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mercoledì, 20 giugno 2007
No tav, ancora

Nel progetto che non c’è Il tunnel di base di 53 km che doveva sbucare a Venaus ed è costato ai valsusini tante bastonate ed altrettante notti all’addiaccio non si farà più o meglio non sbucherà più a Venaus, bensì a qualche km di distanza, in un indefinito limbo di Val di Susa e non si comprende per quale ragione la popolazione dovrebbe ritenere questa soluzione migliorativa rispetto alla precedente.

Sempre nel progetto che non c’è il TAV non correrà più sulla sinistra della Dora bensì sulla destra, evitando l’amianto del Musinè ma sventrando la collina Morenica nei pressi di Avigliana in un territorio geologicamente altrettanto problematico. Poi proseguirà il suo cammino in maniera indefinita per lunghi tratti parallelamente alla ferrovia attuale che verrà in parte interrata (o meglio “annacquata” dal momento che nella realtà la falda acquifera in Valle si trova a soli 2 metri di profondità) al fine di ricucire il territorio, con impatti ambientali e costi che non vi è ragione di ritenere inferiori rispetto a quelli del progetto precedente.

Scritto da linodigianni alle ore 04:41 | link | commenti (4) |Torna su
Categoria - ambiente, news, stampa, no tav, amianto, tav
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giovedì, 14 giugno 2007
da Repubblica


La marcia di protesta di Val di Susa
VENAUS (TORINO) - Il primo sguardo è per il capo indiano. Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa, leader storico della protesta e primo referente politico del movimento No-Tav: "Abbiamo ottenuto un grande risultato - dice - siamo riusciti a far modificare il tracciato di un'opera strategica per il Paese. Restiamo contrari al tunnel di base di Venaus, ma se il governo ci dimostrerà di voler fare una politica seria per il trasferimento delle merci dalla gomma al ferro, allora potremo anche cambiare idea". Non si erano mai sentite frasi così concilianti. Persino sulla data spartiacque del 23 luglio, entro la quale il governo deve presentare il progetto all'Unione Europea, Ferrentino precisa: "Per presentare un progetto crediamo che sia troppo presto, ma non per presentare un dossier".

Si gioca sul filo delle parole la giornata forse decisiva. E se il primo sguardo è per Antonio Ferrentino, il secondo di sicuro è per Daniela Ruffino, 48 anni eletta con Forza Italia sindaco di Giaveno, cioè del paese che può rappresentare la svolta. Perché Giaveno è lo sbocco del nuovo tracciato che coinvolgerebbe la Val Sangone. La domanda che tutti vogliono rivolgerle è questa: lei, almeno lei, dice un sì convinto? "Calma, calma - spiega - il tracciato che mi hanno fatto vedere è inaccettabile. Taglia in due il Comune. In più devo dire che è stato davvero imbarazzante assistere a questa riunione romana. Mentre Di Pietro diceva una cosa, Pecoraro Scanio dissentiva con la testa. Tutta questa incertezza non ha fatto altro che logorarci". Dopodiché, se la si stringe ancora all'angolo con la stessa domanda, Daniela Ruffino risponde così: "Io sono disposta a dialogare. Non chiudo le porte alla Tav. Ma tocca al governo fornire ipotesi di tracciato serie. Spetta a Prodi produrre finalmente un po' di concretezza". E' il massimo che si raccoglie sul nuovo versante. Perché per esempio Ezio Sada, sindaco di Trana, un altro Comune che potrebbe essere interessato dal nuovo tracciato, alle nove di sera partorisce questa metafora: "Considero la Tav una malattia. Farò di tutto per difendermi, cioè per non prenderla. Se poi sarà più forte di me, allora cercherò di conviverci.".

Ecco: proprio qui qualcuno intravede la possibile soluzione. Quella che i movimenti No-Tav giudicano comunque negativa, sempre inaccettabile. Il nuovo slogan è: "Né qui né la né sopra né sotto". Non vogliono la Tav: "Perché è uno spreco colossale, perché è uno scempio, perché è in gioco il futuro di questa terra, tutta. Non sono certo dieci chilometri a cambiare la sostanza". La sostanza resta identica fra chi sventola le bandiere bianche contro l'alta velocità: "La riunione di Roma non sposta di un centimetro la nostra posizione". Sono pronti ad opporsi a qualsiasi progetto. "Non mi fido più di nessuno - dice Raul Maniero, scrutando il cielo grigio dal presidio di Venaus - tantomeno di quelli del mio partito". Sfodera tre tessere dal portafoglio: "Cgil, Associazione Italia-Cuba, Rifondazione Comunista". Poi dice: "La politica è diventato uno spettacolo penoso, io ho soltanto una certezza: ovunque andranno a bucare la montagna, io sarò lì a dire no". Come lui, la pensano in molti in Val di Susa, c'è chi dice tutti.

La novità è che sta crescendo anche il fronte No-Tav della Val Sangone. Martedì sera si sono riuniti i comitati di Trana, Bruino, Sangano, Orbassano, Rivalta.
Con loro c'erano anche sindaci e amministratori. Dalla riunione è uscito un documento con alcuni passaggi significativi: "Nessuno sindaco può esprimere un parere favorevole su un'opera di cui ignora l'utilità e su progetti che non ha potuto valutare". Secondo: "Per quanto riguarda l'ultima ipotesi di tracciato letta sui giornali, i comuni della Val Sangone la reputano inaccettabile. Troppo forte l'impatto ambientale che avrebbe sui territori coinvolti". Le differenze però sono evidenti. Un "no" definitivo e immutabile da parte dei comitati della Val Susa. Un "no" più aperto e malleabile da parte dei comitati della Val Sangone. Dove passerà la Tav? "Ribadisco la metafora della malattia - dice il sindaco di Trana sul versante Val Sangone - prima bisogna fare il possibile per non ammalarsi. Ma poi, quando la battaglia è perduta, si deve convivere con il morbo".


14/06/2007 - 08:00
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Scritto da linodigianni alle ore 11:40 | link | commenti (2) |Torna su
Categoria -
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lunedì, 28 maggio 2007
Cosa ne pensa il Financial Times

Italy’s finances threaten rail tunnel plan
By George Parker in Brussels

Published: May 27 2007 22:02
Tenders have been opened for one of Europe’s most ambitious transport projects – a rail tunnel helping to connect Lyon and Turin – but Italy’s parlous public finances could be as much of an obstacle to the scheme as the Alpine terrain.

The project is one of 30 road, rail and sea schemes that Brussels wants to help finance to connect the EU’s 27 member states and improve the operation of Europe’s single market.

But new figures suggest Italy could have trouble funding its share of the new Alpine tunnels – which would bypass chronic bottlenecks with the rest of the continent – because it is already struggling to meet the EU’s budget rules.

Paolo Costa, an Italian MEP and chairman of the European parliament’s transport committee, has calculated Italy would have to stump up more than €47bn ($63bn, £32bn) between 2007 and 2020 to pay its share of three big infrastructure projects.

With a debt of almost 107 per cent of gross domestic product – well above the EU’s 60 per cent target – Italy can ill-afford these prestige projects. Its deficit is expected to fall to 2.1 per cent of GDP this year – below the EU stability pact’s 3 per cent ceiling – but Rome has vowed to balance the budget by 2010.

Brussels has given member states until July 20 to reply to the tender offers, explaining how they would fund their share of the so-called trans-European network; if successful, they could receive EU funding from an €8bn budget line.

Mr Costa believes the stability pact should be applied flexibly to allow Italy to invest in long-term projects to boost Europe’s economy, helping it to get around short-term problems.

Other countries facing big bills for the European transport projects over the next 13 years include Spain with €53bn, Germany with €27bn, France with €21bn and Hungary with €8bn, according to Mr Costa.

He said the Lyon-Turin tunnel and another proposed Alpine rail route from Italy to Austria were “crucial” in meeting Europe’s economic goals as well as boosting the environment by moving traffic from road to rail.

Mr Costa said the European Commission should convene a conference to persuade other member states to let Italy and Hungary – which also has big deficit problems – fund long-term projects.

But Commission officials said it was “highly unlikely” Italy would win any special concessions, arguing that introducing exceptions to the stability pact calculations would be like opening a “Pandora’s box”.

Jacques Barrot, EU transport commissioner, estimates that the tunnel connecting France and Italy would cost €6bn-€7bn, of which Brussels could pay up to 30 per cent.

The project is part of a rail corridor from Lyon to the Ukraine border.

But such projects are fraught with problems. The private sector often shies away from them because they are high-risk, involving difficult engineering and political problems associated with working with more than one government.

Of 14 high-profile projects identified at an EU summit in 1994 only three were completed.

Scritto da NyFrigg alle ore 11:48 | link | commenti |Torna su
Categoria - opinioni, documenti, stampa
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sabato, 26 maggio 2007
ValleSusa, lettura contro la Tav


Per 7 giovedì, a cadenza quindicinale, ci siamo riuniti come gruppo di lettura presso la Biblioteca civica di Avigliana.

Questa iniziativa, partita a Marzo 2007, promossa dall’Assessorato alla   Cultura di Avigliana, dalla Biblioteca Civica, dallo Ial e da CTP Rivoli e Vallesusa, ha permesso di leggere e discutere  insieme due libri, scegliendoli da una lista di libri  presentata      inizialmente dal coordinatore del gruppo,
l’insegnante Lino Di Gianni , del Ctp Rivoli.I due libri scelti (Amabili resti della Sebold e La Figlia oscura) non erano libri di facile lettura ,sia per gli argomenti affrontati (uno stupro e omicidio, la morte, la vita dei parenti dopo l’evento) (il ruolo della madre e la propria identità di odio/amore nei confronti dei figli,    le pulsioni oscure dei sentimenti)sia per lo stile di scrittura della seconda scrittrice

Un bel gruppo ,italiani e stranieri insieme, lettori esigenti.
Ci sembra che il miglior commento sulla riuscita del gruppo stia nel fatto che il gruppo si è riunito, per 7 volte, a cadenza quindicinale, da Marzo a Maggio.
Tutti i partecipanti( tra cui 5 donne straniere, due ragazze adolescenti,  3 uomini e 4 donne )hanno letto i libri a casa e commentato le parti   assegnate, esprimendo accordi o disaccordi con le opinioni degli altri.
Ringraziamo anche la partecipazione straordinaria della signora Nicoletta, lettrice professionale.
Tutti hanno chiesto di ripetere l’esperienza, allargando il gruppo, e iniziare prima, magari a Novembre.Viva la passione della lettura.
Cerchiamo di contagiare altri.

Scritto da linodigianni alle ore 07:31 | link | commenti (2) |Torna su
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sabato, 12 maggio 2007

Martedì 20 marzo 2007, una delegazione della "Stampa Estera", accompagnata da un gruppo di esperti e rappresentanti delle Assise di Palazzo Marigliano di Napoli, del Comitato Allarme Rifiuti Tossici e dei comitati campani per la difesa della salute e dell'ambiente, si è recata in Campania per un viaggio inchiesta in alcuni dei luoghi (Lo Uttaro, Marigliano, Nola, Acerra, Caivano) del disastro ambientale e sanitario legato allo sversamento criminale di rifiuti tossici e alla fallimentare gestione del ciclo dei rifiuti urbani. Il viaggio si èconcluso a Serre (SA), sito di grande pregio paesistico e ambientale, sede di un'importante Oasi naturalistica del wwf e attraversato dal fiume Sele, già interessato da diverse discariche legali ed illegali, che è stato scelto dal Commissariato di Governo Bertolaso per una nuova discarica di rifiuti.





 

 

http://sezionethc.forumfree.net/?t=16704421

 

Scritto da linodigianni alle ore 15:51 | link | commenti |Torna su
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ESERCITO A SERRE

Ricevo ora un sms: pare che questa mattina, ore 7.30 circa, l'esercito (!!!) si entrato nel presidio di Serre (nel Salernitano, dove stanno cercando di impedire che una discarica venga messa all'interno di un parco del wwf). Ci sono feriti.

Scritto da NyFrigg alle ore 11:53 | link | commenti (5) |Torna su
Categoria - ambiente, denunce
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venerdì, 30 marzo 2007
grande manifestazione No Tav


Susa e Sangone
due valli una sola voce
No Tav
sabato 31 marzo  2007 ore 14   
grande manifestazione da Trana ad Avigliana
al termine del corteo
concerto dei Lou Dalfin

ritrovo ore 14 a Trana- ponte sul Sangone
partenza ore 15- Arrivo previsto ad Avigliana ore 17

Coordinamento dei Comitati No Tav Val Susa
Val Sangone, Val Ceronda, Gronda e Torino

http://notavtrana.altervista.org/

http://www.notav.eu/


Scritto da linodigianni alle ore 17:22 | link | commenti (1) |Torna su
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venerdì, 16 febbraio 2007
DIGIUNO PER LA PACE

In digiuno con i cittadini di Vicenza “No Dal Molin”

COMUNICATO

In conclusione del digiuno svoltosi a Borgone, presso il presidio No Tav, dal 10 al 14 febbraio 2007, a fianco dei cittadini di Vicenza che digiunano contro lo scempio della costruzione di una nuova base militare, vogliamo fare un bilancio di quanto abbiamo ricevuto in adesioni, solidarietà, incoraggiamento da parte di tantissime persone, di ogni provenienza e appartenenza.
Innanzi tutto grazie alle persone del presidio di Borgone, che ci hanno accolto con simpatia in un ambiente piacevole, caldo e dotato di ogni comfort. Grazie poi a tutti coloro che sono venuti a sostenerci durante la nostra permanenza in digiuno al presidio e a coloro che hanno contribuito, partecipandovi in vario modo, alla riuscita delle serate che abbiamo organizzato a margine del digiuno. Si è parlato di “ grandi opere e industria delle armi”, di quanto accade a Vicenza, della “forza della nonviolenza”, e si è meditato con esponenti di varie fedi religiose.
Infine, grazie a tutti coloro che hanno digiunato: in tutto, 21 persone, di cui una per quattro giorni, 5 per due giorni, le altre per un giorno ciascuna. Tutte queste persone sono state sostenute dal pensiero che, nonostante i tentativi di criminalizzazione e intimidazione, non bisogna rassegnarsi, che è non solo giusto lottare in modo nonviolento per valori come la pace e il territorio, ma doveroso, nei confronti delle attuali e prossime generazioni.
Il futuro è nelle nostre mani. Difendiamo la terra per un futuro senza basi di guerra
Gruppo Pace Valsusa

Scritto da NyFrigg alle ore 13:04 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - comunicati, testimonianze
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mercoledì, 14 febbraio 2007
BOICOTTIAMO LA STAMPA

Oggi in prima pagina "La Stampa" titola: "BR: un modello la lotta no-Tav"

Visto che non è la prima volta che il suddetto giornale cerca di associare la nostra lotta NON - VIOLENTA alla lotta armata, e visto che non pubblica le numerose lettere che chiedono rispetto per il movimento e per la metodologia di lotta, propongo un boicottaggio. NON COMPRIAMO PIU' IL GIORNALE CHE CI DENIGRA, NON COMPRIAMO PIU' LA STAMPA! 

Scritto da NyFrigg alle ore 13:19 | link | commenti (2) |Torna su
Categoria - riflessioni, denunce
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martedì, 16 gennaio 2007
DA COZIO AL TAV

Disperatamente (forse perché il mega-affare non pare più così sicuro?) aggrappati alla necessità di sostenere che il ruolo storico della Val di Susa è per forza quello di corridoio da infrastrutture, alcuni SìTav di alto bordo avevano provato qualche tempo fa a trascinare dalla loro anche qualche riferimento storico: come se i passaggi una tantum di Annibale, Cesare, Carlo magno e altri dalle nostre parti potessero legittimare un odierno uso strumentale di questo territorio. Tempo prima c’era stato pure chi aveva tirato in ballo Cozio e la sua disponibilità a sistemare per i Romani la via valsusina delle Gallie. E qui, scusate, ma da studioso di romanità valsusina, un po’ mi arrabbio.
E’ vero che certa gente pesca esempi dalla storia un po’ come prenderebbe oggetti dagli scaffali di un supermercato, e non varrebbe perciò la pena di controbattere a delle stupidaggini. Ma Cozio e la via delle Gallie sono (o dovrebbero essere) per i valsusini una questione di merito, tanto cruciale è stata per la nostra valle la loro vicenda; e allora raccolgo la provocazione – anche se dopo un po’ di tempo – e ribatto (cercando però di metterci un po’ più di spessore storico).
E’ noto che le nostre zone entrarono stabilmente nell’orbita romana in età augustea (a fine I secolo a.C.), quando, qualche decennio dopo la conquista cesariana della Gallia, questa parte delle Alpi cominciò a interessare i Romani come area in cui attrezzare collegamenti sicuri tra Italia e Gallia e quando poi, nel quadro del progetto augusteo di conquista della Germania, apparve a Roma militarmente importante assicurarsi un pieno controllo di passi alpini e di una via attraverso di essi. E’ anche noto che le Alpi Cozie passarono a Roma in seguito a trattative con il re locale Cozio e a un accordo siglato nel 13 a.C.
E’ ovvio che per la dirigenza romana di allora la valle interessava essenzialmente come area di transito, e come tale da valorizzare con un’adeguata “infrastruttura”: una strada che consentisse un percorso regolare tra Italia e Gallia. Però quella stessa dirigenza ebbe sufficiente buon senso e duttilità politica da rapportarsi a questo territorio con due scelte ben lontane da certa odierna idea colonialista della valle come “corridoio”.
In primo luogo capì che era un’area che andava governata con accortezza per la sua particolarità (perché era una zona alpina, sempre un po’ ostica per la mentalità romana, e bisognava poterla attraversare con sicurezza) e quindi la costituì in “prefettura” (cioè non l’assimilò all’Italia, ma neppure la trasformò in provincia, che sarebbe stato un territorio da sfruttare senza scrupoli) e la affidò a un capo locale (Cozio, divenuto prefetto) che garantiva un rapporto con l’elemento indigeno più ispirato alla mediazione; soluzione istituzionale che – è bene evidenziarlo – fu un caso unico nei rapporti tra Roma e le genti alpine. Inoltre la dirigenza romana era sì interessata a farci passare una strada importante, ma non impose dall’alto il tracciato del percorso e la totale gestione dei lavori: per quel che si può dedurre dalle scarne notizie di fonte antica (in particolare da un passo di Ammiano Marcellino), fu Cozio, cioè il capo locale, ad avere un ruolo nella gestione dell’opera; inoltre il tracciato fu probabilmente la sistemazione e l’allargamento di un vecchio percorso che già le popolazioni locali avevano fatto sorgere evidentemente in base alle loro esigenze.
Quindi, se proprio si vuol trarre una lezione da quella vicenda antica (ovviamente come riflessione, non come ricetta da applicare, perché la storia non dà ricette), è che quell’antica infrastruttura fu realizzata rispettando la realtà locale e valorizzando un percorso già esistente. Il che, riguardo al TAV, corrisponderebbe a quello che si è sempre chiesto in Val di Susa: dialogo con le realtà locali e ammodernamento della linea storica. di Dario Vota, da "Dialogo in Valle" numero 4/2006

Scritto da NyFrigg alle ore 21:39 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - documenti
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domenica, 24 dicembre 2006
Auguri No Tav

Ai No Tav e ai pro tav, ai ministri, ai giornalisti, ai chi ci ha capito e a chi ancora no, alle forze dell'ordine che picchiarono, a quelle che picchieranno, a chi sta a guardare, a chi si dà da fare:

BUON ANNO E FELICE ANNO NUOVO

CON PIU' TRENINI E MENO TRENONI

Scritto da NyFrigg alle ore 10:10 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - auguri
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martedì, 05 dicembre 2006
Ricordando cosa è successo riflettiamo sulla Democrazia

Carissima/o Collega,

la notte fra il 5 ed il 6 dicembre dello scorso anno, resterà scolpita indelebilmente nel mio cuore come un evento tragico per la Democrazia del mio Paese.

Gli avvenimenti dell’autunno-inverno 2005 nel bene e nel male, sono entrati nella storia della Valle di Susa e dell’Italia, ma soprattutto sono oramai parte del DNA dei Valsusini.

Quanto avvenuto in quella notte è figlio di errori e gravi responsabilità da parte di molti, nessuno escluso, ritengo inoltre che più alto è il livello Istituzionale, più elevato sia il grado di responsabilità. Per questo è importante non dimenticare e lavorare tutti insieme per far si che non si ripetano più in futuro gli stessi errori.

In quella notte ho toccato con mano quanto sia delicato, anche nella nostra società, l’equilibrio della convivenza civile, quanto il bene della Democrazia debba essere coltivato anche nei cosiddetti paesi evoluti.

La pace, la libertà, la convivenza civile e la democrazia sono un bene che deve essere coltivato ogni giorno da tutti i cittadini, e Noi quali Amministratori responsabili, dobbiamo esserne consapevoli predicatori ma soprattutto i primi attuatori.

I Nostri Cittadini, il Movimento, i Comitati ripongono in noi la loro fiducia e le loro speranze, sono certo che ognuno in questa vicenda stia dando il meglio di sé.

La via d’uscita possibile resta il dialogo, senza pregiudiziali fra le parti, proseguiamo il confronto democratico fra i vari livelli Istituzionali garantendo e pretendendo il reciproco rispetto delle idee e della dignità di tutti, …. senza dimenticare.

Come certamente saprai i Comitati NO TAV stanno organizzando una fiaccolata ,dibattiti ed altri momenti di incontro e di festa al Presidio di Venaus nei giorni 8/9 e 10 dicembre.

Con la presente sono ad invitarTi a ricordare, in quanto non c’è nulla da festeggiare, la notte del 5/6 dicembre, ti invito pertanto: Dalle 18.00 in poi del 5/12/06 ad accendere dei lumini sulle finestre del Tuo Municipio e per quanto possibile invita i tuoi concittadini a fare altrettanto sulle finestre delle proprie abitazioni.

Quello che propongo è un gesto semplice, fatto in modo riservato,senza rumore, per invitare tutti a riflettere e ricordare.

La luce del lumicino della Democrazia è flebile ma molto visibile contro la notte buia della violenza, tante piccole luci insieme costruiranno un falò la cui luce spero giunga sino a Roma.

Il Cittadino “distratto” o che ancora vuol essere ignaro, forse mediterà e comprenderà i nostri perché.

Certo del Tuo sostegno, con l’occasione Ti invio i miei più Cordiali Saluti.

Il Sindaco

Nilo Durbiano

Scritto da NyFrigg alle ore 18:40 | link | commenti |Torna su
Categoria - riflessioni, comunicati, testimonianze
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domenica, 05 novembre 2006
Eurotunnel présente son plan de restructuration de la dernière chance

da Le Monde del 27 ottobre 2006

Eurotunnel a présenté, jeudi 26 octobre, un nouveau plan de restructuration de sa dette de neuf milliards d'euros. C'est le dernier espoir d'éviter la faillite pour l'exploitant du tunnel sous la Manche, placé depuis le 2 août en procédure de sauvegarde par le tribunal de commerce de Paris, et dont la cotation en Bourse est suspendue depuis mai.

Lors d'une conférence téléphonique, le PDG d'Eurotunnel, Jacques Gounon, a souligné que les modalités de cet ultime plan n'étaient pas négociables. "Il n'y aura plus de discussion avec qui que ce soit (...). Ces propositions représentent le meilleur équilibre possible entre les exigences de toutes les parties prenantes", a fait valoir M. Gounon, estimant qu'il avait "de bonnes chances d'être voté".

Les propositions de M. Gounon visent à effacer 54 % de la dette, grâce à un emprunt bancaire portant sur 40 ans. Une partie de la dette sera transformée en titres d'une nouvelle société, baptisée "Groupe Eurotunnel", qui lancera une offre publique d'échange (OPE) sur les actions de l'actuelle société cotée. Cette nouvelle société souscrira un nouvel emprunt à long terme de 4,16 milliards d'euros (2,84 milliards de sterling) auprès d'un pool bancaire international. Jacques Gounon a déclaré qu'il était en négociation avec deux pools bancaires, l'un dirigé par Goldman Sachs et Deutsche Bank, et l'autre par Citigroup, et qu'il retiendrait la proposition la plus attractive.

COMPENSATIONS POUR LES ACTIONNAIRES

Eurotunnel émettra pour 1,87 milliard d'euros (1,275 milliard de sterling) d'obligations remboursables en actions (ORA), qui seront convertibles pendant une durée de trois ans.

Les actionnaires actuels qui apporteront leurs titres à l'OPE pourraient voir leur part diminuer jusqu'à 13 % dans le nouveau groupe. Mais ils pourront toutefois acquérir des ORA pour un montant de 87,7 millions d'euros (60 millions de sterling) et bénéficier de bons de souscription d'actions gratuites, ce qui leur permettrait de monter jusqu'à un maximum de 67 % du capital. "On n'a jamais vu les actionnaires conserver autant dans une restructuration d'entreprise", affirme Jacques Gounon. Le projet prévoit également des compensations pour les créanciers, mais leurs modalités n'ont pas été dévoilées.

Ces propositions doivent être présentées avant le 2 novembre au tribunal de Paris, puis soumises d'ici à fin novembre au vote des créanciers du groupe. Mais certains, comme le fonds Oaktree Capital Management, ont d'ores et déjà indiqué qu'ils ne le soutiendraient pas. "La question est : est-ce que vous pouvez prendre le risque de mettre la société en liquidation ?", a mis en garde Jacques Gounon. Si les créanciers rejetaient le plan de restructuration de la dette, Eurotunnel serait en effet placé sous redressement judiciaire.

Scritto da NyFrigg alle ore 09:40 | link | commenti |Torna su
Categoria - documenti, stampa
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lunedì, 16 ottobre 2006
Lettera del Sindaco al Corsera

Almese, 15 ottobre 2006

Alla Signora Mangiarotti – c/o Corriere della Sera

Egregia Sig.ra Mangiarotti,

facendo seguito al nostro colloquio telefonico di ieri pomeriggio, ed al conseguente articolo giornalistico apparso stamani sul Corriere, devo rilevare come le dichiarazioni del sottoscritto siano state ampiamente travisate, e devo constatare con dispiacere che vengo sostanzialmente venduto al pubblico dei lettori come promotore, sostenitore ed estimatore dell’eventuale opera in Valle di Susa, insieme ad altri miei colleghi Sindaci.
Tengo pertanto precisare che alcune frasi citate nell’articolo in questione sono state citate dal lei e non dal sottoscritto, mentre i concetti da me espressi non si evincono pienamente e nella loro essenza sostanziale. Voglio quindi qui di seguito elencare le più importanti affermazioni da me comunicatele, pregandola di volerle urgentemente pubblicare a correzione dell’articolo odierno, e per fare giustizia rispetto alla mia posizione sull’argomento, peraltro a tutti nota da sempre.
Ho detto che:
· Considero importante sedersi al tavolo della discussione, in quanto abbiamo ragioni sostanziali per poter dialogare. Solo chi non ha ragioni evita di discutere con i propri interlocutori.
· Ritengo questo progetto TAV in Valle di Susa troppo impattante sulla realtà locale già ampiamente ferita, ed in particolare i lavori previsti sul territorio di Almese penso non siano assolutamente compatibili con il mantenimento di livelli accettabili di residenzialità.
· Ritengo che i tecnici si siano “innamorati” della soluzione “Tunnel di Base” tra Venaus e San Jean, per cui la questione viene ormai affrontata dalla controparte in modo ideologico, rifiutando aprioristicamente di confrontarsi sulle alternative.
· Sostengo con forza l’idea del trasferimento delle merci da gomma a rotaia, ed ho detto che suppongo essa sia condivisa da molti Sindaci valsusini. Questo penso comporti l’esigenza di valutare come potenziare il trasporto su ferro, quando e dove. Inoltre, va riconsiderata attentamente la piattaforma logistica del nord-ovest, perché non è sufficiente potenziare il sistema ferroviario se non si riorganizza e potenzia tutta la logistica ad esso collegata.
· Ritengo che tutti dobbiamo approcciare l’argomento in modo laico, ascoltandoci reciprocamente, aprendo una discussione seria sui flussi e sui costi dell’opera, che a conti fatti deve chiaramente dimostrare la propria sostenibilità economica. A supporto di questo argomento ho portato l’esempio catastrofico dei Eurotunnel, dove resta impossibile pareggiare il conto economico e dove gli investitori hanno fatto un bagno di sangue storico. Ho anche portato l’esempio dell’attuale linea storica valsusina, dove inspiegabilmente non vengono immessi altri treni merci.
· Considero l’argomento “amianto” debole e poco sostenibile, in quanto non si è certi di trovarlo, e se lo si trovasse vi sarebbero a disposizione le misure prese in Svizzera nel tunnel del Lotschberg. Ho anche affermato che però qui non siamo in Svizzera, e la poca serietà dimostrata nel caso di altre opere impattanti sul territorio non aiuta a ben sperare.
· Quando lei mi ha detto che se gli svizzeri vogliono l’opera avranno buoni motivi, e che se questa non si fa qui il Piemonte sarà tagliato fuori, le ho risposto laconicamente “può darsi …”, non sono all’altezza di giudicare, così come confermo di essere sempre stato favorevole ad analizzare attentamente il progetto che prevedeva il passaggio in Valsangone, valutando tracciato, costi, impatti, ecc., anziché bocciarlo ancor prima di averlo soppesato.
· Ho definito il mio atteggiamento verso questione “interlocutorio”, intendendo con questo affermare la volontà di discutere ed approfondire, senza per questo sapere quale sarà l’esito finale. Comunque, ho anche affermato che ritengo nessuno possa pensare di realizzare questa opera in Valle di Susa contro le popolazioni locali. Sono certo che azioni di forza come quelle dello scorso anno porterebbero solamente ad un nuovo scontro frontale senza vantaggi per nessuno.

Altre cose ci siamo detti, ma penso con queste precisazioni vi siano già sufficienti argomenti per costruire un nuovo articolo rispondente al mio personale pensiero.

Distinti saluti

Bruno Gonella

Scritto da NyFrigg alle ore 13:49 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - lettere
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domenica, 15 ottobre 2006
NO TAV UNITI: il Sindaco Bruno Gonella vittima di un'intervista fasulla

Il sindaco di Almese Bruno Gonnella è stato vittima di un rozzo tentativo di divisione del movimento No Tav. Intervistato ieri per telefono da  una giornalista del Corriere della Sera, avrebbe rilasciato dichiarazioni impossibili anche per un diessino come lui. Valsusino e No Tav convinto, questa mattina è sceso in piazza a spiegare alla popolazione che quell'intervista è fasulla. "Ha scritto quello che voleva lei" - spiega - "io non ho detto nulla di simile. Ho intenzione di fare una smentita ufficiale oggi stesso."
Il tentativo è tutto sommato facilmente individuabile, di dividere cioè i sindaci dalla popolazione. A questa faranno seguito altre false interviste, altre dichiarazioni fasulle, i tentativi di dividere saranno tantissimi. Oggi hanno colpito Gonella, domani toccherà a qualcun altro. Gli interessi in gioco sono tantissimi, lo sappiamo bene, faranno di tutto - anche e soprattutto scorrettezze - per vincere la battaglia degli interessi economici.
Come No Tav dobbiamo prepararci ed affrontare al meglio qualsiasi tipo di scorrettezza. Intanto facendoci furbi: se proprio si rilasciano interviste chiediamo di leggerle prima che vengano pubblicate, se capiamo per tempo che non possiamo fidarci, non rilasciamo alcuna dichiarazione.
Un pensiero per "A.Ma.": complimenti per il colpo ma soprattutto complimenti per la moralità.

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Categoria - provocazioni
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mercoledì, 04 ottobre 2006

venerdì, 29 settembre 2006
A Roma contro la Legge Obiettivo
No Ponte, No Mose, No Tav,
Coordinamento comuni Val di Susa,
Conferenza Permanente dei Sindaci della tratta ad AV Verona-Padova
 
con le prime adesioni di:
Wwf, Legambiente, Italia Nostra,
Campagna Sbilanciamoci, Rete del Nuovo Municipio
 Fiom, Carta cantieri sociali, il Manifesto,
 
 
ORGANIZZANO
Manifestazione Nazionale
 
14 OTTOBRE ore 14,30 A ROMA
 
CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO E LE GRANDI OPERE DANNOSE,
PER UN NUOVO PIANO DEI TRASPORTI E DELLA MOBILITA’
 E PER LE INFRASTRUTTURE CHE SERVONO
AL PAESE E AL TERRITORIO

Dal 2001 al 2005, con il governo Berlusconi, abbiamo vissuto una stagione in cui le politiche governative hanno tentato di imporre scelte infrastrutturali e impiantistiche nel campo dei trasporti, dell’energia e dei rifiuti, contro gli interessi strategici del Paese, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e dei loro diretti rappresentanti, eludendo la valutazione ambientale strategica preventiva di piani e programmi, facendo carta straccia della valutazione di impatto ambientale.
 
In questo periodo, con le norme derivanti dalla Legge Obiettivo e le scelte contenute nel Primo Programma delle infrastrutture strategiche, è stata esasperata la logica del "realizzare senza pensare" opere contro il senso comune e la razionalità, oltre che spesso contro l'ambiente, la cultura e il paesaggio italiano e contro, gli stessi vincoli economico-finanziari del bilancio dello Stato.
 
Le grandi opere che veramente servono all’Italia dovrebbero essere finalizzate a trasferire le merci dalla strada, alla ferrovia e alle navi; a creare una rete logistica intermodale; a realizzare politiche coordinate per la mobilità urbana; a razionalizzare i sistemi idrici; a prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico; a risanare e riqualificare i beni culturali, artistici e archeologici; a tutelare, valorizzare e promuovere il territorio, il paesaggio e la biodiversità.
 
Finora, invece, sono state sottovalutate le condizioni del territorio, sia in termini di fragilità dell'assetto idrogeologico che rispetto alla perdita di funzionalità e di qualità del paesaggio legata agli eccessi di urbanizzazione e infrastruturazione registratisi in questi anni.
 
Al tempo stesso, le comunità territoriali e gli stessi comuni sono stati quasi del tutto esclusi dal confronto e dalle decisioni sulle infrastrutture da realizzare. Oggi occorre tornare al più presto a un normale funzionamento dei meccanismi democratici e della partecipazione: chi vive nei territori interessati da grandi progetti infrastrutturali non rivendica un potere di veto ma pretende di non essere considerato “oggetto” di scelte decise altrove.  
 
Non sono stati neanche fatti i conti con la reale disponibilità di risorse economiche-finanziarie, impostando un programma di interventi “a pioggia”, per la realizzazione di 531 progetti dal costo complessivo di 264 miliardi di euro, che costituisce un’ipoteca che graverà sui conti pubblici per i prossimi 20 anni.
 
Nel programma del Governo è stato dichiarato il fallimento della Legge Obiettivo, ma non sono stati ancora compiuti atti chiari e univoci per superare le norme e le procedure che da questa derivano e abbandonare il programma delle infrastrutture strategiche, cominciando dai progetti sul ponte sullo Stretto di Messina e delle tratte dell’Alta Velocità.
 
Per questo noi scendiamo in piazza il 14 ottobre a Roma per chiedere:
 
-          il superamento della Legge Obiettivo e dei provvedimenti da questa derivati e il congelamento (a partire dalla Legge Finanziaria 2007) del Primo Programma delle infrastrutture strategiche, che hanno consentito di fare carta straccia delle valutazioni ambientali su piani, programmi e progetti e hanno umiliato la partecipazione degli enti e delle popolazioni locali;
 
-          l’adeguamento del Piano generale dei Trasporti varato nell’aprile 2001 alle esigenze di mobilità del Paese e la redazione di nuovi Piani e Programmi, nazionali e regionali, per l'energia, i rifiuti, il territorio, il paesaggio, realizzati secondo l'approccio irrinunciabile della tutela e valorizzazione ambientale, della partecipazione dei cittadini e della reale utilità economica e sociale degli interventi proposti,
 
-          una nuova stagione di sicurezza, trasparenza e legalità nel mercato dei lavori pubblici, che superi le norme criminogene sui general contractor, le rendite di posizione dei concessionari e l’abuso incontrollato dei sub-appalti.
 
TUTTI A ROMA IL 14 OTTOBRE

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Sulla base di questa piattaforma chiediamo l’adesione
e la partecipazione di associazioni, comitati, coordinamenti, enti locali,
forze politiche e sociali, singoli cittadini e cittadine!
 
Le adesioni vanno inviate alla seguente email: romalazio@carta.org
______________________
 
 
Per informazioni: Carta cantieri sociali: tel. 06.80692244
 

Scritto da linodigianni alle ore 17:59 | link | commenti (1) |Torna su
Categoria - manifestazioni, tav , comunicati associazioni
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sabato, 01 luglio 2006

Anche i No Tav marciano su Roma in treno Da Venaus a Roma. Oggi è partita la lunga marcia verso Roma dei comitati No Tav, No Ponte sullo Stretto e No Mose di Venezia per dire no a “tutte le grandi opere inutili che devastano l’ambiente e svuotano le casse dello Stato".

Il corteo si muoverà in treno e a piedi. Lungo il cammino, concerti e dibattiti. Dopo le tappe Venaus-Avigliana e Avigliana-Torino, domenica 2 luglio arriverà ad Alessandria.

I comitati noTav-Terzo Valico della nostra provincia organizzeranno nel capoluogo provinciale l’accoglienza ai circa cento manifestanti. Nel pomeriggio è previsto un corteo lungo le vie cittadine, la sera una cena al circolo culturale “Nuovo Matteotti” di via Faa di Bruno e un’assemblea pubblica con proiezione di filmati sulla vicenda valsusina presso la sede della protezione civile del rione Cristo.

Lunedì 3 luglio partenza per Novi Ligure in treno con pranzo presso i giardini
pubblici e incontro con alcuni esponenti della giunta Robbiano in biblioteca.

Seguirà, sempre in treno, la partenza per Serravalle, dove in municipio si svolgerà un incontro con gli amministratori locali, che il 22 aprile scorso non accolsero i manifestanti del grande corteo contro il Terzo Valico.

Previsto anche un aperitivo. A seguire, la partenza a piedi per Rigoroso di Arquata, dove il neosindaco Paolo Spineto ha messo a disposizione dei partecipanti al corteo il campo sportivo della frazione dotato di docce e spogliatoio.

Nel dopocena festa in piazza Santo Bertelli con musica e proiezione di filmati e incontro con il primo cittadino.

Il giorno seguente partenza per Genova in treno. La marcia terminerà a Roma il 15 luglio con una grande festa.

Scritto da linodigianni alle ore 14:28 | link | commenti (2) |Torna su
Categoria -
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lunedì, 26 giugno 2006

A VELOCITA' D'UOMO
MARCIA VAL DI SUSA - ROMA: DAL 30 GIUGNO AL 15 LUGLIO
MARTEDI 4 LUGLIO - MERCOLEDI 5 LUGLIO: TAPPA GENOVESE

· Per riscoprire e rispettare il territorio
· Per un'economia al servizio delle persone e non dei poteri forti
· Per la partecipazione democratica
· Per il risanamento delle periferie dalle servitù e dagli impianti a rischio
· Contro le Grandi Opere inutili (Terzo Valico, Gronde Autostradali, Inceneritori) che devastano l'ambiente e svuotano le casse dello Stato, impedendo gli interventi di risanamento necessari.
· Contro la Legge Obiettivo, per il ripristino della Valutazione di Impatto Ambientale

Martedì 4 luglio 2006
· Arrivo alla stazione di Pontedecimo alle ore 10.22. In corteo verso la zona di Santa Marta in località Ceranesi: incontro con gli abitanti minacciati dalle demolizioni delle case previste per il Terzo Valico Ferroviario ad alta velocità.
· Corteo verso Casa della Legalita' e della Cultura, Via Piombelli 15. Pranzo
· in metro' verso Genova. Discesa alla Darsena.
· Ore 17.00 Corteo verso Palazzo Tursi (Darsena, Caricamento, San Lorenzo, De Ferrari, via 25 Aprile, Piazza Fontane Marose, via Garibaldi).
· Ore 18.00 Assemblea presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi
· ore 20.30 Centro Sociale Buridda cena
· ore 21.30 Spettacolo TEATRO POLITICO = TEATRO D'AZIONE a cura del Laboratorio Teatrale del Living Theatre

Mercoledì 5 luglio 2006
 · Ore 9.00 Presidio di fronte al tribunale di Genova per chiedere Verità e Giustizia per le vittime della violenza nel luglio 2001
· Ore 9.30 ingresso in tribunale di una delegazione che parteciperà in qualità di Osservatori dei processi del G8.
· Ore 11.00 presidio di fronte al convegno "Il Sistema portuale ligure, il Mediterraneo e l'Europa", Palazzo del Principe organizzato dalle Regioni Piemonte e Liguria.
· Ore 14.11: partenza in treno da Stazione Principe con arrivo a Chiavari alle 15.07

Scritto da linodigianni alle ore 17:49 | link | commenti |Torna su
Categoria - manifestazioni
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giovedì, 25 maggio 2006
Giornata Ecologica

Il Comitato Spontaneo Almesino contro il TAV/TAC e il Comune di Almese

in collaborazione con le Associazioni: 

Aib, Giò22 Rivera, Fidas, Fie, Protezione Civile,

Torino Club, Uni3 e Vigili del Fuoco Volontari

ORGANIZZANO


LA GIORNATA ECOLOGICA

CON PULIZIA DI ALCUNE AREE DEL COMUNE

ritrovo: Sabato 27 maggio, Almese, 

in Piazza Comba (Frazione di Rivera)

 alle ore 8.30

a fine mattinata, ore 12.30, spaghettata per i partecipanti

nel Salone Parrocchiale di Rivera

Scritto da NyFrigg alle ore 13:56 | link | commenti |Torna su
Categoria - ambiente, info dalla valle
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lunedì, 08 maggio 2006

Documento dei Comitati

Il movimento NO TAV,

riunito in assemblea il 3 maggio 2006, nella sede Consiliare del Comune di Bussoleno
  •  

IN TAL SENSO

Esprime la più totale solidarietà nei confronti di chi è stato raggiunto da avviso di garanzia per i fatti dello scorso autunno;
Ribadisce la propria condivisione e partecipazione ai fatti oggetto di indagine;
Rivendica le lotte che hanno visto il loro momento più forte dalla Battaglia del Seghino alla liberazione di Venaus;
Esige l'mmediato dissequestro dei terreni stessi affinchè ritornino alla loro naturale destinazione agricola;
Dichiara altresì la propria contrarietà ad ogni ipotesi di realizzazione della seconda canna, sia essa di servizio o di esercizio, del traforo autostradale del Frejus.

si indice la mobilitazione permanente invitando tutto il popolo NO TAV a essere presente a Torino davanti alla Procura della Repubblica da lunedì 8 maggio e al Tribunale dei minori il 12 maggio, in modo da portare appoggio concreto ai militanti NO TAV indagati.

Movimento NO TAV

Scritto da linodigianni alle ore 08:07 | link | commenti |Torna su
Categoria - ambiente, news, stampa, denunce, no tav, tav , comunicati associazioni, sostegno notav
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sabato, 06 maggio 2006

Valle di Susa, No Tav: la Cub Scuola scende in sciopero
di Cub Scuola 
Con la torpida violenza che la caratterizza, la lobby pro Tav tenta di colpire il movimento di opposizione al treno ad alta velocità.
Ieri, 3 maggio, 9 avvisi di garanzia sono arrivati a cittadini della Valle di Susa fra i quali il sindaco di Bussoleno Giuseppe Joannas e Alberto Perino, oltre a un ragazzo, studente persso il Liceo di bussoleno, che all’epoca dei fatti era minorenne, impegnati nella mobilitazione.
Le accuse sono risibili – si parla di "auguri di un male ingiusto" ai rappresentanti delle forze del disordine come se fosse possibile augurare un male giusto – ma l’obiettivo è evidente: intimorire e dividere una popolazione che ha sviluppato negli anni un’opposizione ampia, pacifica, basata su solide argomentazioni e preparare ulteriori vessazioni.
La Confederazione Unitaria di Base fa proprie le deliberazioni dell’affollata assemblea del movimento No TAV che si è tenuta ieri sera a Bussoleno, ribadisce la propria solidarietà più piena alle persone colpite e invita tutti a partecipare alle prossime mobilitazioni. Segnaliamo quelle già organizzate:

- venerdì 5 maggio, alle ore 9 presso il Museo Egizio, Via Accademia delle Scienze 6, si terrà un convegno sull'amianto e uranio in Val Susa;
- sempre venerdì 5 maggio, alle ore 17,30, presidio alla Fiera del Libro con il quale, oltre a sollevare la questione della precarietà, manifesteremo la nostra solidarietà al movimento No TAV;
- sabato 6 maggio alle ore 15, davanti al Comune di Torino, si terrà un presidio No Tav promosso dal Comitato autogestito di Torino e Caselle;
- lunedì 8 e martedì 9 davanti al Tribunale dove saranno in corso i vari interrogatori;
- venerdì 12 davanti al Tribunale dei minorenni per il processo al No Tav minorenne.

Ricordiamo anche che gli insegnanti del Liceo di Bussoleno sono in agitazione a sostegno dello studente inquisito e che la CUB Scuola sta organizzando uno sciopero del personale contro quanto sta avvenendo.
 
Per la CUB Piemonte
Cosimo Scarinzi
05/05/2006