Le notizie rassicuranti diffuse dei grandi media sull'assenza di amianto nella zona, proprio non gli sono andato giù. Ma soprattutto, i test sulle rocce effettuati nei giorni scorsi, dicono,non hanno valore effettivo. Semplicemente perchè non sono stati fatti nei luoghi giusti.
"Questo dimostra che avevamo ragione a opporci ai test - dice l'assessore all'ambiente della Comunità montana bassa Valsusa e Valcenischia, Giorgio Vair -. Volevano fare i sondaggi per poter dire di aver cominciato i lavori e prendere soldi dall'Unione Europea. Non gli interessava la salute della gente, ma solo dire che non hanno trovato l'amianto: per forza, se lo cercano dove sanno che non c'è".
Per provare quanto vanno sostenendo, i Comitati mettono sul tavolo carte e documenti. A partire dalla cartina geologica che vedete qui accanto. E' un estratto della relazione tecnica elaborata dalla LTF (Lyon-Turin Ferroviarie), allegato 4. Indica il luogo in cui è stato fatto il sondaggio: il famigerato sito S42.Ma non solo. "La maggior parte dell'amianto - prosegue Vair - non si trova sulla tratta internazionale su cui è stato fatto il carotaggio, ma su quella nazionale. Ovvero, molto più vicino a Torino. E a 40 chilometri dal luogo in cui è stato fatto il sondaggio".
Insomma, l'amianto ci sarebbe, ma non dove l'hanno cercato, sostengono i Comitati. E per dimostrarlo ecco il progetto preliminare elaborato dalle Ferrovie dello stato sulla linea Torino-Bussoleno (nella foto qui accanto). Ebbene il quadro di riferimento ambientale recita: "Il volume totale di serpentino da movimentare per i lavori in oggetto risulta stimato in 1.151.000 metri cubi".










