino gli sviluppi della situazione e risponderemo nei modi e nei tempi appropriati. La nostra preoccupazione immediata è per la popolazione locale. Siamo anche preoccupati che le direttive e le regolamentazioni europee siano applicate correttamente e le disposizioni del Trattato rispettate.
On. Micheal Cashman
On. Carlos Iturgaiz
On. David Hammerstein
Comunicato stampa PRC, Verdi e Comunisti italiani
Indignati per gli avvenimenti di Venaus, che rappresentano una violazione inaccettabile dello stato di diritto e di sospensione della democrazia, i Gruppi Provinciali del Partito della Rifondazione Comunista , dal Partito dei Comunisti Italiani e dei Verdi hanno chiesto una immediata e inequivocabile presa di distanza da tali azioni da parte del Presidente della Giunta Provinciale Antonio Saitta.
Oggi sono molto triste, l’ultimo frammento di fiducia nelle istituzioni di questo stato maledetto, è stato spazzato via, come una forza devastatrice spazza via speranze, progetti e idee costruite con sentimenti e operosità.
Lo so, non serve a nulla scrivere, protestare pacificamente, o cercare di far capire le nostre ragioni no tav, ma è l’unico sistema lecito che io conosco.
Stanno violentando con la militarizzazione e l’invasione la nostra valle, e con essa stanno violentando tutti noi popolazioni del luogo.
Questa mattina Novalesa, Venaus e territori limitrofi erano completamente militarizzati e isolati. Al grido disperato della valle, e di noi valligiani, si è così unito un immenso grido di dolore profondo di una democrazia ormai perduta per sempre, in favore degli interessi di regime.
Non avrei mai creduto di dover scrivere parole così dure, e non avrei mai creduto di vedere questo scempio, da parte delle istituzioni, verso le popolazioni che invece dovrebbe salvaguardare.
La democrazia è di fatto morta, morta e sepolta, oppure dispersa senza possibilità di ritorno, in un limbo sconosciuto.
Ora, oggi, so per certo cosa dirò ai ragazzi giovani che conosco, e a tutte le persone che mi chiederanno info sul tav. Dirò che un insieme di poche persone, hanno utilizzato mezzi dello stato per piegare al loro volere popolazioni non allineate con i loro progetti, e con i loro personali tornaconti ricchi di interessi. Dirò anche che, possono cercare la parola esatta, che definisce questo atteggiamento, su qualsiasi dizionario, rimanendone sorpresi. Cambia il nome in ogni regione d’italia (i minuscola) ma oggi ho visto che lo stato, ha fatto sue con molta efficienza le parti migliori di queste associazioni.
Cosa vogliamo insegnare alle popolazioni irachene, la democrazia?? Ma non fatemi ridere, il nostro personale Saddam, è ancora ben incollato alla sua sedia, e sembra molto intenzionato a rimanerci a lungo. Resta il fatto che, comunque le olimpiadi 2006 sono vicine, e questi governanti arroganti non credano che il principio della psicanalisi “causa effetto” per loro non sia valido. Non mi stupirei che il prossimo ordine del giorno fosse “boicottare”.
Con orgoglio firmo questa lettera con entrambi i miei nomi, nomi dei miei nonni che hanno vissuto la guerra sulla propria pelle, opponendosi agli invasori. Oggi gli invasori sono in casa nostra e parlano il nostro stesso idioma, VERGOGNATEVI.
Alberto Domenico DOSIO
"Foto di Venaus su QN on line all'indirizzo
http://qn.quotidiano.net/art/2005/11/29/5392902#
(cliccare la protesta a venaus)"
I manifestanti raccolti in Valle di Susa dalle prime ore del mattino
Il parlamentare europeo vittima degli scontri con gli agenti
Tav, la Polizia presidia il cantiere
Agnoletto ferito: "La valle è militarizzata"
di BRUNO PERSANO
Tensione tra le forze dell'ordine e i manifestanti a Venaus
VALLE DI SUSA (Torino) - Sono ottocento i dimostranti che, dalle prime ore del mattino, stanno bloccando la statale per il Moncenisio all'altezza di Venaus, diretti al cantiere della Tav, l'alta velocità ferroviaria. Un imponente servizio d'ordine segue i manifestanti mentre un cordone di agenti e carabinieri in assetto antisomossa presidia il cantiere già da stanotte alle tre, "blindando" l'intera zona. L'autostrada A32 del Frejus è rimasta bloccata per una decina di minuti da un gruppo di manifestanti. Scontri con i manifestanti. Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo, è rimasto leggermente ferito ad un ginocchio. Solo lui, insieme a due parlamenti europei, sono stati autorizzati a superare il cordone di polizia. Il grosso dei manifestanti si muove lentamente rallentato dai cordoni degli agenti. Scioperi spontanei di protesta sono stati proclamanti contro i presidi delle forze dell'ordine in alcune fabbriche della Valle di Susa. Stasera presidio davanti alla Prefettura di Torino e fiaccolata in Valle di Susa.
"E' una grave militarizzazione". "L' occupazione del sito di Venaus - hanno detto i due europarlamenti spagnoli e un collega inglese chimati in Valle di Susa come membri della commissione delle petizioni - è un affronto alla popolazione locale che protesta pacificamente contro l'inizio del primo cantiere di sondaggio. E' anche un insulto all'integrità di questa delegazione parlamentare", aggiungono gli europarlamenti. "Siamo venuti in Valle di Susa su domanda degli abitanti della Valle e abbiamo discusso con la presidenza della Regione sul progetto e sul suo impatto sulla popolazione. Seguiremo da vicino gli sviluppi della situazione e risponderemo nei modi e nei tempi appropriati".
Malore tra i dimostranti. Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle Susa, è stato vittima di un malore durante la manifestazione. Prima di essere portato via da un'ambulanza, aveva dichiarato senza peli sulla lingua: "E' la più grave militarizzazione del territorio che ci sia mai stata. I cittadini non possono nè entrare nè uscire da Venaus": Sia lui che i manifestanti denunciano i disagi della popolazione, soprattutto di Venaus e di Novalis: i ragazzi stamattina non sono riusciti ad andare a scuola, molti lavoratori non hanno raggiunto i posti di lavoro perché non sono accessibili le strade principali. Per raggiungere l'area del presidio, molti manifestanti hanno attraversato sentieri sterrati.
Agnoletto: "Hanno cercato di colpirmi". Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione Comunista, è infuriato: "Sono stato spinto dalla polizia, hanno cercato di colpirmi con un manganello. Sono finito a terra e mi hanno preso a calci, mentre insieme ad altri europarlamentari cercavo di mediare tra la popolazione e le forze dell'ordine. Stavamo discutendo in Località Passeggeri, vicino al bivio che porta a Venaus - spiega Agnoletto - dove le forze dell'ordine bloccano l'accesso. Chiedevamo che si facesse passare la gente, tenevamo le braccia alzate. All'improvviso la discussione è degenerata e mi sono ritrovato a terra". La Questura di Torino precisa: "L'europarlamente Agnoletto non è stato colpito, anzi: è stato aiutato a rialzarsi da terra quando è caduto per la ressa".
Scioperi spontanei. Scioperi spontanei di protesta contro i presidi delle forze dell'ordine sono stati proclamati in alcune fabbriche della Valle Susa: lavoratori della Azimut di Avigliana, della Irem di Sant'Antonino, della Savio di Chiusa San Michele, della Roatta e della Cord3 di Bruzzolo, hanno lasciato il posto di lavoro per raggiungere i manifestanti.
Protesta Legambiente. Legambiente Piemonte giudica l'intervento della Polizia che ha ostacolato l'arrivo degli eurodeputati "un insulto": "Gli eventi dellanotte a Venaus sono un gigantesco insulto alla delegazione della commissione petizioni del parlamento europeo che ha tenuto un atteggiamento di particolare diplomazia a causa della situazione. Questi eventi confermano un'assoluta necessità di una valutazione del progetto a livello europeo".
(29 novembre 2005)
|
fonte www.notav.it |


aggiornamento delle ore 6.15:
APPUNTAMENTO PER TUTTI TRA LE 7 E LE 8 AL BIVIO PER VENAUS SULLA STATALE DEL MONCENISIO
passate parola a tutti in tutti i modi,
molta altra polizia sta salendo
cerchiamo foto da satellite attuali della zona di venaus per far vedereal mondo quanta polizia c'è.
chiunque sia in grado di procurarsele ce le faccia avere.
(so che la nasa ha un programma apposito ma non riesco a trovare il link, forse chi è più tranquillo...)
Evidentemente tutto il movimento che c'era a Susa ieri sera non era per caso: sono già andati su, ed han bloccato la strada.
Non hanno nemmeno aspettato che se ne andasse la Commissione petizioni!
fonte: www.notav.it
ore 6.20 squilla il telefono: LA POLIZIA HA INVASO VENAUS.
NyFrigg
daniela: confermato, w la democrazia, sto aspettando indicazioni x la lotta..
Note:
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IL 30 NOVEMBRE A VENAUS Mercoledì 30/11 le ditte LTF e CMC tenteranno nuovamente di prendere possesso dei terreni di Venaus allo scopo di installare il cantiere per avviare la realizzazione del TAV verso Lione. |
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| Sezioni | ||
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TAV: a che punto siamo? Schede e documenti informativi Iniziative di movimento |
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| Ultimo aggiornamento: 27-nov-05 | ||
NO TAV: Bisogna cercare di essere a venaus fra le 6 e le 7 del mattino, e poi...accendiamo un cero come si dice.
sabato 26 novembre 2005.
Carissimi, come avrete letto sui giornali mercoledì 30 novembre a Venaus ci sarà la presa di possesso del cantiere e l'inizio dei lavori per il tunnel geognostico, in realtà un pezzo dell'opera vera e propria perchè il tunnel è lungo 7 chilometri e largo 4
Questa, poiché non è considerata un'opera, "gode" della legge Obiettivo e non ha avuto nessuna valutazione di impatto ambientale Per opporsi a questa doppia beffa/minaccia, ci saranno dinuovo i sindaci con fascia e i consigli comunali convocati all'aperto, sul cantiere, questa volta non con i 30 gradi che c'erano a Bruzolo Borgone Venaus, ma con il freddo tipico di una giornata fine novembre. (Vestitevi!!) Ci sarà molta popolazione valsusina pronta a mettersi di traverso a questo abuso.
Ovviamente più siamo meglio è per tutti, perchè pare non vogliano più avere "riguardi" e garantire l'inzio dei lavori a tutti i costi.
Mercoledì 30 è un giorno lavorativo, costa dunque molto assentarsi da casa, organizzarsi, prendere permessi dal lavoro ecc, ci rendiamo tutti conto che è uno sforzo grande, tuttavia quando il gioco si fa duro è il momento di "giocare".
Bisogna cercare di essere a venaus fra le 6 e le 7 del mattino, e poi...accendiamo un cero come si dice.
La sera prima ci sarà un convegno a Novalesa di seguito metto l'invito questo per accendere i riflettori su questo pezzo di territorio. Spero di vedervi fate girare
****** ******
Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia Laboratorio per la Democrazia Invitano
Martedì 29 novembre
Abbazia di Novalesa ore 20,30 Convegno
Sviluppo sostenibile e alta velocità un bilancio interdisciplinare
Enrico Camanni: L'impatto sullo specifico alpino
Claudio Cancelli: Uso e abuso della scienza
Vincenzo Enrichens: Aspetti giuridici
Luca Mercalli: L'impatto sul clima
Gianluca Popolla: Giustizia, pace e salvaguardia del creato
Marco Revelli: Sviluppo e modelli sociali
Giuseppe Sergi: Uso e abuso della storia
Da: NO TAV
Dovremo essere in tantissimi, possibilmente già dalla sera prima
Piccoli consigli (forse inutili ma ripetere non fa male) per mercoledì: ricordiamoci che a Venaus fa freddo, tanto freddo, quindi non facciamoci trovare impreparati con gli indumenti.
Al presidio si preparerà del tè e del brodo caldo, non sappiamo però quanti saremo (speriamo migliaia) quindi sarebbe utile che si portasse del tè, dello zucchero, qualche limone e qualche dado per brodo.
Cose utili: cioccolato, biscotti, ed altri cibi energetici per fronteggiare la temperatura (assolutamente sconsigliati alcolici e superalcolici che danno un effetto immediato di calore ma poi, essendo vasodilatatori, peggiorano la situazione).
Sarebbe utile che ognuno portasse un termos per sé in modo da poter fare rifornimento al presidio e poi muoversi liberamente.
Anche per il pranzo/cena sarebbe meglio cercare di essere per quanto possibile autosufficienti: non sappiamo quel giorno se si potrà muoversi e/o trovare grandi quantità di alimenti.
Chi vuole fermarsi a Venaus già dalla sera prima troverà al salone delle feste indicazioni sulla disponibiltà di spazi per il pernottamento in sacco a pelo.
- NO TAV Staff
[Ringraziamo Nanni Salio (per contatti: info at cssr-pas.org) per averci messo
a disposizione come anticipazione questo articolo che comparira' sul
prossimo fascicolo di "Azione nonviolenta" (per contatti: e-mail:
azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org). Giovanni (Nanni)
Salio, torinese, nato nel 1943, ricercatore nella facolta' di Fisica
dell'Universita' di Torino, segretario dell'Ipri (Italian Peace Research
Institute), si occupa da alcuni decenni di ricerca, educazione e azione per
la pace, ed e' tra le voci piu' autorevoli della cultura nonviolenta in
Italia; e' il fondatore e presidente del Centro studi "Domenico Sereno
Regis", dotato di ricca biblioteca ed emeroteca specializzate su pace,
ambiente, sviluppo (sede: via Garibaldi 13, 10122 Torino, tel. 011532824 -
011549005, fax: 0115158000, e-mail: regis at arpnet.it, sito:
www.cssr-pas.org). Opere di Giovanni Salio: Difesa armata o difesa popolare
nonviolenta?, Movimento Nonviolento, II edizione riveduta, Perugia 1983;
Ipri (a cura di Giovanni Salio), Se vuoi la pace educa alla pace, Edizioni
Gruppo Abele, Torino 1983; con Antonino Drago, Scienza e guerra: i fisici
contro la guerra nucleare, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984; Le centrali
nucleari e la bomba, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984; Progetto di
educazione alla pace, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1985-1991; Ipri
(introduzione e cura di Giovanni Salio), I movimenti per la pace, vol. I. Le
ragioni e il futuro, vol. II. Gli attori principali, vol. III. Una
prospettiva mondiale, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1986-1989; Le guerre del
Golfo e le ragioni della nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1991;
con altri, Domenico Sereno Regis, Satyagraha, Torino 1994; Il potere della
nonviolenza: dal crollo del muro di Berlino al nuovo disordine mondiale,
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1995; Elementi di economia nonviolenta,
Movimento Nonviolento, Verona 2001; con D. Filippone, G. Martignetti, S.
Procopio, Internet per l'ambiente, Utet, Torino 2001]
Da quindici anni il Gruppo valsusino di azione nonviolenta (in sigla: Gvan)
e' al centro, insieme a una molteplicita' di altri gruppi, della lotta che
vede la popolazione locale opporsi al megaprogetto del treno ad alta
velocita' (Tav) che dovrebbe collegare Torino a Lione con un percorso che
prevede oltre cento chilometri di gallerie, di cui la piu' lunga (53 km)
sotto il massiccio dell'Ambin. Dai tempi di Achille Croce, primo obiettore
di coscienza all'industria bellica (presso le Officine Moncenisio: si veda
Achille Croce, I mezzi della pace, Editoria Universitaria, Venezia 2004), e
dalla seconda meta' degli anni '60, con le lotte per il riconoscimento
dell'obiezione di coscienza condotte insieme al Mir-Movimento Nonviolento
piemontese, il Gvan e' attivo, anche con il suo mensile "Dialogo in valle"
(di cui un attivo animatore nonche' fondatore fu don Giuseppe Viglongo),
nel promuovere una cultura della nonviolenza.
Nel corso di questa lunga lotta contro il progetto Tav, grazie a una diffusa
adesione tra la popolazione all'impostazione nonviolenta, essi hanno saputo
gestire anche momenti particolarmente difficili, come quelli degli ultimi
mesi, in modo coerentemente nonviolento, con fantasia, creativita',
fermezza, determinazione, e sono riusciti a impedire derive verso
manifestazioni violente, provocazioni poliziesche e nuove tragedie (come la
vicenda conclusasi con la tragica morte nel 1988 di due giovani anarchici,
Sole e Baleno, sulla cui complessa vicenda si veda Tobia Imperato, Le scarpe
dei suicidi, www.inventati.org/fenix) ampliando l'area di sostegno e di
solidarieta' sino a coinvolgere sindaci, comunita' montane, parroci,
associazioni, popolazione locale, sindacati di base, tecnici e scienziati.
Ma solo negli ultimi mesi i media hanno cominciato a occuparsene su scala
nazionale, fornendo spesso un'informazione parziale e distorta, descrivendo
questa lotta come un tipico esempio di localismo da sindrome Nimby ("not in
my backyard", non nel mio cortile), quando semmai si dovrebbe dire: "non nel
mio cortile, ma neppure nel tuo". Vediamo perche', esaminando sommariamente
quattro principali questioni e rimandando ad altre fonti per ulteriori
approfondimenti (www.notav.it).
*
1. Prima si propongono le soluzioni e poi si inventano i problemi. In altre
parole, prima si e' stabilito che si dovevano fare un insieme di linee ad
alta velocita', per scoprire poi che non erano necessarie e allora si sono
inventati dei problemi. Questo vale in generale, in Italia, per molte
cosiddette "grandi opere". Ma per restare al caso della Val Susa, si e'
scoperto che il Tav non era necessario per la semplice ragione che non c'e'
un flusso di passeggeri sufficiente per far tornare i conti. Allora si e'
modificato il progetto e il Tav diventato Tac (treno ad alta capacita'), che
dovrebbe permettere contemporaneamente il passaggio di treni merci e di
treni passeggeri. Ma come e' facile dimostrare sul piano tecnico, treni
merci e treni passeggeri sono incompatibili. Anche l'intero tracciato, i
porti di accesso per il carico e scarico merci (Tir o solo container) che
dovrebbero viaggiare su rotaia sono tuttora indefiniti e problematici. Un
progetto fatto e rifatto piu' volte, che si rivela essere un vero pasticcio,
di cui nessuno sa con esattezza i particolari.
2. Non sostenibilita' economica. Forse il punto piu' cruciale, e meno
conosciuto, e' proprio questo. Il sistema dei trasporti italiano ha
caratteristiche tali per cui l'alta velocita' non e', in generale,
funzionale al tipo di domanda, che per l'80% richiede spostamenti su brevi e
medi percorsi e non su lunghi percorsi. Il flusso di passeggeri su lunghe
tratte non e' quindi tale, tranne in pochi casi, da garantire almeno il
pareggio economico. Tant'e' che nessun operatore economico privato e'
disposto a investire neppure un euro nel progetto Tav/Tac della Val di Susa.
Garantisce lo stato, con investimenti e indebitamenti che peseranno sulle
generazioni future, senza nessun beneficio se non per le grandi ditte che
gestiranno per 15-20 anni un flusso enorme di denaro, stimato all'inizio in
15-20 miliardi di euro, ma molto probabilmente destinato a raddoppiare, se
non triplicare: una massa enorme di denaro che contribuira' inevitabilmente
ad accrescere la "corruzione ad alta velocita'" e gli appetiti delle cosche
mafiose. La principale esigenza del sistema ferroviario e' in realta' quella
dell'affidabilita', che consiste in quattro principali caratteristiche: alta
frequenza del servizio, puntualita', continuita' su tutto l'arco delle 24
ore (non solo di giorno), struttura reticolare capillare.
3. Non sostenibilita' ambientale. Oltre ai pericoli gia' noti da studi
precedenti dovuti alla massiccia presenza di minerali amiantiferi e
uraniferi, si pone il problema tutt'altro che secondario dell'enorme
quantita' di detriti, degli accessi secondari, del tratto di accesso in
un'area gia' altamente congestionata. A tutto cio' si somma il fatto che dal
punto di vista energetico e delle emissioni climalteranti, questo progetto
si presenta come difficilmente sostenibile. Nessuno ha fatto valutazioni sul
ritorno energetico: dopo quanto tempo l'energia risparmiata dal trasporto su
ferro sara' tale da ripagare quella impiegata per realizzare l'intera opera?
Ma in realta', la questione e' ancora piu' ampia. Le previsioni di una
crescita futura del traffico merci sono infondate e si basano sull'ipotesi
assolutamente non realistica di una disponibilita' futura di energia
fossile, che invece gia' oggi sta entrando decisamente nelle fase
problematica del raggiungimento del picco di produzione globale (sia del
petrolio, sia del gas). In natura non esistono variabili indipendenti e
neppure la crescita quantitativa illimitata del trasporto merci, e dei
passeggeri, puo' essere considerata tale. Occorre invece invertire la
tendenza e ridurre la circolazione delle merci a monte.
4. Le alternative. Si possono individuare alternative a breve e medio
termine, compatibili con le esigenze di salvaguardia ambientale e
maggiormente sostenibili economicamente. A breve termine, il potenziamento e
adeguamento dell'attuale ferrovia e' la soluzione piu' ragionevole e
praticabile. Nel medio periodo si deve razionalizzare il sistema di
trasporto ferroviario e autostradale riducendo il transito di merci inutili,
modificando il sistema produttivo e di distribuzione orientandoci a uno
sviluppo locale che richieda minori percorsi di circolazione delle merci,
con una drastica riduzione dei costi energetici e ambientali. Questa, che ad
alcuni puo' sembrare una strada difficile da percorrere, diventera' una
scelta obbligata, man mano che sara' meno disponibile il petrolio abbondante
e a basso costo. Gia' oggi ne vediamo le prime avvisaglie e dobbiamo
attrezzarci prima che sia troppo tardi. Nel lungo periodo, queste scelte
possono portare a riequilibrare un sistema abnorme e squilibrato, creando i
presupposti di un modello di economia non piu' basato sulla crescita
quantitativa illimitata. La strada e' lunga, ma ci riguarda tutti, e occorre
agire tempestivamente, prima che le avvisaglie del possibile collasso si
traducano in drammatica realta' su scala globale (cfr. Jared Diamond,
Collasso, Einaudi, Torino 2005; James Howard Kunstler, Collasso, Nuovi Mondi
Media, San Lazzaro di Savena, Bologna, 2005).
| No Ponte - No Tav Sondaggio Il Sole 24 Ore: i lettori dicono No a Ponte e TAV |
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Netto l'esito del sondaggio del Sole 24 Ore tra i propri lettori: dice No al Ponte sullo Stretto di Messina il 63% delle risposte, contro il 36% di sì. Mentre sul treno ad alta velocità tra Torino e Lione, si è espresso in maniera contraria il 54% a fronte del 45% di favorevoli.
Dimostrano di avere le idee molto chiare i lettori de Il Sole 24 Ore in tema di grandi opere. Al sondaggio che abbiamo proposto su quali, tra i cantieri viabilistici indicati ritenessero necessari e proritari, hanno risposto con pareri che, considerati in termini percentuali,lasciano pochi dubbi. La Salerno-Reggio Calabria e il Passante di Mestre risultano le priorità segnalate in modo plebiscitario, ritenute necessarie dal 98% di coloro che hanno partecipato all'iniziativa. Quasi altrettanto urgenti anche la variante al valico Bologna-Firenze (per il 97% dei partecipanti) e la Pedemontana Brebemi (secondo il 95% di chi si è espresso), esclusa quest'ultima dagli stanziamenti inseriti nella Finanziaria già approvata dal Senato. Dopo le polemiche scoppiate per l'esclusione dalla legge di bilancio, il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha assicurato: «Non se ne parla nella Finanziaria perché la Finanziaria non c'entra. Il finanziamento c'è. E la sede deputata è il Cipe, che in luglio ha già approvato l'impostazione voluta dalla Regione e nella prossima seduta potrà chiudere l'iter». Su dieci temi proposti, spiccano due no, uno netto, l'altro sfumato. Dice no al ponte sullo stretto di Messina il 63% di chi ha risposto al sondaggio, contro il 36% di sì. Mentre sul treno ad alta velocità tra Torino e Lione, al centro di forti polemiche non ancora sopite in queste settimane, culminate con la giornata di sciopero generale nella valle piemontese il 16 novembre, si è espresso in maniera contraria il 54% a fronte del 45% di favorevoli. Passano con il perentorio consenso dei lettori il raddoppio della Palermo-Messina (88% di sì e 11% di no); il Quadrilatero Umbria-Marche (87% contro il 12%); l'Autostrada Tirrenica Livorno-Civitavecchia (85% contro 14%) e la Pedemontana Veneta (84% contro 15%). |
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Così titola la rivista diario della settimana
LEGGI COPIA DELLA LETTERA ORIGINALE
CON LA QUALE CMC ANNUNCIA L'INIZIO DEI LAVORI A VENAUS